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Botole

Botole

Per il Natale 2000 mi sono fatto regalare il castello della Fisher Price. Avendo 14 anni e mezzo ero fuori tempo massimo, avrei dovuto pensare a ben altro: Ac Milan, donne sposate, auto sportive. Invece chiesi e ottenni quel bellissimo regalo e ci giocai come un pazzo per mesi e mesi, pregando ogni notte che la pubertà tardasse e potessi continuare legittimamente a divertirmi con il maniero e le sue botole. Tuttavia, un giorno, purtroppo, sviluppai. Scroti allungati, primissima peluria sul viso e negli occhi la voglia di scrivere un “negli occhi” che il lettore potesse erroneamente collegare al discorso della peluria di poc’anzi. Ad ogni modo, diventato uomo dovetti consumare l’atavico rituale di passaggio verso l’età adulta: bruciare la fortificazione giocattolo più amata di sempre. “Con gli omini dentro?”, chiesi a mia madre. “No, intorno come a Sigonella… ma che domande fai?”, rispose. E allora via con il falò sul sagrato della chiesa… Il castello che si scioglie, le grida dei pupazzini, lo strazio del ponte levatoio. Del mio balocco non resta niente, tranne le menzionate botole, essendo nient’altro che porzioni di vuoto, inattaccabili dal fuoco e soprattutto inattaccabili politicamente. Le custodisco ancora oggi gelosamente, le tengo tutte attorno a me in modo che, se qualcuno vuole farmi del male, come s’avvicina ci cade dentro. Certo, capita che a volte ci casca qualcuno per caso, poveraccio. Il mese scorso mio babbo, l’altro ieri Spadolini e così via. Le tolgo? Le lascio? Le lascio. Uno non può mica tagliarselo per far dispetto alla moglie, il baffo alla moschettiera, se alla moglie piace.

Niccolò Re

Niccolò Re è nato a Sarzana nel 1986.

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