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Perdersi tra le pagine di un libro

Perdersi tra le pagine di un libro

Ciao a tutti e bentornati su “Attimi di felicità”! Felicità in pillole, o meglio, in poche righe… e appunto, questa settimana parliamo proprio di frasi che si susseguono tra le pagine, in una parola, parliamo di libri!

IL FASCINO SENZA TEMPO DI UN LIBRO STAMPATO

Diciamocelo, i libri sono una delle invenzioni più meravigliose della storia dell’uomo. Non soltanto per la trasmissione di sapere e informazioni, ma per tutto l’appagamento sensoriale e spirituale che un oggetto così maneggevole riesce a dare sotto molti punti di vista. Il frusciare delle pagine che scorrono, la loro consistenza, il profumo della carta, i caratteri in contrasto con lo sfondo bianco, la copertina (rigida? morbida? con una foto evocativa? forse meglio della trama stessa? A quanti sarà capitato di comprare un libro sconosciuto solo per aver subito la forza attrattiva della sua copertina…a me spesso). E ancora, la musicalità di un titolo, che magari ha poco in comune con la tematica trattata, ma che stuzzica la curiosità fino a imporsi su un acquisto più ragionato. Per non parlare del tesoro racchiuso al loro interno: i libri, materialmente così tangibili, fanno viaggiare la mente del lettore attraverso mondi paralleli e variegati, regalano un biglietto d’ingresso a epoche mai vissute e a posti che forse i nostri occhi non vedranno mai, se non tramite le immagini evocate dalle parole scritte. Non c’è paragone con il pronipote digitale Kindle: utile, pratico, economico, ma non soddisfa il feticismo verso la carta stampata che molti appassionati associano all’esperienza stessa della lettura. Vade retro ebook!

Libri, portali per altri mondi

COMPAGNO FEDELE, SEMPRE A PORTATA DI MANO

Un libro, per me, è come il mio braccialetto preferito: non potrei mai andare in giro senza. Che sia durante un viaggio in treno, per rilassarsi in spiaggia, o per ingannare l’attesa prima di un appuntamento, la compagnia di un libro è come il nero, sta bene con tutto. Se non lo porto sento come se mancasse qualcosa. Poi vabbè, ogni tanto esagero, come il periodo in cui mi scarrozzavo dietro “It” di Stephen King (con tanto di borsa di dimensioni adeguate a contenere la sua mole), anche solo per mezz’ora di tragitto sui mezzi pubblici… ogni momento era buono per tuffare il naso nelle sue pagine sanguinarie. E ci sono alcuni libri, tipo “It” per l’appunto, che causano come effetti collaterali dipendenza e lutto finale: non si riesce a combinare nient’altro nella vita finché non si arriva all’ultima riga, per poi portarsi dietro il magone quando finiscono… prima di iniziare una nuova lettura vanno metabolizzati.

“Storie di ordinaria follia” – Charles Bukowski

Non meno spinosa è la scelta del nuovo libro da incominciare: personalmente, mi aggiro davanti alla libreria di casa studiando le prede da lontano, per poi avvicinarmi seguendo le vibrazioni (del titolo, della posizione sullo scaffale, dello spessore); li sfoglio, leggo qualche riga qua e là, medito sulla lunghezza e sulla tematica generale, li comparo fra di loro fino a trovare il vincitore. E’ una scelta istintiva, non ragionata: un libro è come un un possibile amore, quando si presenta non sempre è in sintonia con quello che stiamo vivendo, necessita il momento giusto per essere capito e apprezzato. Ci sono libri comprati anni prima che rimangono sugli scaffali per anni, così, senza un motivo preciso, per poi venire “scoperti” tra gli altri quando scatta qualcosa sfiorandoli per caso. Stesso discorso per le riletture: a volte il primo giudizio è quello definitivo, altre volte, in momenti diversi dell’esistenza, uno stesso libro può essere vissuto in modi diversi, ribaltando completamente la prima impressione.

UN AMORE LUNGO UNA MANCIATA DI PAGINE

C’è chi apre appena il libro, leggendolo, per evitare di rovinare la rilegatura; c’è chi odia se una pagina si sporca, o se si stropiccia inavvertitamente nella borsa. E poi ci sono io, che sottolineo le frasi che mi entrano dentro e addirittura faccio “le orecchie” alla pagina corrispondente per andarmela a rileggere più facilmente quando ne sento il bisogno. Bestia di Satana? Forse, per me i libri vanno vissuti, amati, divorati, maltrattati anche, ma un libro letto, davvero meritevole di essere letto, non può rimanere nelle condizioni iniziali, perfette, da libreria. E’ come dopo una notte d’amore, non se ne esce spettinati, indolenziti, destabilizzati, con qualcosa in più nell’anima? Anche per questo motivo, subisco particolarmente il fascino dei libri usati: sono come avventori che hanno una storia da raccontare al bancone di un pub, in una notte senza fine. A volte sono ingialliti, oppure sono edizioni non più in commercio; capita di trovare tra le loro pagine una foto dimenticata, un biglietto usato come segnalibro… viene da domandarsi chi altri abbia sfogliato quella carta, quali emozioni ha provato, in che posti del mondo sono state lette quelle stesse pagine, e ancora, sarà stato un regalo di una persona cara? L’avrà cercato tra numerosi altri libri, non considerati così tanto interessanti?

“I Fiori del Male” – Charles Baudelaire

RITROVARE UNA PARTE DI NOI STESSI

Da folle amante della lettura custodisco gelosamente i libri che mi hanno colpito, sono dovunque in casa e non potrei mai pensare di disfarmene. Mi rendo conto che trasparirebbe molto della mia personalità se qualcuno dovesse leggerli, non solo per le scelte letterarie prese, ma anche e soprattutto per le frasi che ho sottolineato. A volte sono descrizioni, anche macabre o inquietanti, a volte sono dialoghi sull’assurdità della vita o dell’amore, altre volte sono urla di dolore descritte a parole, o anche semplicemente aforismi ironici che rispecchiano la mia visione del mondo. Alcune frasi sono sottolineate in maniera ordinata, con una riga precisa, in matita rossa o viola; altre sono tracciate storte e con le mie note scritte a fianco, magari il testo di qualche canzone. Alcune frasi addirittura meritano l’orecchia sulla pagina, perché sento che nei momenti di felicità, o di tristezza, esprimono perfettamente ciò che sento dentro. Altre sono “belle ma non bellissime”, o meglio, sono piacevoli ma non parlano all’anima e quindi ok la sottolineatura ma nulla di più.

“Jack Frusciante è uscito dal gruppo” – Enrico Brizzi

In alcuni casi pare di conoscere lo scrittore da sempre, ci si chiede come sia possibile che una persona in un altro angolo di mondo, in un’altra epoca storica, abbia vissuto le nostre stesse emozioni, riuscendo a imprimerle così nitidamente su una pagina di romanzo. Ma il fascino della lettura è anche questo, in un libro si incontrano gli universi dello scrittore, dei personaggi, del lettore stesso, e a livello ancora più ampio, avvicina gli individui, con i dialoghi sulle ultime letture, sui libri del cuore. Non solo: chi non ha mai provato istintiva simpatia per uno sconosciuto che ha in mano un libro particolarmente amato? O, la prima volta che si entra a casa di qualcuno, buttare un’occhiata alla sua libreria per cercare di capirne la personalità? I libri parlano, raccontano, e non solo le storie narrate al loro interno. A me tutto ciò sembra un po’ magico.

“It” – Stephen King

Oggi mi sono dilungata… adoro stare in compagnia, ma anche passare una serata sdraiata sul tappeto con una birra e un libro da leggere fino a tarda notte, passerei ore e ore così e sono sicura che molti di voi comprendono bene. Nelle foto trovate alcuni dei miei libri del cuore, chiaramente non tutti, selezionarne solo una parte è stata la parte più difficile! Ah, spero che nessun lettore di Kindle si sia sentito offeso, niente di personale, ma per alcune cose rimango tradizionalista.

Scrivetemi i vostri consigli di lettura se vi va, vi aspetto tra due settimane con un nuovo intervento sul blog, a presto!

“La casa degli spiriti” – Isabel Allende

 

Chiara Cassani

Chiara Cassani

Maestra di danza orientale e floriterapeuta, suona la batteria in un gruppo metal femminile: le Obsydian Shiver. Le piace leggere, ascoltare musica rock e punk, e degustare birre con gli amici più cari. Abita con una gatta in una mansarda davanti al mare.

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