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Recensione “Dysangelium”, Simone Colaiacomo

Recensione “Dysangelium”, Simone Colaiacomo

DysangeliumDYSANGELIUM – IL DIRITTO DI NON AVERE DIRITTO ALCUNO

di Simone Colaiacomo

Editore: Horti di Giano

Pagine: 378

 

 

 

TRAMA. Come sarebbe oggi il mondo se nel 1962, in piena Guerra Fredda, un aereo U-2 americano avesse lanciato un missile contro un mercantile sovietico colpevole di aver superato di pochi metri il limite della quarantena in cui versava la popolazione cubana?
E se quella nave, apparentemente trasportante viveri per i cubani affamati a causa dell’embargo, contenesse segretamente delle testate nucleari dirette all’isola caraibica? Se la Terra fosse precipitata nell’Apocalisse, e i pochi sopravvissuti si fossero rifugiati in Fortezze sotterranee, cosa troverebbero fuori dai rifugi dopo mezzo secolo dalla catastrofe atomica? Questo romanzo fantascientifico post-apocalittico è un libro che contiene molto più di una storia parallela alla nostra realtà odierna. Contiene al suo interno una dimensione distopica che racconta le vicende dei sopravvissuti nel sottosuolo, in bunker realizzati, prima della catastrofe, grazie all’aiuto della Chiesa di Roma che avrebbe così garantito la sopravvivenza della specie umana.
Città distrutte, campagne abbandonate, il giorno è soffocato dall’oscurità e dal cielo cade cenere e pioggia acida. Ma il pericolo arriverà anche dalla Terra emersa. A 58 anni dall’Apocalisse, scopriranno una nuova razza umana di feroci e affamati Abomini, generata dalle mutazioni causate dalle radiazioni e miracolosamente rimasti in vita. La giovane e ribelle Keira Knights si troverà incastrata in dinamiche più grandi di lei, reietta tra gli ultimi di una civiltà decaduta.

 

RECENSIONE.

[…]Quando i gas velenosi non basteranno più, un uomo fatto come tutti gli altri, nel segreto di una stanza di questo mondo, inventerà un esplosivo incomparabile, in confronto al quale gli esplosivi attualmente esistenti saranno considerati quali innocui giocattoli. Ed un altro uomo fatto anche lui come tutti gli altri, ma degli altri un po’ più ammalato, ruberà tale esplosivo e s’arrampicherà al centro della terra per porlo nel punto ove il suo effetto potrà essere il massimo. Ci sarà un’esplosione enorme che nessuno udrà e la terra ritornata alla forma di nebulosa errerà nei cieli priva di parassiti e di malattie.

Ed è con le parole che terminano il libro La coscienza di Zeno di Italo Svevo che voglio iniziare questa recensione.
Infatti, Dysangelium di Simone Colaiacomo nasce da una domanda verosimile, da un evento che sarebbe potuto tranquillamente succedere: se nel 1962, durante la guerra fredda le cose fossero degenerate, come sarebbe adesso il mondo?  Simone Colaiacomo nel suo romanzo post-apocalittico ci mostra la sua idea.

Faceva freddo, le temperature erano fisse sui dieci gradi celsius di giorno, per calare la notte, ed era questa la stagione più calda.
Stagioni. Non esistevano da anni. Almeno non a livello visivo.

Finalista del concorso Una storia per il cinema, Dysangelium dipinge un mondo dispotico e distrutto, un mondo ridotto ai minimi termini, dove l’uomo è costretto a vivere nei bunker sotto terra, le nuove generazioni non sanno come siano fatti il sole e la luna e la chiesa ha preso il sopravvento e il controllo su qualunque cosa.

L’influenza religiosa era un’arma potentissima per assoggettare i superstiti grati alla Chiesa per averli salvati da morte certa, e ai militari faceva comodo questa alleanza. Così fu che la Chiesa ritrovò il potere temporale garantito dal potere spirituale e sostenuto con la forza della persuasione e la coercizione dei militari.

Il romanzo di Simone Colaiacomo racchiude in sé una storia complessa, scritta però in maniera chiara, fluida, con una ricostruzione storica dettagliata che ci accompagna nella contestualizzazione del racconto e nella descrizione minuziosa dell’ambiente e delle creature che sono nate da questa grande devastazione nucleare: gli Abomini.

Questa regressione culturale e di istruzione, unita alla presenza di mutazioni di varia natura che danneggiano la corteccia celebrale, determinando anche la formazione di escrescenze e bozzi citosi sulla pelle, screpolature della cute con conseguente necrosi e irrigidimento dei tessuti, portò i primi cittadini delle Fortezze d’Europa usciti all’aperto a considerare questi esseri veri e propri Abomini. Nonostante tutto, la loro vita media era di 15-20 anni al massimo, ma la loro ferocia era ineguagliabile.

Dysangelium insomma, è un romanzo post-apocalittico ben fatto, che vuole trasmettere ai lettori due messaggi che risultano essere sempre più importanti per la nostra società: il primo è un messaggio ecologico, il mondo è uno e dobbiamo proteggerlo e dobbiamo fare di tutto per mantenere il pianeta sano.
Il secondo messaggio, che emerge durante la narrazione è anch’esso importante, che molto spesso tendiamo a non considerare: L’unione fa la forza.

Chi siamo non è scritto nel passato, ma in quel che facciamo ogni giorno per affermare la nostra identità.
Si fa sempre in tempo a cambiare.

E il mio auspicio è che possiamo cambiare, sempre. Magari anche leggendo.

 

Buona lettura a tutti,
Rachele.

PS. Se sei interessato a sapere di più su Dysangelium – Il diritto di non avere diritto alcuno, ti lascio QUI un’intervista all’autore fatta da Andrea Tabbì per Canale 10.
Buona visione!

 

 

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Per richiedere informazioni sulle recensioni, contattami qui: apiedipaginawip@gmail.com

 

Rachele Bini

Rachele Bini

Rachele, 28 anni, Una, Nessuna, centomila. Studentessa lavoratrice con l’hobby di leggere, dalle scritte sui muri ai grandi classici della letteratura.

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