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Quando il telefono non prende…

Quando il telefono non prende…

Ciao a tutti/e, cari amici e amiche! L’attimo di felicità di oggi riguarda una situazione che sto vivendo nel momento in cui scrivo il blog. Inizialmente l’ho vissuta come una seccatura, ma dal secondo giorno me la sto godendo alla grande. Rullo di tamburi: sono in vacanza e il telefono non prende!
TUTTO A PORTATA DI UN CLICK
Siamo così abituati alla tecnologia, da sembrarci scontata. Basta un tocco sullo schermo, e il nostro smartphone ci permette in pochi secondi di studiare le previsioni meteo, leggere notizie dal mondo, trovare il tragitto migliore per la nostra destinazione. È tutto intorno a te, per citare la vecchia pubblicità di una nota marca di telefonia mobile. Vediamo i film su Netflix o altre piattaforme di streaming online, ascoltiamo musica da YouTube e Spotify, compriamo i biglietti di musei e mezzi pubblici direttamente con un click. Possiamo videochiamare le persone care lontane km, comodamente dalla poltrona di casa. Pubblicare in tempo reale una o più foto sui social, fare dirette che tutti i nostri contatti possono vedere e commentare. Nel tempo libero, siamo abituati a “cazzeggiare su Facebook e Instagram”, anche solo nei pochi minuti di attesa in coda, in posta o al supermercato. Siamo costantemente connessi, non solo con i nostri amici ma con persone da tutto il globo. Tutto ciò è affascinante, inimmaginabile fino a pochi decenni fa, ha annullato le distanze e semplificato la vita in molti campi. O almeno, fino a che c’è rete.
SENZA CAMPO
E quando il telefono non prende? Con quella piccola “x” inquietante sul simbolo del segnale, e non ci sono 4g, 5g, 10g che tengano. Tipicamente, la prima reazione è il panico: e se mi chiamano proprio ora per un’emergenza in famiglia? E se scrivono qualcosa di fondamentale sul gruppo WhatsApp dei colleghi di lavoro? C’è poco da fare, quando non c’è campo bisogna mettersi il cuore in pace. Qualsiasi cosa, anche la più urgente, dovrà aspettare.
STACCARE DA TUTTO
Come vi dicevo, mentre scrivo questa puntata del blog sono in Sardegna, in una zona in cui la TV ha poco segnale, la radio funziona a tratti e internet prende a seconda della fascia oraria, che ogni giorno può cambiare, dando quel tocco in più di imprevedibilità. A volte il segnale resiste per due o tre ore, e magari per le dieci successive il nulla, il vuoto primordiale. Il primo giorno è stato un po’ destabilizzante, ma dal secondo giorno, una volta avvisate le persone più care, quelle che sento giornalmente per intenderci, me la sono goduta. Quando prendeva la linea ci rimanevo quasi male. È stato uno stacco dal mondo, a volte solo per qualche ora, a volte per una giornata intera. Ho avuto la possibilità di disintossicarmi dai problemi e dalle dinamiche della vita che ho a casa, concentrandomi sul momento, sul qui e ora in questa realtà diversa dal mio quotidiano, assaporando a pieno i luoghi che sto visitando e le persone che mi accompagnano in questo viaggio tra birre, granelli di sabbia portati dal vento e rocce nascoste dalla vegetazione selvaggia. Quando prende la linea, sono ben felice di parlare con le persone che amo, a cui racconto, a tratti imposti dal ripetitore, ciò che sto vivendo qui. Anzi, non potendo connettermi con loro ogni volta che mi gira, cosa che a casa è più scontata, apprezzo ancora di più i momenti in cui riusciamo a sentirci.

Ciao a tutti amici, torno offline. Vi aspetto tra due settimane. Come sempre, vi abbraccio.

Chiara Cassani

Chiara Cassani

Maestra di danza orientale e floriterapeuta, suona la batteria in un gruppo metal femminile: le Obsydian Shiver. Le piace leggere, ascoltare musica rock e punk, e degustare birre con gli amici più cari. Abita con una gatta in una mansarda davanti al mare.

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