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PIAZZE E SARDINE

PIAZZE E SARDINE

PIAZZE E SARDINE.

Subito dopo è iniziato il solito gioco delle cifre delle piazze: centomila e più secondo gli organizzatori, la metà secondo la questura. Parlo della manifestazione delle cosiddette “sardine” a Roma in piazza San Giovanni. La piazza delle grandi occasioni, dei concertoni del Primo Maggio, dei grandi eventi della sinistra, luogo dove i riconoscevano affetti e passioni politiche. La piazza era piena e, ad un occhio esperto, basta un’occhiata rapida per capire come la manifestazione sia stata un successo incredibile fino a un mese fa.

Ed è un evento ancora molto sottovalutato, giustamente surclassato da eventi come la politica di bilancio del governo, la Brexit, l’ennesima crisi bancaria devastante, ma tuttavia sottovalutato anche da politici navigati , perché vuol dire un cambio di pelle.

Attenzione, non si tratta solo di contenuti o meglio di parole d’ordine delle “sardine” sui quali si può essere d’accordo oppure no. Io ad esempio mi ritrovo molto d’accordo su valori di antifascismo, di antirazzismo, di una politica non urlata, ma questo non basta. C’è sempre qualche politico che fa una strizzatina d’occhio e dice “sono d’accordo!”, pronto al prossimo giro di boa.

Anche perché altre piazze si sono riempite, di segno opposto, magari di colore verde padano e con valori opposti. Aldilà delle opinioni politiche,non sarebbe giusto dire che le piazze delle sardine , oltre i numeri, siano migliori di quelle verde padano. Non faccio una questione di argomenti, di valori, di toni sui quali si potrebbe discutere per ore. Parlo delle modalità.

Differenze

I raduni leghisti hanno origine e sono organizzati da un partito consolidato sul territorio, il più “antico”, se così si può dire, partito italiano ancora in vita, con i suoi presidi fisici sul territorio, i suoi mezzi di informazione, i suoi giornali, un leader che può rimanere simpatico o antipatico, ma che esiste ed è anche molto ingombrante.

Chi va in piazza con la Lega sa cosa può aspettarsi, ha un leader (il Capitano) in cui riconoscersi fino ad arrivare ad un culto della personalità de noantri, ne conosce i rituali, seppure cambiati negli ultimi anni.

Le “sardine” non hanno tutto questo. L’organizzazione è data semplicemente dai social online con alcune parole d’ordine. Non c’è un programma preciso che non sia dato da certi valori di base imprescindibili. Manca un leader riconoscibile, anche se qualcuno delle “sardine” ha già fatto qualche apparizione televisiva. Ma vuoi mettere con Salvini al mare, in montagna, con la Nutella, col moijto e così via.

La sottovalutazione

E qui si va alla sottovalutazione di cui parlavo all’inizio. Centomila persone sono scese in piazza a Roma e decine di migliaia in tutta Italia perché c’è una voglia istintiva di partecipare da parte di chi in questi anni è stato senza voce, da chi aveva partecipato all’ultima manifestazione preistorica nel 2002 con Sergio Cofferati al Circo Massimo, di chi non si sente poco o affatto rappresentato da un partito di notabili come è diventato il PD, né da quel caos che sono diventati i Cinque Stelle e non trova interlocutori affidabili nei partitini di sinistra. Non si sa come le sardine si esprimeranno e se si esprimeranno nelle urne, se diventeranno movimento oppure no. Sono migliaia di personaggi in cerca di autore che non sanno ancora il nome di quale autore deporre nell’urna.

Ma sono in grado gli attuali partiti e movimenti di dare risposte a questo popolo che “nome non ha” tanto da prendere un nome di pesce ? Ho i miei dubbi ma non dispero.

Come diceva il vecchio Mazzini un popolo per diventare tale e non essere massa buona per il populismo d’accatto ha bisogno di istruzione ma soprattutto di educazione, di educarsi ad essere popolo consapevole e non semplicemente società liquida. Ci riusciranno i nostri eroi? Non diamo ai posteri l’ardua sentenza, cerchiamola da noi nel nostro oggi.

 

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Autore del Post

Tiziano Arrigoni

Massetano - follonichese - piombinese - solvayno, insomma della Toscana costiera, con qualche incursione fiorentina, Tiziano Arrigoni è un personaggio dalle varie attività: scrittore di storia e di storie, pendolare di trenitalia, ideatore di musei, uomo di montagna sudtirolese ed esperto di Corsica, amante di politica - politica e non dei surrogati, maremmano d'origine e solvayno d'adozione, ecc. ecc... ma soprattutto uno che, come dice lui, fa uno dei mestieri più belli del mondo, l'insegnante (al Liceo Scientifico "E.Mattei" di Solvay) e, parlando e insegnando cose nuove, trova ispirazione e anche "incazzature", ma più la prima, dai suoi ragazzi di ieri e di oggi.

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