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L’arte sotto gli occhi di tutti

L’arte sotto gli occhi di tutti

L’arte sotto gli occhi di tutti

C’è chi allestisce mostre in gallerie famose e chi si crea visibilità in luoghi pubblici, sfoggiando la propria arte sostituendo la tela con un maestoso muro.

Quale modo più imponente si potrebbe trovare per far arrivare emozione o stupore a chi si trova davanti ad un’opera d’arte?

Sicuramente non sempre si può parlare di arte legittima in questo caso, ma senz’altro si tratta di un messaggio ben diretto a colpire l’attenzione di un più vasto pubblico.

 La street art

 

L'arte sotto gli occhi di tutti    L'arte sotto gli occhi di tutti

 

Tutto questo movimento prende il nome di “street art”, ovvero “arte urbana”, intesa meglio come “arte di strada”.

Già negli anni ’50 e ’60 un gruppo di artisti anonimi scriveva per protesta sui muri di New York ; dal 1970 invece, furono molteplici forme d’arte non riconisciute, ad invadere i luoghi pubblici all’aperto delle città di tutto il mondo.

Nel tempo, questa forma d’arte, è riuscita ad influenzare il panorama culturale e ad essere vista come un’espressione artistica di un certo valore.

Tendenzialmente, gli street artists, hanno sempre cercato l’anonimato, proprio perchè inizialmente, non c’era la legalità di poter operare in luoghi pubblici; adesso invece, anche se non sempre le opere appaiono in seguito a permessi validi, si può attribuire la firma a molte di queste.

Uno dei più famosi artisti di strada è Bansky, artista inglese, la cui identità rimane ancora sconoscuta, lasciando nota però la firma sotto ogni sua opera.

Bansky crea decorazioni fatte con vernici spry che si possono immediatamente tradurre in concetti e messaggi relativi alla società odierna.

Spesso sono opere a sfondo satirico e riguardano argomenti come la politica, la cultura e l’etica.

Sembra voler sensibilizzare tematiche come la necessità di libertà di espressione, l’atiproibizionismo, il ripetto della libertà sessuale.

 

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Anche le opere dell’artista italiano Blu, del quale non conosciamo pubblicamente nè il nome reale, nè la data di nascita, sono riuscite ad entrare nella cerchia di quelle più famose.

A rendere ancora più conosciuto questo artista, fu la sua decisione di cancellare nel 2016, insieme ad altri artisti, tutte le proprie opere dai muri di Bologna realizzate in vent’anni di attività.

Questa voleva essere una forma di protesta contro la privatizzazione e la mercificazione delle creatività.

Alcune opere infatti, sono state prelevate dai luoghi degradati dove sono state realizzate, per esporle in una mostra convenzionale, contro la volontà ed il parere degli artisti.

A tal riguardo, l’articolo 42, comma 2 della Costituzione, tutela il principio della proprietà privata e dal momento in cui, le opere d’arte in questione, vengono realizzate su immobili di proprietà altrui, il diritto di proprietà privata prevale sul diritto morale dell’autore.

Questo non permette all’artista di vietare la rimozione o la cancellazione della propria opera.

Al contrario invece, troviamo a volte proprietari di immobili che chiedono ad artisti di strada di abbellire con decorazioni le proprie strutture, spesso non trovando dall’altra parte, la volontà di farlo.

Credo che sia davvero un’idea fantastica rendere più vivo un quartiere piuttosto che il muro di un edificio, specialmente se la zona in cui si decide di operare, è al quanto degradata.

Idea davvero innovativa e di forte impatto.

Sicuramente poi, una meravigliosa opportunità per rendere pubblica la propria arte, con la soddisfazione di ridar vita ad un luogo spesso triste e privo di “entusiasmo”.

 

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Nonostante tutto, rimango comunque fedele alla mia amata tavola di legno, sulla quale posso esprimere tutto ciò che sento, senza aver timore di vederla sparire per sempre per volontà di altri.

 

 

 

 

Autore del Post

Azzurra Laureti

Classe 1983, affascinata da qualsiasi forma d’arte, ama creare quadri su legno con stucco e resina. Le piace viaggiare e scoprire quanta arte circondi le nostre vite quotidiane.

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