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Come cremammo Elio Germano

Come cremammo Elio Germano

Come Pubblica assistenza tra i vari servizi garantiamo anche gli orfanelli che vano a piangare ai funerali dei ricchi. Ne abbiamo una trentina, coordinati dal veterano Mirco, bambino di 6 anni che sta passando un momento di depressione a causa di alcuni investimenti sbagliati, tant’è che non lavora sereno e a volte nel bel mezzo delle esequie gli vengono delle improvvise crisi di pianto con ripercussioni positive sulle sue prestazioni di orfano disperato a pagamento. Ulteriore ramo d’azienda, inaugurato di recente, è il ripristino della tradizione sarda dell’Accabadora, cioè andare a conferire il colpo di grazia agli anziani dell’isola, che possono avere anche 45-50, visto che in Sardegna la terza età comincia prima essendo i residenti meno longevi per questioni genetiche e culturali (nuraghe). L’Accabadora è molto utile perché da un lato consente di alleviare le sofferenze dei moribondi sassaresi, dall’altro sgrava i famigliari dalle spese per la cardioaspirina, la tintura di iodio, il materasso Fabricatore, il panno Lenci per tenerli al calduccio. Le tecniche per terminare gli allettati possono essere diverse, ma noi adottiamo quella più semplice ed economica: li colpiamo fortissimo con l’Atlante geografico DeAgostini, pubblicazione che si trova in ogni casa che si rispetti. Nel caso l’anziano sia anche un possidente o un industriale, a cadavere ancora caldo cerchiamo di contrattare con i congiunti il servizio di pianto a comando degli orfanelli. Ma questa è un’eventualità rara perché gli isolani ricchi, quando stanno male, vanno a farsi curare in continente all’Università vita e salute San Raffaele, dove, non ci fosse nulla da fare, ricevono l’estrema unzione da parte del magnifico rettore professor Massimo Cacciari. La nostra benemerita associazione, se esplicitamente richiesto, può anche seguire le fasi successive al decesso. In particolare andiamo noi nel corso degli anni a controllare se il parente estinto ha mineralizzato o no, liberando i congiunti dall’antipatica necessità di riesumare la salma due volte al mese e pizzicarla con uno stuzzicadenti per vedere a che punto è. Inoltre, per le famiglie più povere, che non possono permettersi inumazioni e loculi, grazie alle tecnologie Gps abbiamo avviato il servizio di geolocalizzazione in fossa comune, così che figli e nipoti, raccolti sull’orlo della buca collettiva, possano pregare e soffrire grossomodo in direzione del defunto. La fossa comune è ormai scelta anche da molti intellettuali per questioni di solidarietà con le classi lavoratrici. Molti artisti teatrali continuano tuttavia a preferire la via della cremazione. Un esempio su tutti: Elio Germano. Ieri ci è venuto a dire che lui vuole essere cremato, noi non ci abbiamo pensato due volte: colpo di pala sulla nuca e infornata del non ritorno. La sua ragazza, Arianna Marchetti (Pressing Champions League), si è lamentata che lui intendeva dire cremato, sì, ma una volta morto, da anziano. Però dopo un po’ di storie ha accettato la cosa, anche perché alla fine è lui che non ha specificato. Giusto stamani con Arianna siamo andati insieme a disperdere le ceneri sull’amato Salento e poi ci siamo anche bevuti una cosa insieme. Chissà.

Autore del Post

Niccolò Re

Niccolò Re nasce a Sarzana (Sp), dove attualmente vive, il 21 maggio 1986. Maturità scientifica, Laurea in Cinema, nel 2012, un po' per caso, intraprende il mestiere di giornalista, che svolge tutt'ora presso la testata online Città della Spezia. Tra i suoi hobby il calcio, la musica, la storia, l'antropologia. Ama gli animali e ha un bellissimo e simpatico cane di nome Camillo. Dal 2016 convive con l'economista Irene Tinagli.

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