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Le vacanze che poi finiscono (anche se…)

Le vacanze che poi finiscono (anche se…)

Non sono un grande fan delle vacanze.

Sono rimasto scioccato, tanti tanti anni fa, dallo spot di una nota compagnia di navigazione italiana che, per sponsorizzare la propria crociera, mostrava la disperazione di chi, dopo esserci stato, tornava a casa.

Allora mi son detto: “che senso ha andare in vacanza se poi devo stare così?”

Certo, c’è da dire che un po’ sono avvantaggiato perché sto sul mare, questo aiuta.

Solo una volta sono stato in vacanza, a dir la verità.

Era il 1995, l’ho raccontato spesso (forse, ormai sto invecchiando e non ricordo più, forse è la prima volta invece che lo faccio).

Andammo, con la mia famiglia ed altra gente, in settimana bianca a San Martino di Castrozza.

Fu una bella settimana, particolare, anche se sinceramente ero contento poi di tornare a casa, anche se una volta qui mi ammalai.

Però qual è la vera faccenda?

La fine dell’estate, ecco la questione.

“L’estate sta finendo” dei Righeira è una canzone che, per quanto mi possa piacere musicalmente, non sopporto perché mettere insieme “estate” e “fine” mi mette malinconia all’istante.

 

Ecco, la sto sentendo ora, però mi piace, ma non la sopporto, però dai, è ballabile, è tempo dei gabbiani che arrivino in città, l’estate sta finendo, lo sai che non mi va.

Da piccolo avevo però l’emozione del ritorno a scuola, del ritrovare i miei compagni di classe, di un nuovo anno insieme. Quindi era, come si dice, una situazione win-win: l’estate era meravigliosa ed a scuola mi trovavo bene.

Mi mancano le estati passate?

Certo, cioè, dipende. Alcune.

Quelle in cui si fortificavano le amicizie, penso quindi a quelle dello scorso decennio, quando andavamo al mare mattina e sera ed eravamo abbastanza simpaticoni, fra bagni, partite a pallavolo e le biglie (il mio sedere era sempre il prescelto per fare la pista, ricordo nitidamente i sassi e il dolore alle natiche), i primi (ed i secondi, i terzi…) amori, le uscite serali…

Ma poi si cresce, ed è giustissimo che quelle esperienze rimangano racchiuse in un determinato contesto.

Ogni estate, per ciascuno di noi, è stata, è e sarà sempre un’esperienza personale, soggettiva.

Certo, “bei tempi”, ma meglio il ricordo che il rimpianto.

Comunque il bello di stare sul mare è che la cosiddetta vacanza ti può durare tre mesi, anche quattro.

Inizi ad andare in spiaggia a giugno e ci vai fino a settembre, senza spendere (quasi) niente.

Poi per carità, c’è la famosa diatriba mare-montagna, ben riassunta in questa canzone degli Elio e le Storie Tese (feat. Giorgia):

Personalmente, come si è capito, amo il mare.

Anche se la montagna ha il suo fascino eh, ci mancherebbe.

Insomma, alla fine della fiera il consiglio è: andate dove vi pare, al mare, in montagna, al mare e in montagna insieme, ma niente depressioni e tristezze al ritorno. E se invece una volta di nuovo a casa siete giù, almeno non fate spot pubblicitari sul tema, che sennò mi prende male.

 

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Autore del Post

Nicolò Bagnoli

Nasce nel 1986, nel 2010 ha l'idea di WiP Radio di cui è il direttore, è quasi alto come Berlusconi, davanti ad un microfono può starci ore. Parlando, ovviamente.

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