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Quattordicesima intermittenza

Quattordicesima intermittenza

Benvenuti o ben tornati in queste pagine.

Vado subito al punto: il progetto legato a Spoon River di cui parlavo qualche mese fa sta procedendo a gonfie vele e ogni tanto sarà mia premura lasciare delle piccole anteprime, bozzetti e quant’altro delle storie in lavorazione. Qui, ecco qualche tavola legata alla storia di Francis Turner.

 

I disegni sono a cura di Benedetta Baroni, già copertinista del terzo numero di Ciminiere.

Già da questi primi frammenti, il volume sta venendo davvero bene e non vedo l’ora di potervi annunciare una data.

Di seguito, vi lascio la sceneggiatura dedicata a uno dei personaggi più amati dell’intera antologia: il suonatore Jones.

Di questo, ho già dei frammenti, ma me li tengo per la prossima volta!

Tavola 1
1.1
È mattina e siamo all’interno di un bar, di un locale, in cui si serve da bere agli avventori a partire dalle prime luci dell’alba e ci troviamo al bancone. Dettaglio di un bicchiere, poggiato sopra il bancone, in leggera diagonale dall’alto, come se fosse il POV di chi ha ordinato da bere, che si sta riempiendo grazie a una bottiglia di liquore retta dalla mano dell’oste. Il liquido all’interno non ha ancora superato 1/3 del bicchere.
OSTE (f.c)
-Dimmi tu quando fermarmi, Jones.
1.2
Tenendo ferma la stessa regia di prima, in leggero zoom in. Ora il liquido ha superato, di poco, la metà.
JONES (f.c)
-Ormai dovresti conoscermi.
1.3
Ancora in leggero zoom in rispetto alla 1.2. Il bicchiere è pieno fino all’orlo, vediamo qualche gocciolina che straripa e “accarezza il bicchiere”. Riflesso nel bicchiere, intravediamo, a malapena, il volto del nostro protagonista, come se si fosse avvicinato vertiginosamente al bicchiere e stesse contemplando la bevuta alcolica.
JONES (f.c)
-Così è perfetto, grazie.
-Domani ti saldo il conto di questo mese.
1.4
Ora siamo alle spalle di Jones; questi è in FG, seduto al bancone del bar, che sta bevendo tutto d’un fiato il liquore che fino a poco fa stava nel bicchiere. La testa è protesa all’indietro, per catturare fino all’ultima goccia. Davanti a lui, dietro il bancone, c’è l’oste che lo fissa, incuriosito e leggermente preoccupato.
OSTE
-Lo sai che non ci sono problemi per quello.
1.5
Ancora in semi-POV di Jones, dettaglio del suo braccio che regge il bicchiere. La presa è forte, robusta.
JONES (f.c)
-Non ce ne sono mai stati.
1.6
PPP di Jones. Si sta pulendo le labbra con la mano.
1.7
Abbiamo il MB di Jones seduto al bancone, di ¾, che guarda a filomacchina, verso dx.
JONES
-C’è una domanda che mi ossessiona da tutta la vita, posso fartela?

 

Tavola 2
2.1 (vignetta grande)
Campo medio laterale in diagonale dall’alto. Al centro dell’inquadratura ci sono i due che abbiamo visto poco fa, sempre lì al bancone: l’oste si è girato per mettere a posto alcune cose (bicchieri, bottiglie e/o quant’altro), Jones è sempre lì, seduto, con lo sguardo inerte, a fissare il vuoto. Alle spalle di Jones, si sta avvicinando una ragazzina sui 14/15 anni, di nome Caroline.
2.2 (vignetta più stretta della precedente, che va a completare la prima striscia della tavola)
Il nostro Jones è di quinta sulla sx, con la testa alzata sopra la spalla per vedere chi si sta avvicinando. Dietro di lui c’è la ragazzina intravista precedentemente, Caroline. Si sta avvicinando cauta, ha un faccina curiosa e piena di vita.
CAROLINE
-Signore! Mi scusi se la disturbo: è lei il suonatore Jones?
2.3
PP di Jones. Ora si è girato verso la ragazza. Sembra allucinato, come se fosse davanti a un fantasma.
JONES
-Jenny?
CAROLINE (f.c)
– Ehm…no. Forse si sta sbagliando con qualcun’altra…
2.4
In campo medio laterale, in alzo zero, della zona adiacente al bancone, vediamo i due davanti. Jones sembra nervoso, Caroline leggermente stranita.
Caroline
-…Io mi chiamo Caroline. Sono qui con i miei amici e ci stavamo chiedendo se lei potesse allietarci con la sua musica.
-In città non fanno altro che parlare di lei e delle sue ballate.
2.5
Riprendendo la 2.2, in leggero zoom out, eliminando Jones di quinta: Caroline è affiancata da un’altra donna, dai contorni evanescenti, molto simile a Caroline, ma, allo stesso tempo, con un’aura quasi di altri tempi. L’età è più o meno quella.
JONES
-Non è possibile.
2.6 – 2.7 – 2.8
Tra poco avremo un flashback e per introdurlo abbiamo la stessa sequenza vista nella prima striscia della prima tavola, al contrario. Quindi nella 2.6 avremo il bicchiere straripante di vino, nella 2.7 il bicchiere più o meno a metà mentre nella 2.8 solo il bancone, senza il bicchiere. Avvicinandoci progressivamente alla 2.8, intravediamo, per frammenti perché la visuale è limitata al solo bancone, come un ringiovanimento del bar, perché stiamo tornando indietro di una cinquantina d’anni.
AMICA DI JENNY (f.c) -È proprio bravo, non credi?

Tavola 3 – Siamo nel passato, più o meno cinquant’anni prima rispetto alla prime due tavole. La tavola sarà composta da due strisce. Realizza la prima, facendo in modo che la seconda occupi almeno il doppio dello spazio. Quest’ultima mostra la prima volta in cui vediamo Jones suonare, quindi serve che sia ariosa e d’impatto.
3.1
Siamo nello stesso locale visto precedentemente, ma, come preannunciato, cinquant’anni prima. Two shot a MB di due ragazze, di cui una è Jenny, che guardano a filomacchina verso l’alto, verso il palco su cui Jones sta suonando. L’amica è sulla sx, Jenny sulla dx. Sono immerse in una folla in cui molti, come loro, stanno ascoltando con attenzione e altri, sullo sfondo, ballano. Se vuoi, possiamo inserire anche qualche “testa” o altre parti del corpo di quinta, per dare l’impressione che anche il lettore si trovi immerso nella folla. Noi il palco non lo vediamo ancora, ma vediamo i volti delle due ragazze. Sono estasiate, in particolar modo Jenny,
AMICA DI JENNY
-È meraviglioso, non trovi?
3.2
Leggero zoom in della vignetta precedente. Jenny non ha risposto, sembra come rapita da ciò che sta ascoltando e l’amica ora si è voltata verso di lei.
AMICA DI JENNY
-Jenny?
3.3
PP di Jenny, in leggera diagonale dall’alto, in modo che lo sguardo di Jenny si posi sulla camera e rifletta tutta la sua empatia, tutto il suo coinvolgimento nei confronti della musica e, di conseguenza, verso Jones.
JENNY
-È meraviglioso…
3.4 (striscia che presenta due inserti, uno in alto a sx, uno in basso a dx)
In diagonale dall’alto, questa volta abbastanza decisa, siamo sopra la folla e vediamo il piccolo palco allestito per l’occasione sul quale si sta esibendo Jones. Al momento è in piedi che suona il violino, ma sul piccolo palco notiamo una fisarmonica, una chitarra e un flauto. Per essere precisi, quando realizzerai la fisarmonica, cerca la reference di un accordion.
INSERTO in alto a sx
-Dettaglio della mano di Jones che regge l’archetto del violino. È in tensione, le vene sono a fior di pelle, ma la presa risulta comunque dolce e calibrata.
INSERTO in basso a dx
-PPP di Jones. Ha gli occhi chiusi ed è rapito dalla melodia che sta suonando
DIDA
-…riesco a sentire tutto questo, tutto l’amore che ci circonda e ci tiene vivi.

Tavola 4 – Siamo tornati nel presente
4.1
PPP di Jones, riprendendo l’ultimo inserto nella tavola precedente. Ha gli occhi chiusi, serrati a forza, ma che non riescono a trattenere le lacrime che sgorgano.
4.2
Lateralmente, in FG c’è Jones, poggiato ancora al bancone. Il bicchiere vuoto è vicino a lui, ma ora le sue mani sono sul viso, a placare le lacrime. Dietro di lui c’è sempre Caroline. È leggeremente preoccupata, si sente in colpa e crede di esser stata a lei a provocare quella crisi.
CAROLINE
-Mi scusi, non volevo…
4.3
Leggero zoom out della 4.1. Jones si sta stropicciando gli occhi con due dita, per cercare di lenire le ultime scroscianti lacrime. Sembra essersi quasi ripreso.
JONES
-Non ti preoccupare, ragazzina. Non è colpa tua.
4.4
Dettaglio, in leggera diagonale dall’alto, della mano di Jones che lascia un bel mucchietto di dollari sul bancone.
JONES (f.c)
-Jimmy, c’ho ripensato.
4.5
Controcampo della 2.5. Jones si è alzato e si sta preparando ad andare via.
JONES
-Non ce la faccio a passare domani, devo sbrigare delle commissioni.
-Ecco qui il conto del mese, ci vediamo sabato. Stammi bene.
4.6
MB dell’oste. In leggera diagonale dal basso.
OSTE
-Grazie, Jones. Buona giornata e non affaticarti troppo.
4.7 (striscia)
La camera è posta dietro l’oste e siamo in leggera diagonale dall’alto.. In EFG, sulla sx, c’è l’oste, di spalle, che pulisce con uno strofinaccio la zona del bancone dov’era poggiato Jones. In FG, leggermente sulla dx, oltre il bancone, c’è Caroline che guarda verso l’uscita, dalla quale Jones, in BG, sta uscendo.
OSTE
-Non te la prendere, fa così con tutti. Sono anni che non tocca uno strumento.
DIDA
-Suonare è una maledizione: ogni giorno, per tutta la vita, una porzione della giornata sarà scandita dal ritmo delle note che suoni.

Tavola 5
5.1
Siamo sulla veranda della casa di Jones. La casa di Jones me la sono figura come una classica abitazione a un piano con veranda leggermente rialzata da qualche scalino, tipicamente americana. Questa casa si affaccia su dei campi coltivati, ma non ci troviamo proprio in campagna. Siamo in una zona, che dopo verrà inquadrata, che dalla “città” si sposta verso la campagna. Quindi una zona di mezzo, periferica, ma non ancora incontaminata. Dettaglio di una sedia, al centro della veranda, spoglia, polverosa, ma con un violino, accompagnato dal rispettivo archetto, poggiato sopra di essa. È una di quelle sedie comode, che ci si può dormire poggiandosi allo schienale.
DIDA
-Però poi ci provi gusto e inizi a capire, a rifletterti negli sguardi delle persone che sono lì per emozionarsi, per provare qualcosa. Sono lì per la tua musica. Sono lì per ascoltare quello che hai da dire.
5.2
Simil controcampo della vignetta precedente. Campo medio in diagonale dal basso della veranda. IN EFG, quasi di quinta, leggermente sulla sx, c’è la sedia intravista precedentemente, col violino ancora poggiato sopra. In BG, davanti alla porta dell’abitazione c’è Jones che stava per entrare in casa. Si è fermato e ora sta osservando il violino. Il parapetto della veranda non è alto e consente bene di vedere oltre.
DIDA
-Negli occhi degli altri incontri le storie che non hai vissuto.
5.3
Leggero zoom in della 5.2, cercando di alleggerire la digonale.. La porta dell’abitazione è aperta: Jones è entrato.
DIDA
-Inizi a immaginare come sarebbe stato se tu avessi fatto certe scelte, se tu non avessi rinunciato a tutto per la musica e a chi saresti, o cosa avresti ora se…
5.4
Controcampo della 5.3, in alzo zero. Jones è uscito, di spalle, dalla porta e si sta dirigendo verso la sedia. In mano ha un fiasco pieno di liquore.
DIDA
-…ma tutto sommato mi va bene così. Ho sempre scelto il tempo su cui ballare e grazie a questo non ho rimpianti.
5.5
Jones si è seduto e si sta sistemando per iniziare a suonare. Prendi spunto da questa reference: https://www.ecosia.org/images?q=violinista%20violino#id=3CCEEAB79EF97DDF36A705F686EC225BC4CFD1A4.
DIDA in alto a sx
-Ma solo dei bellissimi ricordi…
DIDA in basso a dx
-Come gli occhi di Jenny al concerto di quella sera. Quanti anni saranno passati? Qauaranta? Cinquanta? Ci credi che prima di vedere quella ragazzina nel tuo locale, non mi ricordavo nemmeno il volto di Jenny?

Tavola 6 – SPLASH divisa in 3 colonne
Questa è difficile, cercherò di spiegarmi al meglio possibile. Al centro della splash abbiamo Jones, seduto, di spalle, che sta suonando il violino visto poco fa. In ognuna delle 3 colonne, che dividono la scena e, di conseguenza, anche la figura di Jones, avremo l’alternarsi di una stagione diversa. Penso sia molto bello se nella prima continuiamo con l’autunno, nella seconda abbiamo l’inverno e nella terza la primavera. Jones, nonostante il cambiare delle stagioni, rimane immutabile e costante, fermo sulla sedia che suona. È importante che sia equamente distribuito nelle tre colonne. Oltre il parapetto delle colonne, ci sono delle figure evanescenti, simili a fantasmi, o semplici visioni della mente di Jones, che ballano, lo ascoltano o fanno altro, in qualche modo da ricreare il clima da “concerto all’interno del locale” visto precedentemente. Per la gestione di queste visioni/fantasmi, hai carta bianca: divertiti come meglio credi e se hai bisogno di un consulto, contattami senza problemi.
DIDA in alto a sx
-Il tempo è strano.
DIDA al centro
-I vecchi in città si dimenticano i nomi, le facce, ma ancora si ricordano le mie ballate.
DIDA in basso a dx
-Devo confessartelo: questo mi riempie di gioia. Vuol dire che il mio passaggio su questo fazzoletto di terra non è stato del tutto vano.

Tavola 7
7.1
PP laterale di Jones. È sbalordito, meravigliato e leggermente impaurito, come se avesse visto un fantasma.
DIDA
-Mi dispiace di non aver fatto in tempo a porti la domanda che avevo in mente, recupero ora, con questa lettera sgualcita…
7.2
Soggettiva di Jones. IN EFG c’è la mano di Jones che viene afferrata dalla mano di Jenny. In FG c’è Jenny, in piedi, e leggermente chinata verso il nostro protagonista. Sorride serena e armoniosa. ha ancora i contorni sfumati, come gli altri fantasmi sullo sfondo, ancora visibili in BG.
DIDA
-…Coi soldi che ricavi dalla vendita dei liquori, cosa ti compri di più buono?
7.3
La camera è poggiata sul parapetto della veranda. La sedia ora è vuota, col violino poggiato alla rinfusa su di essa.
DIDA
-O semplicemente di più utile, non so…
7.4 (striscia scontornata)
Dettaglio in leggera diagonale dall’alto delle due mani strette, quella di Jones e quella di Jenny. Evidenziare il contrasto tra la mano “quasi evanescente”, di Jenny e la mano ancora terrena di Jones.
DIDA
-…forse è una domanda stupida, lo so, ma non sono mai riuscito a darmi una risposta.
7.5 (striscia)
Controcampo della 7.3. Ora vediamo i nostri che si stanno dirigendo verso la folla di fantasmi. I contorni di Jones si iniziano a fare sfumati, non come quelli degli altri fantasmi, ma un pochino sì. Da qui fino alla fine, questa “dissolvenza” di Jones sarà graduale, ma ineluttabile, fino ad arrivare alla totale somiglianza con gli altri fantasmi/visioni nell’ultima vignetta.

Tavola 8
8.1 (striscia)
Siamo in mezzo alla folla di fantasmi, Vediamo arrivare Jones, per mano a Jenny, in FI. Si stanno dirigendo verso il lettore. Come prima, per dare l’idea di profondità e della folla, aggiungere qualche “elemento umano” di quinta; qualche testa, braccia e via dicendo.
DIDA
-Ti ringrazio per tutto, per avermi ascoltato, per esserti emozionato con me e per avermi fatto, la maggior parte delle volte, credito.
8.2 (striscia)
Campo medio della zona in cui si trovano i nostri personaggi, in leggera diagonale dall’alto. In EFG abbiamo Jones e Jenny. In FG vari ragazzi che saltellano. In BG, la calca, la folla nella quale il lettore era immerso precedentemente, si è come aperta e indica, sempre mantenendo lo sguardo fisso su Jones, un pianoforte posto alle loro spalle, col classico panchetto; anche questi due elementi sono evanescenti come tutto il resto. I fantasmi sono al settimo cielo.
DIDA
-Ti voglio bene e ti aspetto per poterci fare un goccetto insieme.
8.3 (vignetta stretta)
PP di Jones, sorride, gioso, calmo e sereno. Si è quasi del tutto omologato agli altri.
8.4 (vignetta grande che presenta un inserto in alto a sx e uno in basso a dx).
Le persone hanno ripreso a ballare e a divertirsi: c’è chi tiene il tempo con le mani, chi balla sfernato e chi, come Jenny, richiamando la notte del concerto, è ferma, al centro dell’inquadratura, ad ascoltare Jones.
DIDA
-Jones, il suonatore di Spoon River.
INSERTO in alto a SX
Dettaglio delle mani di Jones ferme sulla tastiera del pianoforte.
Inserto in basso a DX
Ancora dettaglio delle mani di Jones che ora stanno premendo i tasti del pianoforte e stanno suonando.

Gabriele Bitossi

Gabriele Bitossi

Gabriele nasce nel '96 ed è da sempre appassionato di storie, in ogni loro forma. Studia italianistica all'Università di Pisa e sceneggiatura alla Scuola internazionale di comics a Firenze. Starebbe ore a parlare coi suoi personaggi preferiti... e se lo facesse già?

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