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Black Lives Matter

Black Lives Matter

Buongiorno cari lettori di Wip e Buona festa della Repubblica Italiana!

Non mi sono ancora esposta sulla faccenda che ha messo in rivolta un’intera nazione come gli USA.
La morte di George Floyd.
E’ arrivata anche in Europa con effetti ben diversi da quelli americani.

Per noi italiani è stato comunque un momento di riflessione ovvero di quanto odio ci sia ancora nel mondo.

Ad oggi si parla tanto dell’attuale presidente Donald Trump che ha intenzione di schierare la potenza militare americana contro il suo stesso popolo in rivolta.
Appellandosi a una legge di quasi 200 anni fa che legittimava l’uso dei militari per stemperare le sommosse.

Si sa che gli americani non hanno mezze misure. Tuttavia la situazione sta degenerando in manifestazioni tutt’altro che pacifiche e insurrezioni con risvolti drammatici.

Abbiamo imparato a volare come gli uccelli, a nuotare come i pesci, ma non abbiamo imparato l’arte di vivere come fratelli.
(Martin Luther King)

Io sono nata nel 1985 in Sud America e ho la carnagione olivastra.
Non mi è mai dispiaciuto essere più scura rispetto ai miei amici anche perché non ho mai trovato un’ambiente ostile o razzista.
Fortunata me.

Però ho sempre saputo della mia diversità e di un possibile isolamento sociale.

Non è mai accaduto. Anzi ho sempre trovato persone che mi hanno accolta e amata per quello che sono. Non mi hanno mai fatto sentire a disagio o creato qualche sorta di problematica.

Però sotto sotto ero consapevole che potevo essere un soggetto discriminato.

A volte il mio pensiero andava agli extracomunitari che vedevo additati ed emarginati dalla società. Non sapevo formulare un mio pensiero.

Confusa ho sempre creduto che fossero una minaccia al mio status quo di famiglia e di società ma poi ho capito che non era un problema degli individui.

Il problema sussiste quando è lo Stato stesso che non sa gestire la diversità, che non educa il proprio popolo.

Il razzismo si sviluppa sotto tante forme.

Spesso la causa è l’ignoranza perché come dice Charles Caleb Colton:

Noi odiamo alcune persone perché non le conosciamo; e non le conosceremo mai perché le odiamo.

E allora di cosa ci lamentiamo se poi ci ritroviamo in una società piena di odio ?

Di cosa ci lamentiamo se poi in caso di necessità, riceviamo solo porte chiuse?

Certo la morte di George Floyd ha riaperto ferite e discriminazioni razziali di secoli.

Anche se questo sta accadendo a centinaia di chilometri da noi, pensiamo che non ci tocchi?

E poi mi chiedo” possiamo fare qualcosa nel nostro piccolo? nella nostra società?”

Spesso è più facile indignarsi per una ingiustizia commessa dall’altra parte del mondo che per una oppressione e discriminazione a mezzo isolato da casa.
(Carl T. Rowan)

Stiamo affrontando una catastrofe dopo l’altra.
Quella che ci ha colpito di persona è sicuramente il Covid-19 rispetto agli incendi che hanno quasi distrutto l’Australia.
Ho letto tanti post nel web, andrà tutto bene- vogliamo si bene- onore ai nostri eroi medici e infermieri, concerti dai balconi  etc..

Tutto più che onorevole visto la situazione.

Questo spirito di comunione e altruismo…. e  mi chiedo:

Era solo fine a se stesso?

Finita la quarantena siamo tornati ad odiarci tutti ?

Non possiamo cercare di imparare a essere degli esseri umani migliori per cercare di avere una società migliore?

Il pregiudizio razziale troverà sempre un fertile terreno in quella piccola e debole cosa che è il cervello umano.
(James Baldwin)

Costruiamoci un futuro di pace e di comprensione.

Dove la nostra coscienza possa essere in armonia con l’universo.

Dove in un secolo di avanguardia e di scoperte scientifiche, si possa andare fieri di aver sconfitto anche il razzismo.

 

Louis Armstrong – What a wonderful world ( 1967 )

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