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Pillole di felicità: pasticciare un foglio bianco con scritte e disegni

Pillole di felicità: pasticciare un foglio bianco con scritte e disegni

Attimi di felicità, ovvero: la felicità in pillole!

Ciao e benvenuti a tutti i lettori di Attimi di Felicità!

Mi presento: sono Chiara, ho 34 anni, nella vita insegno danza e mi barcameno cercando di galleggiare sugli eventi, ho passato la mia infanzia a Milano ma da tanti anni vivo in Liguria in un paese affacciato sul mare, e condivido la casa con una gatta rompisc… ehm, adorabile, di 17 anni suonati… una teenager insomma! Coltivo tante passioni , mi piace leggere, fotografare, suonare la batteria, andare a concerti rock e punk, bere birre con gli amici e viaggiare, fisicamente e con la fantasia, e mi piace perdermi tra le cose belle con una sorta di edonismo di base che contribuisce a non farmi impazzire del tutto. Lo so, è un po’ macchinosa come presentazione, sembra un incontro di un gruppo di sostegno… ammetto di non essere molto brava a parlare di me, preferisco farmi conoscere dagli altri attraverso ciò che mi piace fare e che mi rende felice, le piccole gioie della vita insomma. Nella mia rubrica parlerò proprio di questo, degli attimi di felicità godibili nella quotidianità di tutti i giorni, che aiutano a non tirare testate sul muro in questa esistenza piuttosto difficile; personalmente, concentrarmi sulle cose belle del “qui e ora” mi ha aiutato in molti momenti difficili del passato, ed è un compito su cui tutt’ora lavoro quotidianamente da quando mi sono avvicinata ai principi della Mindfulness come tecnica per ridurre lo stress. Come diceva qualcuno niente di nuovo sotto il sole, sono già stati scritti diversi libri sull’argomento (sotto trovate i consigli di lettura) e trattandosi di esperienze molto soggettive sarà quasi più un diario che una raccolta di articoli, ma citando Piero Chiara:

“E’ l’amore per le piccole cose a trattenerci nel mondo, a farci gustare la vita”.

Spero di riuscire a condividere tutto questo con voi… anche per questo ho pensato al mio blog come a uno spazio interattivo di scambio e condivisione, se avrete voglia di scrivermi le vostre opinioni o suggerire nei commenti quali sono le vostre piccole gioie salvavita sarò felice di provarle a mia volta!

Inizio oggi con la prima pillola, ciò che mi è successo preparando la foto per questo primo intervento:

Pasticciare un foglio bianco con scritte e disegni.

Tipico esempio di alcuni miei scarabocchi fatti durante le lezioni… sì, adoro i Ramones!

Ho sempre avuto la mania di pasticciare i fogli con scarabocchi o scritte di vari colori, già a scuola riempivo i libri e i quaderni di pastrocchi e disegni (magari qualcuno la definirebbe arte moderna, le mie maestre non la pensavano così) ed è qualcosa che mi ha sempre ipnotizzato anche “da grande”, le mille possibilità d’espressione che un foglio bianco ci comunica, quasi con un ammiccamento a ciò che potrebbe succedere violandone il candore… Un disegno geometrico in bianco e nero? Una scritta bicolore? Magari eseguita con una penna blu e ripassata nei suoi contorni con un evidenziatore sgargiante, un tratto di eccentricità che sfida impertinente l’austerità dei colori più seriosi, come il blu e il nero… e se proprio volessimo osare, riempire tutto il foglio di piccoli disegni senza nesso logico che si incastrano tra loro, o spirali attraversate da linee risolute che seguono la loro direzione senza guardare in faccia nessuno, senza preoccuparsi di sovrastare creazioni precedenti! Oppure ancora, nei momenti di massima ribellione , accontentarsi di colorare il foglio con un pennarello o una matita, gustarsi la sensazione liberatoria della carta che da bianca si tinge di rosso, blu, giallo canarino o carta da zucchero (che poi, chissà che tonalità è la carta da zucchero? So distinguere le varie sfumature dei tipi di birra, ma sulle gamme cromatiche dei colori ci devo ancora lavorare), così, senza regole, solo per il gusto di esprimere una parte vezzosa di se stessi sul foglio di un block notes, un’agenda o un tovagliolo di carta dimenticato pigramente sulla scrivania. E la soddisfazione di guardare il risultato finale, sia esso un agglomerato di figure senza senso, una scritta satura di colori contrastanti o, per chi ha più capacità tecniche della sottoscritta, un disegno che potrebbe essere presentato senza sfigurare a una mostra d’arte. Nel mio caso, volendo corredare ogni pubblicazione con una foto scattata personalmente, ho prodotto il capolavoro che vedete qui presente in apertura. Non siate timidi e riempitemi di complimenti per le mie doti artistiche fuori dal comune. O almeno, apprezzatene il tentativo, mi accontenterò.

Per oggi passo e chiudo, vi aspetto tra due settimane per un altro piccolo momento di felicità.

Chiara

“La vita è fatta di piccole felicità insignificanti, simili a minuscoli fiori. Non è fatta solo di grandi cose, come lo studio, l’amore, i matrimoni, i funerali. Ogni giorno succedono piccole cose, tante da non riuscire a tenerle a mente né a contarle, e tra di esse si nascondono granelli di una felicità appena percepibile, che l’anima respira e grazie alla quale vive.”

Un viaggio chiamato vita – Banana Yoshimoto

 

Bibliografia consigliata:

“La prima sorsata di birra. E altri piccoli piaceri della vita” Philippe Delerm

“I piccoli piaceri dell’ozio” Tom Hodgkinson, Dan Kieran

“Momenti di trascurabile felicità” Francesco Piccolo

Autore del Post

Chiara Cassani

Maestra di danza orientale e floriterapeuta, suona la batteria in un gruppo metal femminile: le Obsydian Shiver. Le piace leggere, ascoltare musica rock e punk, e degustare birre con gli amici più cari. Abita con una gatta in una mansarda davanti al mare.

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