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La nuova frontiera dello smart working: il “nomadismo digitale”

La nuova frontiera dello  smart working: il “nomadismo digitale”

La frase globalmente più pronunciata nell’ultimo periodo è: “E’ già passato un anno e siamo ancora al punto di partenza”. Come non essere d’accordo? L’emergenza Covid ha modificato le nostre abitudini, la nostra socialità, la nostra vita. E ci chiediamo come sarà il “dopo”, quando arriverà.

Probabilmente ci saranno degli aspetti di questa nuova vita da pandemia che ci porteremo dietro anche in futuro, dei cambiamenti che, nel bene e nel male, sono ormai irreversibili. Uno su tutti: lo smart working.

Molte aziende, così come gli uffici e i servizi pubblici, si sono dovuti riorganizzare per adattarsi a questa nuova condizione lavorativa, che porta con sè alcune conseguenze: e se da un punto di vista di impatto ambientale può essere una soluzione positiva (ad esempio meno spostamenti per raggiungere il posto di lavoro, quindi meno inquinamento da mezzi privati), dal punto di vista della socialità e dei contatti personali può diventare alienante.

Come sarà quindi il nostro futuro? Esiste un modo per rendere lo smart working un’opportunità positiva sotto tutti i punti di vista? Forse sì.

 

Un nuova filosofia di vita e di lavoro: il “nomadismo digitale”

La nuova frontiera dello smart working: il “nomadismo digitale”Se oggi smart working significa stare davanti a un computer rinchiusi nelle nostre case, domani potrebbe essere la chiave di un cambiamento radicale nel nostro stile di vita: la possibilità di lavorare viaggiando.

 

Se siamo fortunati, il nostro impiego è qualcosa che ci appassiona, che ci regala soddisfazioni, che ci appaga e ci completa, facendoci sentire realizzati. Ma può anche essere solo una necessità, il bisogno di un’entrata per poter pagare le bollette e fare la spesa, una gabbia che ci impedisce di seguire davvero le nostre aspirazioni personali. O magari entrambe le cose: amiamo il nostro lavoro ma ci inchioda ad una vita sedentaria che ci sta stretta.

Ma esiste una via d’uscita: il nomadismo digitale.

E’ da prima dell’emergenza pandemia, infatti, che esistono delle piattaforme online, con caratteristiche diverse fra loro, in grado di aiutarci a trovare un lavoro adatto a noi, e che ci permetta di lavorare in maniera “agile” da qualunque parte del mondo ci troviamo.

Insomma, lavorare viaggiando!

Ecco alcuni esempi:

NOMADI DIGITALI sito italiano in cui si possono trovare consigli, esperienze e contatti per girare il mondo sostenendosi con il web. Un punto di vista innovativo ed etico sul lavoro del futuro.

UPWORK piattaforma molto popolare, ha come scopo principale l’intermediazione fra clienti (la maggior parte negli Stati Uniti) e freelance.

FREELANCER anche questo in inglese, è molto simile ad UpWork e permette di contattare possibili clienti in tutto il mondo.

FIVERR permette ai clienti di contattare i freelance in base ai servizi professionali che stanno cercando.

 

Approfittiamo del lockdown!

Utilizzate questo periodo di clausura forzata per dare un’occhiata ai link proposti: magari la fine dell’incubo che stiamo vivendo può diventare l’inizio di una nuova vita, personale e professionale.

 

 

 

 

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La nuova frontiera dello smart working: il “nomadismo digitale” by Laura Lippi is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 4.0 International
Laura Lippi

Laura Lippi

Fiorentina di nascita, randagia per natura, viaggia low cost in solitaria dall’età di 4 anni quando, con un peluche come unico bagaglio, ha sconfinato nel cortile dei vicini “per vedere cosa c’è più in là”. E non ha mai smesso.

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