ON AIR


Teatro a casa (con qualche avvertenza prima dell’uso)

Teatro a casa (con qualche avvertenza prima dell’uso)

Teatro a casa (con qualche avvertenza prima dell’uso)

Teatro a casaLa cultura lotta per la vita“. Questo il pezzo di copertina di Internazionale della scorsa settimana. Pezzo che traccia un quadro drammatico e desolante, sia per le condizioni in cui si sono trovati costretti i lavoratori delle arti e dello spettacolo di tutta Europa, sia per il disinteresse di tanti governi verso un settore – quello culturale – ancora ritenuto non sufficientemente competitivo da essere meritorio di investimenti strutturali.

Per sopravvivere, provando a non cessare di alimentare quella fiamma che anima chi l’arte la pratica o contribuisce a portarla in scena, si fa di tutto. Tutte le soluzioni congegnate ruotano però attorno a un termine, il cui ricorso (sia lessicale che pratico) auspicherei venisse presto sottoposto a una sorta di operazione “ecologica”: lo streaming. Eh sì, perché molte realtà, seppur languendo, si stanno tenendo in piedi grazie alla trasmissione degli eventi online, unico stratagemma per adattarsi alle norme di distanziamento.

Il caso del Teatro alla Scala

Non so voi, ma a me ha fatto molta impressione assistere il 7 dicembre scorso a una prima della Scala senza pubblico, in cui platea e palchi erano occupati da orchestra e coro (cosa che mitigava almeno in parte lo sconforto di vedere il teatro vuoto). C’è da dire però che la linea seguita dalla Scala è degna di nota, ponendosi in controtendenza rispetto alle scelte artistiche adottate da altri teatri nazionali (vedi il San Carlo di Napoli o l’Opera di Roma). Quella del 7 non è stata infatti una prima ordinaria. Ad aprire la stagione doveva essere la Lucia di Lammermoor di Donizetti, mentre ad andare in scena è stato uno spettacolo di musica e danza. Un “gran galà” lirico, insomma, ibridato con altre forme artistiche.

Sicuramente ad animare tale scelta sarà stata anche la volontà di fare un evento più largamente fruibile per il grande pubblico, così che un maggiore share tamponasse i mancati incassi dei biglietti (anche se poi così non è stato). Tuttavia, credo che dietro ad una decisione del genere, ci sia stata anche la consapevolezza che per preservarne la dignità e il valore artistico, un’opera non possa essere rappresentata a regime di distanziamento interpersonale. Il contatto fisico e umano tra tutti i professionisti coinvolti, così come la partecipazione incarnata e il trasporto emotivo di un pubblico vero, reale, tangibile, sono elementi imprescindibili, e rappresentano il sostrato, il non detto di ogni esperienza artistica. Ecco perché la Scala ha per ora rifiutato di seguire la via delle rappresentazioni in streaming, strada su cui altri teatri nazionali si stanno invece avventurando.

Teatro a casa a uso e consumo di queste feste

Certo, quella della Scala è una realtà peculiare, privilegiata, che è difficilmente replicabile e purtroppo non può assurgere a modello di riferimento. Non beneficiando di alcuna sovvenzione statale, ci sono teatri che per non chiudere i battenti devono reinventarsi in qualche modo.

Ecco perché, utilizzando la piccola e modesta vetrina che rappresenta questo blog, ho piacere di divulgare qualche spettacolo che si svolge in streaming. Rimarcando però, ancora una volta, l’humus emergenziale che ha fatto nascere questi eventi, e la natura provvisoria del mezzo tramite cui si esplicano. Perché un domani, quando tutto ritornerà alla normalità, sarà responsabilità di tutti far sentire la propria voce a sostegno di ciò di cui siamo stati privati per troppo tempo, pretendendolo indietro. Sarà il terreno su cui si giocherà la nostra umanità.

Dal Teatro Verdi di Pisa

Stasera, sabato 19 dicembre alle 21, dal Teatro Verdi di Pisa, va in scena L’italiana in Algeri in diretta streaming sul canale Youtube Teatro di Pisa. Per ricevere al proprio indirizzo di posta elettronica il link per l’accesso gratuito alla diretta streaming è necessario scrivere a prenotazioni@toscanaspettacolo.it entro le ore 20 del 19 dicembre.

Dal Teatro De Filippo di Cecina

Nell’ambito della rassegna Sconfinamenti e Visioni, in streaming sul canale YouTube Teatro E. De Filippo Cecina – Corti Teatrali e sulle pagine Facebook Teatro Cecina Teatro dell’Aglio, numerosi gli eventi per tutte le età. Domenica 27 dicembre, ore 17Le avventure di pesce Gaetano, spettacolo per bambini dai 2 ai 7 anni, per la produzione di Giallo Mare Minimal Teatro. In streaming sul canale YouTube I Sacchi di Sabbiamartedì 19, mercoledì 20, giovedì 21 gennaio andrà in scena Dialoghi degli dei in DAD, una produzione della Compagnia Lombardi-Tiezzi/I Sacchi di Sabbia, in collaborazione con Concentrica e il sostegno della Regione Toscana. Lunedi 25, martedi 26, mercoledi 27 gennaio sarà invece la volta di Racconti dal boscoproduzione Zaches Teatro.

Da Massa

La collaborazione tra l’Amministrazione comunale di Massa e la Fondazione Toscana Spettacolo onlus ha dato vita a un cartellone digitale che si estende fino al 5 gennaio, tra musica, teatro contemporaneo, laboratori e spettacoli anche per i più piccoli. I prossimi spettacoli (gratuiti e disponibili on demand per 48 ore dalla data di inizio sul canale Youtube del Comune di Massa) saranno domenica 27 dicembre, ore 21, con Partita alla frontiera, dell’associazione culturale Scholé e della compagnia teatrale Mondi Possibili, e sabato 2 gennaio, ore 21, con Gigi Guadagnucci. L’ho sussurrato al marmo in un orecchio, di Elisabetta Salvatori.

Per quanto riguarda i laboratori e gli spettacoli per i più piccoli (gratuiti con prenotazione obbligatoria all’indirizzo eventi@comune.massa.ms.it), di seguito quelli ancora da svolgersi. Domani, domenica 20 dicembre, ore 18, verrà rappresentato Canto di Natale di Charles Dickens, per la produzione Centrale dell’Arte. Domenica 27 dicembre, ore 18, sarà la volta di Racconti dal Divano, a cura de La Noce a tre canti. L’ultimo appuntamento è previsto per mercoledì 5 gennaio, ore 18, con Creazioni dal divano: calze e befane, sempre a cura de La Noce a tre canti.

 

Per (ri)leggere tutti gli articoli di “Non è buio ancora”, clicca qui.

Simone Gasparoni

Simone Gasparoni

Classe 1995, studio Filosofia all'Università di Pisa. Allievo ortodosso di Socrate, ho sempre pensato che le parole siano roba troppo seria per abusarne (lo so, lo so, detta così sembra una scusa degna del miglior cerchiobottismo, per dirla in gergo giornalistico). Romantico per vocazione, misantropo per induzione. Attualmente, in via di riconciliazione con il genere umano attraverso la musica, l'arte, la cultura. Per ora, sembrano buone vie. Oltre che all'Unipi, potete trovarmi in giro in qualche locale o teatro a strimpellare la tastiera. O, con più probabilità, a casa mia. P.S. Ecco, l'ho già fatta troppo lunga...

Articoli Correlati

Commenti