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Sprechi alimentari e sensi di colpa

Sprechi alimentari e sensi di colpa

Ho parlato in un mio precedente articolo della giornata dello spreco alimentare (vi lascio il link qua sotto).

 

https://www.wipradio.it/2021/02/27/come-e-andata-la-giornata-dello-spreco-alimentare/

 

 

L’argomento di oggi però, tratta di un altro tipo di spreco, quello casalingo.

 

In realtà non è così impattante nel complesso, perché quando parliamo di spreco ci riferiamo essenzialmente a quello della produzione e trasformazione e quello della distribuzione.

 

A partire dall’agricoltura infatti, ci sono limiti nei trasporti, nella conservazione e spesso eccessi di produzione.

 

Nella fase successiva, quindi quella distributiva, vanno sempre considerati errori nella pianificazione e alcuni incidenti di percorso con gli imballaggi o problemi con la tracciabilità.

 

 

Arriviamo quindi al consumatore finale. Cosa possiamo fare nel nostro piccolo?

 

 

Ogni volta che compriamo o consumiamo alimenti, senza ansie, dovremmo sentirci responsabili e grati.

 

 

Ancora oggi circa 700 milioni di persone nel mondo soffrono di denutrizione, mentre il “nord” del pianeta butta via il 30 % del cibo disponibile.

In realtà questo dato mi ricorda il mantra di tutti i genitori quando i figli lasciano il cibo nel piatto: “pensa ai bambini che muoiono di fame”.

Non credo che il senso di colpa sia la via giusta, non lo è mai, tuttavia il rispetto per l’alimentazione andrebbe imparato sin dall’infanzia; rispetto è proprio la parola chiave, porsi nei confronti del cibo in maniera interattiva e non passiva. Ascoltare la propria fame e la propria sazietà, mettere via il cibo che non ci va più in relazione alle nostre esigenze e bisogni.

 

 

E quali altre buone pratiche potremmo adottare?

  1. Pianificare la spesa – lo so, la stanchezza e la routine quotidiana fanno in modo che il nostro rapporto con il supermercato consista in una velocissima “toccata e fuga”  poco prima o poco dopo il lavoro; una bella lista della spesa dettagliata, però, evita lo scegliere cose a casaccio dagli scaffali, soprattutto se ci dirigiamo a comprare questi prodotti affamati!
  2. Attenzione alla conservazione degli alimenti – conservare correttamente il cibo ci consente di non buttarlo via prematuramente: alcuni cibi si conservano al buio, altri al fresco, nei ripiani alti del frigo, altri ancora nei ripiani bassi.
  3. Essere creativi – gli avanzi possono quasi sempre essere riutilizzati e consumati, facciamo attenzione a cosa conserviamo nel frigo prima di preparare un nuovo pasto! Alcune verdure un po’ ammaccate possono servire per creare zuppe e minestre ad esempio.
  4. Preferire alimenti sfusi – rispetto a quelli confezionati: permetterà di prenderne esattamente la quantità di cui ne abbiamo bisogno.
  5. Provare a cimentarsi nel compostaggio – ok, questa non è una soluzione per tutti, ma per chi ha un giardino o un balcone ampio potrebbe essere una innovazione per riutilizzare i rifiuti organici e creare un fertilizzante fai-da-te.

 

Al prossimo articolo!

 

 

 

Silvia Cavaliere

Silvia Cavaliere

Ha studiato diritto, ma la sua passione è da sempre la scienza legata all'alimentazione e alle risorse, soprattutto agricole.

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