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Espressionismo – dai Die Brücke ai Blaue Reiter

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“Espressionismo – dai Die Brücke ai Blaue Reiter” è il titolo del mio articolo di oggi.

 

Dal momento che non volevo rendere troppo pesante e confusionario il pezzo di oggi, ho deciso di gestire la cosa come nel caso della corrente impressionista. Dedicherò l’articolo di oggi ad un discorso generico sul movimento espressionista e, nelle prossime uscite, approfondirò con alcuni artisti. In particolare Munch, uno dei miei pittori preferiti.

 

Direi quindi di iniziare subito.

 

 

La nascita del movimento espressionista e le sue tematiche

 

L’Espressionismo è un movimento artistico che si sviluppò in Germania intorno ai primi anni del Novecento.

 

Gli artisti appartenenti alla corrente espressionista intendevano, attraverso le loro opere, esprimere i propri sentimenti anziché rappresentare oggettivamente la realtà, la quale veniva deformata ed esasperata.

 

Tra i temi principali dell’Espressionismo troviamo la Guerra, le lotte di classe, la perdita di valori ideali e le polemiche contro la società borghese. Tali artisti avevano inoltre l’intento di criticare le correnti passate accusando i loro precursori di dipingere tele che non erano in grado di comunicare con lo spettatore. Tuttavia, come vedremo tra poco, alcuni pittori appartenenti all’Espressionismo, prediligevano altri soggetti.

 

L’Espressionismo tra Francia e Germania

 

L’Espressionismo si manifestò principalmente in due aree: Francia e Germania.

 

Per quanto riguarda la Francia, l’Espressionismo prese vita nelle opere dei Fauves (Belve) di cui vi avevo parlato qualche tempo fa nel mio articolo dedicato a Henri Matisse. Tali artisti, in comune con gli espressionisti tedeschi, avevano la volontà di esprimere tensioni e stati d’animo attraverso l’uso di colori violenti, le forme essenziali e i tratti marcati e incisivi. Tra i soggetti preferiti dei Fauves vi erano i nudi, le scene di vita quotidiana ed i paesaggi.

 

 

In Germania, invece, si formarono due gruppi: i Die Brücke (Il Ponte) e i Blaue Reiter (Cavaliere Azzurro). Il gruppo dei Die Brücke nacque dalla volontà di un piccolo gruppo di artisti che voleva rappresentare la sofferenza della condizione umana. Per questo essi realizzavano corpi fortemente deformati dipinti con colori forti e, inoltre, evitavano la prospettiva cercando di non dare alcuna illusione di volume e profondità. I fondamenti del movimento furono dettati da Ernst Ludwig Kirchner nel manifesto Il Ponte.

 

La rivista Der Sturm

 

Per potersi rivolgere ad un pubblico più ampio, gli Espressionisti si avvalsero di riviste indipendenti e autoprodotte che, nel XX secolo, erano molto in uso. Fu in particolare la rivista Der Sturm, fondata da Harwarth Walden, a fungere da mezzo di propaganda per la corrente espressionista.

 

 

Negli anni seguenti questo movimento divenne un forte stimolo per altri artisti. Fu così, infatti, che nel 1911 Kandinskij e Franz Marc fondarono a Monaco il gruppo Blaue Reiter. Anche il Cavaliere Azzurro fu un fenomeno di grande rilevanza ma, al contrario del gruppo de Il Ponte, evitò totalmente la politica, avvicinandosi così al lato gioioso della vita come il gruppo Fauves. Il nome Cavaliere Azzurro derivava dal fatto che Kandinskij adorava il blu, per lui il colore della spiritualità, mentre Marc amava i cavalli. Il gruppo si sciolse nel 1914 a causa dello scoppio della Prima Guerra Mondiale e di alcuni diverbi all’interno del gruppo.

 

 

Direi che per il momento è tutto. Vi prometto che nei prossimi articoli non vi torturerò con una miriade di artisti espressionisti come ho fatto con l’Impressionismo (del resto quella è la mia corrente preferita e non sono riuscita a trattenermi) ma cercherò di limitarmi agli esponenti più importanti. Dunque, se siete interessati, vi aspetto fra due settimane!

 

L’artista deve esercitare non solo i suoi occhi, ma anche la sua anima.

 

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