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Il cibo tra nutrizione e relazione

Il cibo tra nutrizione e relazione

Ebbene sì, oggi mi piacerebbe riflettere sul cibo tra nutrizione e relazione.

La riflessione generale da cui è partito l’articolo di oggi, è questa: al giorno d’oggi intorno al cibo gravitano un sacco di cose. Quali?

Cene e pranzi fuori, un ciclo di acquisto determinato in gran parte dalle scelte di pochi per molti o dalla pubblicità, una propensione sempre maggiore all’aspetto estetico di presentazione del piatto, con talvolta dubbie scelte sulle materie prime.

Dunque mi sono accorta che in un mondo dove tutti abbiamo accesso al cibo – a parte in Africa e in misura minore  in America Latina e in Asia Occidentale dove si registrano ancora 820 milioni di persone allo stremo – il cibo abbia cambiato radicalmente la sua funzione primaria.
O comunque abbia acquisito talmente tanti significati aggiuntivi da perdersi di vista, almeno ogni tanto.

Premessa

In realtà andando ad informarmi sul tema, ho notato subito come la spinta alla nutrizione (intesa come necessità alimentare) sia sempre stata collegata ad un’esperienza interpersonale che implica significati emotivi, affettivi, intellettivi per tutte le età. Dunque forse per essere corretti bisognerebbe parlare di esperienza alimentare.

Ciò che mangiamo non è soltanto ciò che calma la sensazione di fame e che contemporaneamente consente un
piacere orale e fisico che soddisfa l’odorato o il gusto ma un’esperienza totalizzante capace di coinvolgere altri sensi, come la vista e il tatto.

Il cibo è abitudine

E qui – purtroppo facendo un salto enorme per problemi di spazio e tempo – iniziamo a parlare della parte realmente interessante. Le scelte di ciò che mangiamo sono dettate da sempre da abitudini alimentari. Queste abitudini prendono le mosse da fattori antropologici (disponibilità del cibo nelle diverse aree geografiche), culturali (canoni socioculturali di bellezza estetica) ed economici (pubblicità e consumo di massa).

Abbiamo già parlato della pubblicità dei prodotti alimentari, del rapporto tra cibo, pubblicità e colori in questo articolo. Oggi andiamo dunque a specificare dopo questa -spero – interessante premessa, l’importanza relazionale del cibo.

Cibo e relazione

Una relazione che troviamo in ogni invito a cena che facciamo, in ogni compleanno festeggiato (a parte durante il lockdown) tutti insieme, nel ritrovarsi intorno alla tavola giorno dopo giorno, insieme alla famiglia. Scandagliando, età, tempi e tappe evolutive della nostra persona. Dunque il cibo acquisisce valore simbolico di amicizia e di amore.

Ma torniamo a parlare del processo evolutivo intorno alla tavola, perché in realtà il concetto di relazione quando si parla di cibo inizia da lontano.

Inizia già a livello intrauterino, per poi palesarsi nel neonato che ha bisogno di essere nutrito – amato dalla mamma. In questa stessa fascia d’età il bambino inizia ad avere esperienza anche dell’attesa del cibo, della sensazione di piacere che ha quando si sente amato – nutrito. Sperimenta la rabbia, la paura e l’amore che poi determineranno anche i suoi comportamenti in futuro. Ad esempio il rifiuto di alcuni cibi.

Dunque la relazione è parte del processo di alimentazione nell’essere umano da sempre. E fattori socio culturali come quelli odierni, in particolare il consumismo di massa ci sovraespongono ad eventi intorno alla tavola che però a quanto pare sono solo l’evoluzione di un nostro bisogno innato. Quello di relazione.

Un bisogno che difficilmente abbiamo potuto soddisfare durante il lockdown, e che ci è mancato così tanto. Ma che alla fine di questo articolo mi sembra molto più sensato.

E se Roland Barthes ricordava come parlare e mangiare siano inseparabili, vi auguro di poter tornare presto a farlo insieme ai vostri amici e ai vostri cari. Intorno a una tavola di famiglia o in qualche ristorantino di vostro gradimento. Nel rispetto delle norme di sicurezza certo, ma cercando di coniugare il bisogno di relazione con la qualità dei cibi che mangiamo e delle bevande che beviamo.

Se volete spunti per ricette da proporre a casa, o sotto l’ombrellone vi aspetto su: www.cookpad.it

Grazie per la lettura.

Lety – Gaga

 

 

Autore del Post

Letizia Vallini

Alla soglia dei 30 anni sono tantissime le cose che ha da raccontare. Nativa di Rosignano e di adozione Veronese, nel suo cuore e nella sua mente sogna da un po' gli States. Per cercare di non perdere tutto ciò che le accade, cerca di parlarne: attraverso la radio, la scrittura, l'arte, attraverso il suo lavoro - si occupa di web marketing e community management, colora la sua vita di tinte brillanti. Anche se si sente grata davvero solo quando si accorge di riuscire a colorare un momento della vita degli altri, che sia un secondo, un giorno o il tempo che ci vuole :) .

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