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Recensione “Sperandina”, Valerio Tagliaferri

Recensione “Sperandina”, Valerio Tagliaferri

SperandinaSPERANDINA

di Valerio Tagliaferri

 

Editore: Self Publishing

Pagine: 278

 

TRAMA. Per Sperandina Rimedi la speranza è solo una parte del nome perché la vita si presenta presto priva di aspettative e con ben pochi sogni da realizzare.
In un viaggio di novant’anni, che si incrocia con gli eventi storici e i progressi sociali del nostro Paese, la protagonista ci mostra le difficoltà di crescere donna in una società patriarcale, con un padre maschilista e tanti pregiudizi da superare.
Ma Sperandina, spesso rassegnata e disillusa, la speranza non la perde mai davvero, e l’indipendenza conquistata a fatica le consente di godere del bello della vita, di sognare attraverso il cinema, il teatro, la musica e di toccare anche l’amore.
Così la speranza per Sperandina brilla anche nelle sue ultime brevi e sospirate parole, che guardano al futuro con fiducia e amore.

 

RECENSIONE.

–  Sperandina, mi raccomando: fai la brava… – e mentre annuivo per tranquillizzarla, mi disse per la prima volta quella frase che poi nel corso degli anni avrebbe ripetuto tante volte, soprattutto mentre litigavo con mio padre, incatenandomi inesorabilmente al mio destino – … ti prego: fallo per me.

In questo blog abbiamo già avuto il piacere di conoscere Valerio Tagliaferri e il suo stile di scrittura con Ciacco. L’ennesima involontaria inchiesta dell’ineffabile Di Tuccio e personalmente ero rimasta piacevolmente sorpresa da quel testo (nonostante il genere non fosse nelle mie corde).
Ebbene, con questa storia l’autore cambia proprio contesto letterario e posso dire che con la storia di Sperandina mi ha proprio emozionata. Emozioni che, scorrendo tra le pagine non sono sempre positive, anche se sempre emozioni sono e alle volte sono anche quelle che ti animano maggiormente: la storia di Sperandina mi ha fatta gioire, mi ha fatta piangere, ma soprattutto mi ha fatta arrabbiare… anche parecchio a volte.

Io invece avevo la colpa di essere diventata donna senza il suo permesso e la sua approvazione. D’altronde avevo arrogantemente voluto nascere per forza donna per fargli un dispetto…

La storia di Sperandina inizia dalla fine, dove racconta in prima persona i suoi ultimi attimi di vita chiusa in una terapia intensiva, attaccata ad un respiratore a causa dell’ormai famosissimo Covid-19.
Nata nel 6 marzo 1931 (evviva i pesciolini come la sottoscritta), si spengerà proprio nel giorno del suo 90° compleanno e successivamente racconterà al lettore tutta la sua vita fatta di conquiste, ma piena altresì di patriarcato e maschilismo.
Toccando i punti salienti e più importanti della storia a cavallo del ventesimo e ventunesimo secolo, Sperandina è un personaggio degno di stima e grazie alla penna dell’autore, contribuisce a scardinare ancora delle convinzioni maschiliste troppo radicate nella società odierna.

Ma per mio padre il figlio maschio andava sempre e comunque assecondato e tutelato, al contrario della figlia femmina che invece doveva occuparsi, possibilmente in silenzio, delle incombenze quotidiane.

Sperandina si dimostra sin dalle prime pagine una donna che cerca la sua indipendenza, ma purtroppo ci sono molti ostacoli nel suo cammino. L’ostacolo più grande (e quello che la accompagnerà per la maggior parte della sua vita) è suo padre Ermete, un ex militare, sostenitore fervido di Mussolini e che pensa le donne come esseri al servizio degli uomini, senza possibilità decisionale. Purtroppo, questa figura peserà notevolmente sulla vita di Sperandina, che nonostante tutto riesce a lottare per i suoi diritti.

La mia vita era una lunga collezione di sensi di colpa che però non ti avrei mai lasciato in eredità.

Valerio Tagliaferri con questo testo è riuscito ad entrare profondamente nel personaggio di Sperandina e attraverso una scrittura semplice e diretta, riesce a far immedesimare il lettore sin dalle prime pagine. Grazie a questa storia, molte persone si potranno immedesimare in Sperandina e riuscire a comprendere che il patriarcato è deleterio per tutti. Anche per gli uomini.

 

Buona lettura a tutti,
Rachele.

 

 

 

PS. Ringrazio Valerio Tagliaferri per aver riposto la fiducia in me una seconda volta, inviandomi la copia cartacea del suo libro e per avermi fatto conoscere una protagonista che potrebbe essere lo spirito guida di tutte (e tutti) noi.

 

 

CONTATTI:   

Per richiedere informazioni sulle recensioni, contattami qui: apiedipaginawip@gmail.com

 

Rachele Bini

Rachele, 29 anni. Una, Nessuna, centomila. Aspirante Giornalista, scrive per "Il Tirreno". Studentessa lavoratrice con l’hobby di leggere, dalle scritte sui muri ai grandi classici della letteratura.

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