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Le lamentele non vi salveranno dal Corona Virus

Le lamentele non vi salveranno dal Corona Virus

In un momento storico come questo è difficile poter scrivere qualcosa che non riguardi la sofferenza che, da tre settimane ormai, ci sta attanagliando. Giornali, blog, televisioni di tutto il mondo, ogni sera annunciano liste di numeri, spot strappa lacrime, avvertimenti e consigli, come un appuntamento fisso irrinunciabile che ci tiene incollati allo schermo in attesa di tirare un sospiro di sollievo.

Un sospiro di sollievo che, ancora, sembra lontano anni luce.

Nel mio ultimo articolo cercai di spiegare la situazione Corona Virus, in chiave quasi scettica: allarmata sì, ma con l’ingenua speranza che tutto si sarebbe risolto nel giro di poco più di un mese, contando sul buonsenso degli italiani e del suo governo. Dopo pochi giorni da quell’articolo la situazione è iniziata a precipitare, al limite del controllo umano, in un modo che poteva essere previsto solo da pochi eletti.

La comunicazione della malattia e del rischio associato, ha fatto acqua da tutte le parti sin dall’inizio.

Non solo per le fake news, ma per il divenire veloce di un nemico sconosciuto. I modelli di contagio erano stati predetti in base a virus conosciuti in passato, combattuti e ridotti allo stremo. Questo modo di agire non è sbagliato ed è caratteristico di uno scienziato: mette in allerta fornendo le classiche armi preventive che hanno precedentemente funzionato ed osserva il nemico mentre ci attacca, per studiarne l’evoluzione, i suoi punti deboli. Non sempre però, tutto va come previsto. La scienza non è un oracolo.

La scienza è studio, sacrificio, responsabilità. È tempo.

Cerchiamo di avere fiducia e di non attaccare il nostro sistema con le solite lamentele da italiano medio, inneggiando al complotto e proclamando come erronee le decisioni fin qui prese. Tutti hanno agito nelle loro possibilità e conoscenze.

Quando vi ritroverete nuovamente a criticare coloro che sono coinvolti in prima persona ad affrontare questa emergenza sanitaria, domandatevi: siete in grado di fare meglio? Avete davvero la capacità, l’esperienza, i titoli di studio ed il coraggio di prendere la decisione più giusta?

Che poi, definire una decisione giusta o sbagliata in questo momento, è un po’ da presuntuosi. Perché non esiste una soluzione definitiva, esistono più soluzioni che, insieme, fanno la differenza.

Stare a casa, lavarsi le mani, mantenere le distanze, disinfettare superfici sono parte di quelle tesserine che compongono il puzzle della vittoria.

Quindi invece di rimanere nella spirale della negatività e della polemica, abbracciate come compagna di quarantena la positività e la speranza. Se questo non vi basta, raggruppate tutta la vostra rabbia repressa per studiare e guadagnarvi i titoli necessari: magari alla prossima emergenza sanitaria ci sbalordirete tutti con le vostre manovre d’emergenza.

Stay strong” e prendete il meglio da questa esperienza. Alla fine di tutto questo, non solo saremo felici ed emozionati, ma avremo imparato più cose di quanto non avremmo fatto in due anni solari.

Autore del Post

Sarah Rijli

Sarah, ha raggiunto la temuta soglia dei 27 anni ed è un miscuglio di nazionalità diverse. Vive – quasi beatamente – tra i colli fiorentini e senesi, con tre gatti ed un giardino che non usa mai. Traveller per necessità e laureata in Biologia nella vita quotidiana. Sempre pronta a documentarsi scientificamente sulle ultime tendenze, con tanto entusiasmo e una punta di cinismo. Perennemente alla ricerca della felicità e dei prodotti cosmetici perfetti.

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