FATTACCI 9

FATTACCI 9
Anna Falchi è la donna più scema dell’universo. Lei lo sa e ci ha fatto anche una catena di prodotti. Sono tutti oggetti brutti e di scarsa utilità. Cavatappi per signora, racchette da tennis in pietra, videoregistratori rubati. Anna li disegna, poi li fanno costruire ai carcerati. Capomastro Giovanni Brusca, che nel frattempo si è pentito di tutto ed è diventato una bravissima persona. A gennaio esce dal carcere. Siccome non ha famiglia va ad abitare con Rula Jebreal a New York, così impara anche la lingua. Questo ha disposto il procuratore capo Giancarlo Caselli. Al primo collegamento della Rula con Ballarò anche Brusca vuole intervenire. “Cosa vuoi dire Giovanni? Sei in eurovisione”. E lui commosso: “Sono molto dispiaciuto per quello che ho combinato in passato, voglio chiedere scusa di tutto cuore a quel fango di Falcone e alla sua famiglia di infami”. I ragazzi di Libera vanno subito a confiscargli la villa a Trapani, ci fanno un velodromo. Era meglio un bel Bingo ma quella lì è gente che non gli puoi dire niente perché si offende subito.
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Non ho mai capito perché alle feste quando mi facevo avanti con le ragazze loro per rifiutarmi mi dicevano tutte “IO NON CI STO” esattamente come il presidente Scalfaro. Sono fin arrivato a parlarne con lo psicologo visto che lui mi invita ad aprirmi totalmente, mi dice “fuori tutto, fuori tutto”. Stamani ero a fare la solita passeggiatina dopo aver dormito in stazione, vedo il cartellone di Riccardo Corredi, e anche lui uguale: “fuori tutto, fuori tutto”. Quindi ora il lunedì pomeriggio anzi che al centro medico vengo qua dall’insegna e mi sfogo gratis. Un’altra cosa che non ho capito è se Riccardo Corredi si chiama così di cognome o è un soprannome perché vende quella roba lì (copriletti, lenzuoli ecc.). Penso la seconda. Se fosse la prima sarebbe un bel colpo di fortuna perché per natura sei bravo a fare quello che indica il cognome. Però è possibile che una volta maggiorenne è lo stesso Riccardo che ha scelto di fare quei mestieri lì perché suonava bene con come si chiamava. Non possiamo saperlo e anche chiedere sta male.
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Quando giocavo in Seconda Categoria avevo come compagno di squadra il difensore di fascia Ivo Cocuzzella. Era molto generoso, correva come un pazzo, tant’è che spesso per evitare che si affaticasse gli urlavo: “Preservati Ivo! Preservati Ivo!”. Purtroppo a volte l’arbitro pensava che stessi dicendo una parolaccia e mi espelleva. Quando mia mamma leggeva il referto del giudice sportivo mi sgridava severamente, mio papà invece era contento perché comunque si toccava un argomento sessuale. La gente del sud è fatta così.
Niccolò Re

Niccolò Re

Niccolò Re nasce a Sarzana (Sp), dove attualmente vive, il 21 maggio 1986. Maturità scientifica, Laurea in Cinema, nel 2012, un po' per caso, intraprende il mestiere di giornalista, che svolge tutt'ora presso la testata online Città della Spezia. Tra i suoi hobby il calcio, la musica, la storia, l'antropologia. Ama gli animali e ha un bellissimo e simpatico cane di nome Camillo. Dal 2016 convive con l'economista Irene Tinagli.

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