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Alexandre Cabanel – il criticato pittore accademico

Ofelia

 

Alexandre Cabanel sarà il protagonista del mio articolo di oggi.

 

L’artista che vi propongo questa settimana fu autore di opere davvero straordinarie. Trovo che siano di una bellezza rara e, per tale motivo, ho cercato di raccogliere quante più immagini possibili.

 

Spero che piaceranno anche a voi. Iniziamo subito a scoprire qualcosa in più sulla vita di questo pittore francese.

 

Le origini

 

 

Alexandre Cabanel nacque a Montpellier, il 28 settembre 1823.

 

Fu allievo di François-Édouard Picot alla Scuola di Belle Arti.

 

Cabanel vinse il secondo Prix de Rome nel 1845 e tale premio gli consentì di trascorrere cinque anni a Villa Medici a Roma.

 

L’angelo caduto

 

Una delle tele che viene considerata tra i maggiori capolavori di Cabanel è L’angelo caduto.

 

 

Cabanel, dopo aver realizzato alcuni dipinti a sfondo religioso cristiano per soddisfare le preferenze del periodo, decise di cambiare completamente tema, preferendo il Classicismo.

 

L’artista dipinse così L’angelo caduto, opera del 1847, quando aveva soltanto 24 anni.

 

Il quadro rappresenta un angelo appena caduto dal cielo, dopo essere stato scacciato da Dio. A tal proposito, si ritiene che l’angelo in questione sia Lucifero. A colpire sono la sua bellezza e la sua perfezione, caratteristiche tipiche dell’arte classica greca. Anche gli occhi sono un particolare molto interessante. Nonostante lo sguardo folle, essi mostrano un’immensa tristezza a causa dell’esilio di Lucifero dal Paradiso e, dall’occhio destro, è possibile scorgere una lacrima.

 

La Nascita di Venere

 

Alexandre ottenne la fama grazie ad un’opera che trovo davvero meravigliosa, La Nascita di Venere.

 

 

Il quadro ritrae, appunto, la bellissima Venere, dea dell’amore nella mitologia romana. La donna emerge dalla spuma del mare, circondata dagli amorini. Per Cabanel, il tema mitologico era un pretesto per poter raffigurare un nudo femminile senza destare scandalo. Questo al contrario di quanto avverrà per l’Olympia di Manet. La tela venne acquistata da Napoleone III nel 1863.

 

Onorificenze

 

Nello stesso anno, Cabanel venne nominato professore alla Scuola di Belle Arti nonché membro dell’Accademia di Belle Arti. Fu, inoltre, membro di giuria per ben 17 volte, dal 1868 al 1888, del Salon e ne ricevette la medaglia d’onore nel 1865, 1867 e 1878.

 

   

 

Alexandre fu pittore di storia e di genere. Egli venne conteso dai collezionisti d’Europa e d’America e fu molto richiesto anche come ritrattista. Rifiutò il Naturalismo e, ahimè, anche l’Impressionismo.

 

Gli oppositori

 

Cabanel fu attaccato da molti, tra questi anche Émile Zola, sostenitore di un’arte più realista piuttosto che soave. Manet, addirittura, lo detestava. Si dice che le sue ultime parole prima di morire furono “Sta bene, quello!”, riferendosi appunto a Cabanel.

 

 

Per quanto mi riguarda, mi ritrovo ad andare contro a Zola e allo stesso Manet, che tra l’altro adoro. Effettivamente, il modo di dipingere di Cabanel è molto accademico e talvolta proiettato a raggiungere la perfezione dove magari questa non è richiesta, ma che ci vogliamo fare? Non trovate anche voi che le sue opere siano bellissime?

 

 

Alexandre Cabanel morì a Parigi il 23 gennaio 1889.

 

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