Recensione “Racconti in mansarda”, Tommaso Drugo

Recensione “Racconti in mansarda”, Tommaso Drugo

Racconti in mansardaRACCONTI IN MANSARDA

di Tommaso Drugo

Editore: Self Publishing

Pagine: 184

 

TRAMA. Storie. Racconti. Momenti. Chiamateli come volete. Sono storie di persone, storie di emozioni, storie più o meno contemporanee, storie più o meno aderenti a quello che vedete in giro. I protagonisti dei miei racconti, volenti o nolenti, sono tra noi. Potrebbero essere: il tuo vicino di casa, il tizio che incroci al semaforo tutte le mattine quando vai a lavoro, la ragazza che mette foto con la bocca a culo di gallina sui social, il tipo che vedi con la testa appoggiata al finestrino dell’autobus. Avete mai fatto quel gioco? Sì, dai, quello che fai guardando uno sconosciuto e pensando “cosa farà nella vita”. Ecco io sono andato in quella direzione. Racconto storie sulle persone. O meglio, racconto storie sulle uniche cose che interessano delle persone, le loro emozioni. Quelle sono le uniche cose che contano, non il colore dei loro capelli, l’estrazione sociale, quale divinità pregano la sera prima di dormire o in quale maniera raggiungono l’orgasmo.

 

RECENSIONE.

– Perché Racconti in mansarda? 
 – Perché li ho scritti tutti al pc e la postazione del pc è in mansarda. Ho una mansarda abitabile che è il regno di tutte le mie puttanate. Un habitat. Un microcosmo. […]
Credo che ognuno di noi debba avere una mansarda, ideale o materiale, in cui rifugiarsi e dedicarsi all’espressione. E’ terapia, agile e utile.

Tommaso, conosciuto dai più su come @Drugo-ontheroad, è un ragazzo che attraverso la scrittura, esprime sé stesso, i suoi pensieri; Ha sempre avuto storie nella testa, molte di queste accompagnano le meravigliose foto che posta sul sul profilo instagram. Questo è un libro che racchiude racconti inediti, che non troverete nel suo profilo e a il mio parere, meritano di essere lette. I protagonisti di queste storie, inevitabilmente, sono tra noi.

14 orizzontale. Cinque lettere. Viene dal cuore. Inizia con la A.
Jeff scrisse “Amore”.  Ma poi sorrise. Scrisse sopra, marcando di più, “Ansia”. Ci stava anche quella.

Racconti in Mansarda è un testo piacevole, scorrevole e che definirei profondo, potente.
Tutti i racconti fanno emergere il lato contemporaneo della nostra società, fatta di maschere e di pregiudizio, di apparenza. Sono storie contemporanee, che ti appassionano, dalla prima all’ultima.
E’ una scrittura semplice, ironica e parolacce a non finire: la scrittura familiare, il gergo utilizzato, i personaggi che animano il libro, richiedono l’uso di tali parole. E ci stanno molto bene. Diciamo che rendono più autentici, veritieri i protagonisti di queste storie.

Viveva la sua omosessualità come dovrebbe essere: una cosa normale. Ivan no. Lui la vedeva ancora come un fottuto tabù da non sbandierare troppo. […] Per anni neanche lui era riuscito ad accettarlo.
Che brutta parola accettare. Si accettano i tramonti? Si accettano i cavalloni del mare? Si accettano i tuoni? Quanto deve essere strano non accettare una normalità?

I racconti che sono in questo testo, oltre ad avere dei tratti ironici e comici, racchiudono dei messaggi molto più profondi, seri e attuali. E’ un libro molto bello e al tempo stesso frustrante. Il filo rosso che accomuna tutti i personaggi è il dolore (e l’ansia). Quasi tutti i personaggi dei racconti, potrebbero essere felici, o comunque sereni; Ma per paura o a causa del destino, non riescono a raggiungerla. Tutto il percorso fatto per arrivare alla serenità si sgretola un attimo prima e tutto va a rotoli.

Le persone sono spaventate dalla felicità e si sa anche perché. Perché la felicità può finire.

Esattamente: prima ho scritto quasi tutti i personaggi. Ebbene, il filo rosso di questa raccolta è il dolore, tutti i racconti conducono il lettore a riflettere, ma alcuni riescono nell’intento in modo più intenso. I racconti che a mio parere portano a meditare su temi purtroppo ancora molto attuali sono Asso e Stilografica, i quali restituiscono dignità ai protagonisti dei due racconti, i quali non possono fare niente per cambiare la propria situazione. I due racconti inoltre, consegnano un messaggio molto importante a chi legge: Non giudicare, mai. Noi sappiamo solo una parte della storia di quella persona, non abbiamo tutte le informazioni per poter formulare un giudizio (e anche volendo non avrai mai tutte le informazioni; quindi è meglio pensare alle nostre azioni e alle nostre scelte, invece di guardare gli altri).

Ma il dolore te lo porti dentro tutta la vita come un tatuaggio di merda fatto per una di quelle storie d’amore intense che hai quando sei poco più di maggiorenne. Il dolore è  un compagno di vita necessario per affrontare tutto, vorremmo non averlo, ma è indispensabile. E non è da sbandierare in giro, non si è orgogliosi di aver provato tanto dolore. Solo chi non lo ha mai provato veramente pensa che sia una cosa da ostentare.

Racconti in mansarda è un testo che descrive fedelmente la società di oggi. E merita veramente di essere letto.

 

 

Buona Lettura a tutti,
Rachele

 

PS. Ringrazio moltissimo Tommaso per avermi regalato il suo libro. E sicuramente “to be continued…”

 

 

 

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Rachele Bini

Rachele Bini

Rachele, 27 anni, Una, Nessuna, centomila. Studentessa lavoratrice con l’hobby di leggere, dalle scritte sui muri ai grandi classici della letteratura.

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