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Some kind of parroci

Some kind of parroci

Meglio un parroco coi figli in paese però in gamba, attivo, imprenditore, energico, oppure un prete asessuato ma che non è buono nemmeno a commissionare due stuccature? E’ un dibattito eterno. Qua in paese abbiamo sempre privilegiato il primo tipo anche se ora, per colpa di certe mamme sprint bergogliste, purtroppo dobbiamo sorbirci don Mirco Piumini, comboniano dal terzo mondo facile. E’ qua da due anni e già ne ha combinate di ogni: comunione in mano, chitarre elettriche nella corale, senzatetto spalmati sul sagrato ecc. Niente a che vedere con i tempi di don Licaoni, il nostro parroco precedente (1996-2013), uno di quella del prima tipologia. Un prelato di una simpatia contagiosa, capace di riparare tutto, affezionatissimo alla sua comunità al punto da diventarne sindaco per un mandato (1999-2004). Nella sua attività pastorale era efficacemente sostenuto da figli e nipoti e tutta la comunità era contenta e riconoscente. Mi ricordo ancora adesso quando qualche anno fa sono saliti da Roma per cacciarlo in quanto inviso al nuovo corso musicarello della Chiesa cattolica. Nemmeno il coraggio di dirgli in faccia i veri motivi, preferirono inventarsi un furto di energia. “Hanno creato un clima infame”, disse il don nella sua ultima messa. Poi passò in Diocesi a consegnare talare e distintivo e verso sera lo videro allontanarsi all’orizzonte a bordo della sua rombante Kawasaki. Sempre più lontano, sempre più piccino, fino a diventare un puntino nero su un fondo purtroppo blu scuro, quindi non si vedeva bene. Fatto sta che se n’è andato e ora dobbiamo tenerci Piumini. Io come sacrestano vorrei ribaltare Costantinopoli, invece questo cretino mette i Gesù Bambino di colore nel presepio. L’anno scorso addirittura ne ha piazzati cinque.


Gli anziani si telefonano prima di cena per raccontarsi che sono caduti. Spesso non è vero, sono loro che si lanciano a terra per avere argomenti. Del resto essi hanno un rapporto tutto particolare con l’accelerazione di gravità. Per loro è sui 20-25 m/s2, quasi il doppio del valore di legge. A volte la sfruttano anche a livello di incidenti viari. Mio nonno diversi anni fa ha preso un bel rimborso dopo essere stato investito da un’ape. Ma dai rilievi dei Ris si vedeva benissimo che era lui che si era lanciato contro il mezzo. Un’altra volta l’ho trovato a guardare il wrestling per imparare altri modi di rovinare al suolo. Come trasmissione gli è rimasta così impressa che gli ultimi due anni ha parlato come Giacomo Ciccio Valenti. Anche quando è venuto don Fiesolani a dargli l’unzione mio nonno gli ha gridato “Ciao Uagliò” e il parroco s’è offeso e se ne è andato. Per protesta come famiglia ci siamo fatti anglicani.


Un giovane impiantista Cna va a casa di una pornostar per ripararle la caldaia, rotta di quattro giorni. Quando finisce il lavoro la performer dice al ragazzo che non ha contante per pagarlo e lo invita a seguirla nella sua stanza così lo paga in un altro modo. A questo punto l’impiantista dentro sé da un lato è invogliatissimo a seguire la signora, dall’altro fa due conti: caldaia rotta da quattro giorni, quindi non si lava da quattro giorni. Insomma, bellissima donna, ma qualche remora di natura igienico sanitaria. Mentre la padrona di casa lo aspetta di là, il giovane decide di chiamare il suo parroco per chiedere consiglio sul da farsi. E don Licaoni subito: “Nel dubbio spalanca!!!”. Il ragazzo si sente quindi incoraggiato dal prelato e raggiunge la pornostar slacciandosi la salopette. Lei tira fuori dal cassettone della camera da letto il libretto degli assegni e gli stacca queste benedette cento eure.

Niccolò Re

Niccolò Re è nato a Sarzana nel 1986.

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