BEING FOR THE BENEFIT OF MR. KYTE! (Lennon – Mc Cartney)

BEING FOR THE BENEFIT OF MR. KYTE! (Lennon – Mc Cartney)

John Lennon: voce, voce raddoppiata e armonie vocali; organo Hammond e pianoforte; effetti sonori ed armonica.
Paul McCartney: basso.
George Harrison: chitarra acustica e armonica.
Ringo Starr: batteria, tamburino e armonica.

George Martin: harmonium, organo Lowrey, glockenspiel, calliope, effetti sonori vari, e produzione.
Mal Evans: armonica.
Neil Aspinall: armonica.
Geoff Emerick: effetti sonori

Registrazione 17 febbraio1967
Produttore: George Martin
Fonico: Geoff Emerick

 

Per il bene di Mr Kite
Stasera si terrà un’esibizione sul tappeto elastico

Gli Henderson saranno tutti lì
In arrivo dalla Fiera di Pablo Fanques, che scena!

Sopra uomini e cavalli, cerchi e giarrettiere
Infine attraverso una botte di fuoco reale!

La descrizione di un poster e l’odore di segatura

John era un collezionista di cose inutili. Nel gennaio del 1967 andò a spulciare in un vecchio negozio e trovò quello che diventò poi il testo di questo pezzo: il manifesto di un circo che passò nel Lancashire in piena epoca vittoriana.

John si ispirò proprio all’aria circense di questo vecchio poster per cercare di ricreare l’atmosfera di un vecchio circo fine ottocento: “l’odore di segatura” come ebbe modo di dire in seguito.

In questo modo Mr. Kite lancerà una sfida al mondo!

Il famoso Mr. Kite

Presenta il suo numero sabato al Bishopsgate

Gli Henderson balleranno e canteranno
Mentre Mr. Kite attraverserà in volo l’anello, non tardate!

La canzone e la calliope

Ricreare l’atmosfera: questo si propose George Martin nell’arrangiare Mr. Kite.

La prima cosa che fece fu di inserire un organetto di sottofondo, di quelli azionati a vapore dalle giostre di cavalli. John gli propose un suono simile alla sigla di un programma per bambini in voga in quel periodo: The magic roundabout.

 

L’unico strumento che poteva ricreare quell’atmosfera era l’organo a vapore detto calliope, troppo grande per entrare negli studi di Abbey Road. Fu così che George Martin decise di cercare vecchi nastri, tagliarli e ricomporli casualmente.

E’ in questo modo che fu creato il sottofondo adatto all’atmosfera di una vecchia giostra in una fiera di paese che sentiamo all’interno del brano.

 

I Signori K. e H. assicurano al pubblico
Che la loro produzione non sarà seconda a nessuna

E naturalmente Henry il Cavallo ballerà il valzer!

La banda comincia alle sei meno dieci
Quando Mr. Kite presenta i suoi numeri senza emettere alcun suono

La registrazione

Ma non bastava. Il sottofondo di giostra era pur sempre solo un sottofondo. Per la registrazione i Beatles e Martin suonarono due organi e un armonium. In alcuni punti del pezzo, Martin registrò a velocità dimezzata e un’ottava più bassa, per poi velocizzare il tutto e ottenere ancora un volta, l’effetto giostra.

Quasi alla fine della registrazione, John disse una frase “E dopo questo, adesso ci mancano solo i Massed Alberts. Non credi, George?».

John si riferiva a un duo comico che si esibiva suonando alcuni fiati in maniera grottesca. In questo modo, con l’aggiunta dei fiati, il pezzo fu completato.

Interessante una “decostruzione” del pezzo che si trova su youtube, nella quale si può trovare una parziale testimonianza di quanto appena descritto.

 

 

E Mister H. dimostrerà di saper fare
dieci salti mortali, poi affronterà sul pavimento solido

Essendoci voluti alcuni giorni di preparazione
È garantito per tutti un gran divertimento
E stasera Mr. Kite è in testa al cartellone

 

 

«Quando si ascolta la musica degli anni Venti o Trenta, ci si accorge che ha un sound molto particolare; quello che attrae non
è solo la canzone, ma anche il modo con cui è stata registrata, gli amplificatori a valvole, il modo in cui a quei tempi i
microfoni catturavano il suono, tutto quel tipo di atmosfera. È come un pezzetto di antiquariato temporale, è come un pezzo
di arredamento tipico di un certo periodo, che ha quel suo fascino particolare. Non vorresti mai ascoltare i Beatles che
eseguono Air. Kite su un 48 piste, non avrebbe lo stesso fascino».
George Harrison, South Bank Show

Live e cover

La prima cover fu dei  Bee Gees nel film del 1978 Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band. Altra versione degna di nota si trova nel film Across the universe in una performance recitata da Eddie Izzard. In conclusione, ovviamente, la versione originale.

 

Ernesto Macchioni

Ernesto Macchioni

Il mare in tempesta fu improvvisamente colpito ai fianchi da un milione di tonnellate di olio. Fu così che venne alla luce Ernesto Macchioni in un'inaspettata giornata d'estate in pieno novembre 1961. La finestra fu finalmente aperta, Ernesto si affacciò e venne invaso da un fiume di luce e salmastro. L'infanzia la passò a cercare di capire se era meglio saper giocare a pallone o ascoltare la musica. Scelse la seconda ipotesi, senza rendersi conto di quanto si sarebbe complicato la vita. Il mare lo guardava perplesso. Faceva le scuole medie quando imparò a suonare la chitarra. Divenne amico intimo di Francesco Guccini, Francesco De Gregori, Lucio Battisti, cercando di scacciare l'inopportuna presenza di Claudio Baglioni. Erano amici fidati, a loro non importava se non sapevi giocare a calcio. Il mare scuoteva la testa. Alle superiori si illuse che il mondo era facile e cambiò religione diventando comunista. Bussarono alla porta di casa gli Inti-illimani e li fece entrare. (Battisti lo nascose nell'armadio). Claudio Lolli chiese "permesso" e lo fece accomodare. Pink Floyd e Genesis erano degli abitué ormai da tempo. La casa era piena di gente. Sua madre offriva da bere a tutti (ma non riuscì mai a capire cosa ci faceva quel ragazzo riccioluto rintanato fra i vestiti). Il mare aspettava. Venne l'ora provvisoria del buon senso e del "mettisufamiglia". La chitarra si era nel frattempo trasformata in un pianoforte. La casa era grande adesso e, oltre ai figli, poteva contenere anche vecchi giganti come Chet Baker e Miles Davis, lo zio Keith Jarrett e il nipotino Pat Metheny. La moglie offriva da bere a tutti, compreso Lucio Battisti che si era da tempo tolto la polvere dell'armadio di dosso. Qualcuno aveva infranto i sogni e il muro di Berlino, scoprendo che era fatto di carta come loro. Il mare si fece invadente e, stanco di aspettare, entrava anche in casa nei momenti più inopportuni. Era una folla. Quando Ernesto decise di far entrare anche Giacomo Puccini, Giuseppe Verdi e Gabriel Fauré la situazione cominciò a farsi insostenibile. Soprattutto quando il nostro protagonista scoprì che tutti, ma proprio tutti, compreso Francesco Guccini, sapevano giocare a pallone. Era un caos indefinibile vederli giocare fra le stanze, scoprire che De Gregori poteva benissimo entrare in sintonia con Giacomo Puccini e servirgli un assist da campionato del mondo preciso sulla testa. E tutto sotto lo sferzante vento di libeccio che infuriava in tutta la casa. Il mare si godeva le partite con un braccio sulla spalla di Ernesto, in totale stato confusionale. Quando in casa entrò Wolfang Amadeus Mozart la casa scoppiò. Ernesto lo trovarono sorridente fra le macerie. Lo videro togliersi i calcinacci dalle spalle, prendere un pallone e cominciare a palleggiare (un po' impacciato a dire il vero). Qualcuno giura di aver visto Lucio Battisti, con indosso una giacca di Ernesto, allontanarsi allegramente a braccetto con Giuseppe Verdi. Il mare, un po' invecchiato, respirava adagio sulla battigia.

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