ON AIR


Preparativi di viaggio: quell’insana passione per “la lista”

Botole

Botole

Per il Natale 1998 mi sono fatto regalare il castello della Fisher Price. Certo, avendo ormai 12 anni e mezzo avrei dovuto pensare a ben altro: AC Milan, donne sposate, auto sportive. Invece chiesi e ottenni quel bellissimo regalo e ci giocai come un pazzo per mesi e mesi, pregando ogni notte che la pubertà tardasse e potessi continuare a divertirmi legittimamente con il maniero, le sue mura merlate, le sue incredibili botole. Purtroppo però un giorno sviluppai: scroti allungati, voce baritonale, primissima peluria sul viso e negli occhi. A quel punto, inevitabilmente, i miei famigliari mi costrinsero a officiare l’atavico rituale di passaggio verso l’età adulta: bruciare la fortificazione giocattolo più amata di sempre. «Con gli omini dentro?», chiesi a mia madre. «No, intorno come a Sigonella… ma che domande fai?», rispose. E allora via con il falò sul sagrato della chiesa… Il castello che si scioglie, le grida dei pupazzini, lo strazio del ponte levatoio. Del mio balocco non restava niente, tranne le già menzionate botole, essendo nient’altro che porzioni di vuoto, inattaccabili dal fuoco. Le custodisco gelosamente ancora oggi, tenendole tutte attorno a me in modo che, se qualcuno vuole farmi del male, come s’avvicina ci cade dentro. Il problema è che a volte ci casca qualcuno per caso, poveraccio: il mese scorso mio babbo, l’altro ieri addirittura un abate. Quindi mi son chiesto: cosa faccio? Sarà il caso che le tolgo? Oppure le lascio? Le lascio. Non è che siccome ci sono gli incidenti stradali allora andiamo tutti in bicicletta come in Danimarca.

Niccolò Re

Niccolò Re è nato a Sarzana nel 1986.

Articoli Correlati

Commenti