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L’atmosfera natalizia… Christmas is coming!

L’atmosfera natalizia… Christmas is coming!

Buona domenica a tutti!

L’argomento di questa puntata di “Attimi di felicità” è un po’ scontato, ma siccome non posso parlare sempre di musica e birra, mi adeguo al periodo e mi trasformo per un po’ nel fantasma del Natale presente, se capite la citazione. Questo sarà un 25 dicembre molto strano, molti di noi non potranno passarlo con i propri cari e, per quanto io non sia particolarmente fan della natività, questa lontananza forzata mi rende un po’ malinconica. Certo, razionalmente so che è necessario agire in questo modo, e non ho dubbi: amare qualcuno con tutto il cuore significa pensare al suo bene, alla sua sicurezza. Al limite, ci scambieremo i regali tutti insieme a Ferragosto!

IL FANTASMA DEL NATALE PASSATO

Probabilmente a quel tempo non me ne rendevo pienamente conto, ma da piccola l’atmosfera natalizia mi affascinava e mi rapiva: le luminarie in giro per la città, le vetrine a tema, il calendario dell’avvento con un cioccolatino in ogni casella, dormire fino a tardi per le vacanze scolastiche, fare l’albero e il presepe con i miei cari, le lucine colorate alle finestre, i film natalizi in onda a tutte le ore (“Mamma ho perso l’aereo” docet), il cenone della vigilia tutti riuniti, i tortelli di zucca fatti in casa dalla nonna, la grande attesa di Babbo Natale, a cui non ho mai smesso di credere… piccole cose, che rendevano dicembre un mese magico. La speranza, mai scomparsa del tutto, che il caro vecchio barbuto sulla slitta avrebbe realizzato ogni sogno, ogni piccolo e grande desiderio. Ancora adesso, amo i negozi colmi di bimbi e giocattoli, i cori di strada che intonano “White Christmas”, i giri senza fine tra le bancarelle fino a trovare il pensiero giusto per ognuno, i biscotti allo zenzero e il vin brulé homemade per festeggiare in anticipo con gli amici più cari, la famiglia acquisita, prima di tornare al nido come ogni Natale.

Albero di Natale alternativo… cose da batteristi!

A NATALE SIAMO TUTTI PIU’ BUONI, VERO?

Crescendo, e diventando un’adolescente anarchica, incazzosa e ribelle, il mio rapporto con il 25 dicembre è diventato conflittuale: detestavo le imposizioni e le convenzioni sociali, la finta allegria che dilaga sempre in questo periodo dell’anno, “a Natale siamo tutti più buoni”… seee, ma sto cazzo?! Come se fosse un delitto essere tristi o arrabbiati, in pratica essere adolescenti. Però, anche se allora non l’avrei ammesso, la consapevolezza che la sera del 24 ci saremmo trovati tutti nella casa di famiglia partendo da regioni diverse, solo per stare insieme, foss’anche cascato il mondo, è una delle sensazioni custodite nella “scatola a forma di cuore” che ho dentro, una delle sicurezze più profonde che porto con me.

ALL I WANT FOR CHRISTMAS…

Nel corso degli anni molte cose sono cambiate: non tutti i membri di quella tavola imbandita, con il centrotavola di agrifoglio sopra la tovaglia rossa, hanno potuto continuare a partecipare al cenone o al pranzo il giorno successivo. I posti sono rimasti vuoti e il Natale non è stato più lo stesso. Ci si rende conto che alcuni desideri sono impossibili da realizzare, perfino per Babbo Natale e i suoi amici folletti. Anche per questo, nonostante la nostalgia e la tristezza di base che associo ogni anno al periodo natalizio (parlo per me, ma so che tanti di voi capiranno cosa intendo), è ancora più intensa, più sentita, l’importanza di passare quel giorno con le persone che amo. Ok, giuro che metto fine all’intermezzo strappalacrime, ma forse è questo il vero spirito del Natale, ciò che dà un senso alla tre giorni alcolico-mangereccia che va dalla vigilia a Santo Stefano!

ARRIVIAMO AD OGGI: UN NATALE DEL C…O DEGNO DI QUESTO 2020

Ecco, quest’anno non riesco a sentire lo spirito natalizio. Per niente proprio. A dirla tutta, per me il Natale in quanto tale non ha un significato religioso, lo associo esclusivamente allo stare con la mia famiglia, e mancando questa parte manca la sua componente fondamentale, per quanto mi riguarda. Oltrettutto, da brava Streghetta, spiritualmente io celebro Yule il 21 dicembre, il solstizio d’inverno, quindi manco da quel punto di vista mi rincuora ‘sta roba. Insomma, per farla breve, quest’anno non ho fatto l’albero, non ho messo lucine sbrilluccicose, le foto che vedete sono di repertorio. La sola cosa che ho fatto, e che voglio condividere con voi, è questo meraviglioso surrogato di albero costruito con i fusti impilati della mia batteria acustica. Figo eh? In realtà la festosa creazione è lì in pianta stabile da due anni a questa parte: vivendo in condominio sono costretta a pestare sulla batteria elettronica, però l’albero rockettaro mi rende così orgogliosa che le lucine colorate rimangono forever and ever, cioè per tutto l’anno. In più, new entry di questo strano dicembre, per ravvivare il mio spirito natalizio (alcolico), ho deciso di abbellire ulteriormente la scena con questo immancabile presepe in cui ci sono Gesù, Giuseppe, Maria e compagnia bella ricreati su delle bottiglie di birra. Tutto sommato posso dire anche io di avere un albero e un presepe!

Il mio spirito natalizio: il presepe alcolico

TANTI AUGURI, DI CUORE

Auguro a tutti voi di trascorrere un bel Natale, per quel che si può. E’ un periodo dell’anno già complesso senza pandemie mondiali di mezzo, ogni volta scalda l’animo ma scopre le ferite, le mancanze, le nostalgie. Spero davvero che possiate trascorrere questo giorno con le persone che amate di più, che sia di persona o con l’aiuto di videochiamate e telefonate, in totale sicurezza. Io farò così, mi pesa un bel po’ ma mi rende felice pensare a quanto sarà bello rivedersi e festeggiare tutti assieme. A rendere più sopportabile il tutto, ho la fortuna di avere amici del cuore qui che mi hanno “adottato”, sono diventati famiglia e si sono offerti di aprirmi le porte del loro Natale (decreto permettendo), tanti “cheers” e sorrisi per loro. Ci rivediamo tra due settimane, un abbraccio più forte del solito, spero che Babbo Natale esaudisca tutti i nostri desideri.

Buon Natale

Chiara

PS: ho cercato disperatamente di inserire nell’intervento una battuta memorabile (per me), molto scontata (per il resto del mondo), sulle palle di Natale e le mie palle rotte da questo 2020. Mi sono resa conto da sola che non era il caso, spero lo apprezziate. A volte l’autocritica è una dote fondamentale.

Buon Natale a tutti <3

 

Chiara Cassani

Chiara Cassani

Maestra di danza orientale e floriterapeuta, suona la batteria in un gruppo metal femminile: le Obsydian Shiver. Le piace leggere, ascoltare musica rock e punk, e degustare birre con gli amici più cari. Abita con una gatta in una mansarda davanti al mare.

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