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Come è andata la giornata dello spreco alimentare?

Come è andata la giornata dello spreco alimentare?

Come è andata la giornata dello spreco alimentare?

 

Il 5 febbraio 2021 è stata la giornata dedicata allo spreco alimentare. Facendo riferimento al particolarissimo 2020, cosa sarà successo? Avremo sprecato di più o di meno?

 

Andiamo con ordine.

 

Come si definisce lo spreco alimentare?

 

Le definizioni non sono univoche e possono cambiare a seconda dell’aspetto sul quale vogliamo concentrarci: ad esempio si può fare una distinzione tra il food losses, ovvero la perdita di cibo lungo la filiera agroalimentare, e il food waste che è lla perdita di cibo in fase di vendita e consumo.

 

In ogni caso lo spreco alimentare non riguarda tutto il mondo, è chiaro che rimane un tema caldo nei paesi del “nord del mondo”, un problema della cultura consumistica del nostro tempo e figlia dei nostri privilegi: possiamo scegliere cosa mangiare tra una grande varietà, acquistarne in abbondanza e addirittura permetterci di buttare via l’avanzo di un pasto abbondante perché non intenzionati a pranzare con lo stesso cibo della sera precedente.

 

 

Un po’ di dati

 

Per avere una migliore percezione dello spreco, ci vengono in aiuto i dati raccolti ogni anno da Waste Watcher International, un osservatorio sullo spreco alimentare domestico ideato da Andrea Segré e che ha cominciato le proprie rilevazioni nel 2013.

A Febbraio del 2019 il rapporto del Waste Watcher ci diceva che lo spreco alimentare valeva lo 0,88 % del PIL, più di 15 miliardi di euro tra spreco di filiera e spreco domestico reale, che però da solo rappresentava i 4/5 dello spreco di cibo complessivo nel nostro paese.

A Febbraio del 2020 la notizia “storica”: per la prima volta dopo 10 anni si è registrato un calo sostanzioso dello spreco alimentare, i dati sono scesi del 25 %.

Che era successo durante il 2019? Il fenomeno Greta Thumberg!

Il 66% degli italiani riteneva ci fosse una connessione precisa fra spreco alimentare, salute dell’ambiente e dell’uomo.

I movimenti ambientalisti e le sollecitazioni del “Fridays for future” di grande risonanza mediatica, hanno fatto sì che gli italiani diventassero tendenzialmente più sensibili al tema ambientale e di riflesso a quello degli sprechi.

Lo spreco complessivo è stato di circa 10 miliardi di euro, 3 miliardi e 293 milioni per quanto riguarda lo spreco di filiera e 6,5 miliardi lo spreco domestico.

Arriviamo quindi, al febbraio 2021, il febbraio che registra le abitudini degli italiani durante il primo anno di pandemia.

Durante questo periodo gli italiani hanno sprecato l’11,78 % (3,6 Kg) di cibo in meno, salvandone circa 222 mila tonnellate.

Continuiamo a restare sotto i 10 miliardi di euro.

Di seguito, la mappa degli sprechi in Italia:

 

Waste Watcher International Observatory-Università di Bologna-Last Minute Market su dati IPSOS

 

L’impatto della pandemia

 

Se da una parte le ambizioni ambientaliste si sono come “congelate” durante questo periodo di emergenza globale, l’esigenza di una spesa contingentata, la rinuncia forzata a pranzi e cene fuori casa, il progressivo abbandono dello stato di benessere incosciente a cui eravamo abituati, ha fatto sì che facessimo molta più attenzione al frigorifero e al suo contenuto.

Abbiamo imparato ad acquistare il cibo solo quando serve, con la paura di non poter fare la spesa come e quando volevamo abbiamo avuto più cura anche nel conservarlo.

Insomma, a livello di buone pratiche il 2020 è stato sicuramente un insegnante e nel prossimo articolo del blog vedremo quali sono le abitudini che tutti dovremmo cercare di fare nostre.

 

Alla prossima!

 

Fonti: https://www.sprecozero.it/waste-watcher/

 

 

 

Silvia Cavaliere

Silvia Cavaliere

Ha studiato diritto, ma la sua passione è da sempre la scienza legata all'alimentazione e alle risorse, soprattutto agricole.

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