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Recensione “Rusty Dogs – Le vittime della pace”, Alessio Adami

Recensione “Rusty Dogs – Le vittime della pace”, Alessio Adami

RUSTY DOGS – LE VITTIME DELLA PACERusty dogs

Di Alessio Adami

 

 

Editore: Book Road

Pagine: 204

Volume: 2

 

SINOSSI. Cos’è diventato l’uomo? Una merce, un essere intorpidito dai social e dall’informatica onnipresente; una specie allevata da alieni per un unico scopo: ottenere un Dna raffinato che porterebbe, inevitabilmente, all’estinzione dell’essere umano. A questo piano si oppongono i Rusty Dogs, infettando i server informatici mondiali e nascondendo gli eletti, i migliori esempi genetici della nostra specie. La loro è una guerra silenziosa, condotta nell’ombra per salvare una società videosorvegliata e dalla quale sono emarginati. In un’atmosfera noir, che sembra rispecchiare lo stile cinematografico di Tarantino, si snoda una trama passionale, tra risse, riflessioni sul senso della vita e sul futuro dell’umanità.

 

RECENSIONE.

<< Sai cosa ti dico? Ho visto morire diversi amici che affermavano di essere pronti a fronteggiare la propria ora, ma quando ti muoiono tra le braccia sono sempre stupiti. Più che terrorizzati, stupiti che sia finita così. E il loro sguardo ti accompagna per sempre. Lo stupore è forse più pericoloso della paura: la paura puoi domarla o almeno provare a farlo, ma sai che per quanto tu ci provi, lo stupore ti coglierà sempre impreparato. Credo sia questa l’astuzia della Signora Morte. Quindi, sono pronto a morire? Credo proprio di no!>>

Faccio subito una piccola e veloce premessa: purtroppo non ho avuto la possibilità di leggere il primo volume Rusty Dogs e anche se i due volumi sono autoconclusivi consiglio la lettura di entrambi i volumi nel suo ordine, per entrare meglio nella storia raccontata. L’autore comunque, attraverso il prologo, fa un accenno alla storia riportata nel primo volume, utile a chi (come me) purtroppo non lo ha letto ed utile anche al lettore del primo volume per riportare alla mente le vicende narrate precedentemente.

<<La tecnologia e la connettività all’inizio ci hanno fatto sentire liberi e poi ci hanno limitato, facendoci adattare ai loro bisogni piuttosto che ai nostri. Ormai, molti di noi hanno imparato a vivere quasi con una mano sola, tenendo sempre nell’altra un telefono.>>

Il tema trattato nel libro è molto attuale. Nel prologo infatti Navarro, che è uno dei molteplici protagonisti di questa storia, ci racconta che è stato ormai superato il punto in cui è l’uomo al servizio della tecnologia (chiamato punto di “Singularity”) e che la situazione è ben più peggiore; L’uomo non si rende conto di quanto è schiavo della tecnologia, di quanto ne è assuefatto, e solamente un gruppo nato negli anni ’70 può rendersene conto e salvare l’umanità da un destino terribile: l’estinzione. Questo gruppo è chiamato Rusty Dogs.

Il romanzo non ha un genere preciso, infatti spazia tra diversi generi: fantascientifico, noir, rosa e a tratti erotico e anche un pò anche tragi-comico, se potete passarmi il termine. In alcuni punti si riesce, nonostante il tema e il genere principale non lo preveda, a ridere un pò sulle vicende che capitano ai protagonisti.

<< Pensi che non ci rivedremo più?>> chiese il Lupo, sporgendosi dal finestrino.

<< Qualcosa del genere. Come i soldati al fronte che, una volta finita la guerra, finiscono alcolizzati, insonni e che non riescono più a dormire sul materasso. Conservano solo il ricordo di quei compagni che hanno sfidato la morte insieme a loro. Gli altri intorno non sanno cosa abbiamo passato e quindi non riusciranno mai a capirli. Saranno estranei per sempre, dentro e fuori di sé. Magari il suono di un campanello li farà tremare di terrore e nessuno capirà il perché. Ignorati come le vittime di un terremoto quando le telecamere della televisione si spengono, come le vittime di un disastro che non interessa più ai politici: vittime della pace>> disse Navarro, guardando negli occhi sia il Lupo che Rachele.

In questo libro si parla proprio di questo: le vittime della pace, ovvero quelle persone che rimangono in vita alla fine della guerra (che nel caso specifico, per l’umanità questa guerra nemmeno è esistita) e che vengono “dimenticate”. L’espediente utilizzato dall’autore per raccontare questa condizione mi è piaciuto molto: E’ Navarro, che alla fine della guerra si dedica alla stesura di un romanzo che racconta le gesta dei suoi compagni e ci racconta cosa è accaduto ai protagonisti, intervallato da momenti ambientati nel tempo presente in cui i personaggi si raccontano e rivelano una preoccupazione ben più grande.

Il romanzo, è scritto in modo crudo, non contiene molte descrizioni ambientali e caratteriali dei personaggi e per questo va dritto al punto, è molto diretto; il linguaggio utilizzato a tratti è anche molto scurrile, rude, senza “fronzoli” e paroloni.
Concludendo, il romanzo è leggero, scorrevole e incalzante; riesce a tenerti piacevolmente impegnato senza mai annoiarti.

Lo consiglio veramente a tutti, perché non avendo un genere ben preciso, riesce ad abbracciare un pò tutti i lettori; unica cosa è che prima di leggere questo volume, per apprezzare appieno la storia che viene raccontata, consiglio di leggere prima il primo volume.

(… E poi, che posso dire, una dei protagonisti principali si chiama “Rachele”… cioè, un nome, una garanzia no?)

 

Ringrazio tantissimo Alessio Adami che è stato gentilissimo ad inviarmi una copia cartacea con dedica e che è stato disponibilissimo in chat per eventuali domande o dubbi. 
Grazie!

 

Ringrazio voi per aver letto fino a qua e vi auguro, come sempre,

Buona Lettura!

 

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Rachele.

 

 

 

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Rachele Bini

Rachele, 29 anni. Una, Nessuna, centomila. Aspirante Giornalista, scrive per "Il Tirreno". Studentessa lavoratrice con l’hobby di leggere, dalle scritte sui muri ai grandi classici della letteratura.

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