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Preparativi di viaggio: quell’insana passione per “la lista”

Neal Deiotti, la voce più autentica della Beat generation

Neal Deiotti, la voce più autentica della Beat generation

Neal Deiotti nasce nel deserto della Pennsylvania da Rick, autotrasportatore di bestiame, e Sonia, vitello. È il torrido febbraio 1922, il mondo non sa ancora che di lì a poco sprofonderà nel dramma del primo conflitto mondiale. La famiglia Deiotti non se la passa bene ed è costretta a vivere in un camper, precisamente nelle giunture del portellone del caravan di una famiglia di campeggiatori slovacchi. Rick e Sonia non hanno soldi per far studiare tutti i figli, così Neal, figlio unico, si arrangia con vari lavoretti: lustrascarpe, venditore di caramelle, amministratore delegato.

L’incontro con la poesia

A nove anni il folgorante incontro di Neal con la poesia. Il famoso professore di letteratura Terence Giocattoli invita il piccolo a prendere un orzo e dopo due chiacchiere sulla Juve lo violenta in un sottoscala. Uno dei carabinieri intervenuti per il fattaccio, tenente colonnello Matthews, combinazione è un grandissimo appassionato di poesia. In caserma, per consolare il bimbo violato, gli legge Foscolo, Shakespeare, T.S. Eliot, Whitman. Il giovanissimo Neal Deiotti, incantato da quei versi ganzissimi, capisce quale sarà la sua strada, e in capo a una decina d’anni diventerà la voce più oscura – e forse per questo più autentica – della Beat generation.

La “Playlist del dolore”

Nel 1951 fa appena in tempo a pubblicare Playlist del dolore, la sua raccolta più fortunata, che la caccia alle streghe del senatore McCarthy lo accusa di simpatia per il comunismo internazionale. Neal ci resta malissimo perché altro che simpatia, lui del comunismo vuole essere uno dei rappresentanti galattici. Rischiare, rischia grosso, così decide di espatriare e raggiungere il Paese con il Pci più forte del mondo, però dell’Occidente, perché scemi sì, coglioni no. Approda quindi in Italia, precisamente in Romagna, dove il suo nome viene italianizzato in Nilde Iotti.

Ai funerali di Stalin…

Nell’estate del ‘55, in qualità di sindaco di Forlì, la Nilde va a Mosca ai funerali di Stalin. Qui incontra il segretario nazionale Pci Palmiro Togliatti il quale, dopo l’attentato del 1948, si trova vittima di un nuovo, dolcissimo agguato, che lo colpisce dritto al cuore. Innamorato pazzo di quel donnone della Nilde, Togliatti non vede l’ora di tornare in Italia e sposarla davanti al parroco Fernandel. Ma “Il Migliore” ha già una moglie e il Pci si mette di traverso: «Se la lascia per una bella cavalla va bene, ma per questo comò con le zampe… eddai!», tuona l’allora vice segretario Giorgio Napolitano. Tra il sentimento e il partito Togliatti sceglie il partito e per levarsi il dente dona la Nilde all’Urss, che vista la stazza della signora la impiega nella guerra sporca sotto le false spoglie del micidiale automa Volgograd 4000. Ora però è anziana e sta a Rovigo.

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Niccolò Re

Niccolò Re è nato a Sarzana nel 1986.

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