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La prima volta che mi sono innamorato

La prima volta che mi sono innamorato

La prima volta non si scorda mai, vero?

Cioè, dipende dalla prima volta: la prima volta che ho parlato non me la ricordo, così come la prima volta che ho camminato, eccetera. Però ci sono naturalmente altre prime volte che mi ricordo bene, per esempio la prima volta che mi sono innamorato.

La prima volta che mi sono innamorato è stata nel 1996.

No vabbè, ora forse dire “innamorato” è esagerato, diciamo la prima volta che mi sono fidanzato è stata nel 1996.

Anche “fidanzato” è esagerato? Boh, può essere. Ma allora trovatemela voi la frase giusta, non so.

Comunque: nel 1996 mi sono fidanzato/messo insieme con una compagna di classe.

Ero in Quinta Elementare, era il mese di novembre. Penso mercoledì 6 novembre, per la precisione.

Alle 13,30 si giocava Bosnia-Italia, la prima volta della nazionale bosniaca contro di noi. Naturalmente avrebbero vinto per 2-1 (gol di Salihamidzic al 5°, pareggio di Chiesa al 10° e gol vittoria di Bolic al 43°: sarebbe stata l’ultima partita da Commissario Tecnico azzurro di Arrigo Sacchi, che dopo meno di un mese sarebbe tornato al Milan. Ma questa è un’altra storia…).

Ero in fermento per la partita perché si sarebbe giocata in un orario strano, alle 13.30, cioè, mentre pranzavo, che matti gli organizzatori! Quindi quel giorno avevo solo quel pensiero.

Però, verso le 12, accadde l’impensabile.

Eravamo in aula tv a guardare una videocassetta, penso “Alla ricerca della Valle incantata” con Piedino il dinosauro come protagonista, fra l’altro grande interpretazione ingiustamente non premiata dall’Oscar.

Io ero fra le ultime file nella parte di sinistra che guardavo coinvolto il film, ma dall’altra parte dell’aula un mio compagno di classe mi disse, a bassa voce ma non tanto: “Nico, Laura (nome di fantasia) ti ama!”.

Allora, facciamo un passo indietro: Laura (nome di fantasia) effettivamente mi piaceva, lo sapeva lei ed anche gli altri, ma per me era una cosa ormai abbandonata, figuriamoci se potevo garbarle. Ed invece, tac, le piacevo. Anzi, addirittura mi amava (quante volte, nel mondo è stato detto – e si dice – “ti amo” senza sentirlo davvero…).

Bosnia-Italia diventò il mio secondo pensiero di quel giorno. Garbavo a Laura, ed ora?

Ed ora dovevamo ufficializzare la questione. Però non potevamo in quel momento, io ero a sinistra, lei a destra, va bene che l’aula era semi buia, ma c’è un limite a tutto, ed a 10 anni per me il limite era tutto.

C’era però un nostro compagno di classe che non aveva preso bene questa novità, evidentemente perché anche lui attratto da Laura (nome di fantasia): mi guardò e fece il pollice verso come gli imperatori romani al Colosseo. Per fortuna non venni sbranato da nessuno, anche se ai tempi delle Elementari il pollice verso (che voleva dire “non sono più tuo amico”) mi faceva soffrire più del Milan attuale.

Comunque, tornammo in classe e presi in mano la situazione: andai da Laura (nome di fantasia) e le dissi “Ehi, ma allora ci fidanziamo?”. Lei rispose “ok, ma non dirlo ai tuoi genitori”.

“Figurati, nessun problema!”

Nessun problema.

Arrivarono le 12.30, campanella che suona e si esce, mio padre a prendermi, montiamo in macchina, “Babbo mi sono fidanzato!!!”.

Lo dissi a tutta la famiglia. E cavolo, era la prima volta che mi fidanzavo, dovevo tenermelo per me? Ma ovviamente non doveva saperlo nessun altro, soprattutto lei.

Il fidanzamento durò un mese e mezzo, eravamo fidanzati platonici (adesso a 10-11 anni mi sa che il platonismo non è più apprezzato come un tempo, forse) e ci lasciammo per colpa mia: feci a mensa una battuta che lei non gradì (“Ora ci sposiamo eh, i miei genitori stanno organizzando!” o una roba del genere) e lei dopo poco, tramite una nostra compagna, mi lasciò e mi odiò per tutto il resto dell’anno.

La mia delusione finì dopo pochi giorni: Babbo Natale mi portò il SuperNintendo, SuperMarioBros e il Subbuteo (e qualche altra cosa che non ricordo). Figurati se l’amore spezzato poteva farmi stare male.

A chi in questo periodo sta male per amore, spero che Babbo Natale (che esiste, in un modo o nell’altro) gli allieti la sofferenza. Sappiate inoltre che l’amore prossimo è lì che vi aspetta ed un giorno ve ne accorgerete.

P.S: comunque con Laura (nome di fantasia) i rapporti migliorarono ed ora sono buoni.

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Autore del Post

Nicolò Bagnoli

Nasce nel 1986, nel 2010 ha l'idea di WiP Radio di cui è il direttore, è quasi alto come Berlusconi, davanti ad un microfono può starci ore. Parlando, ovviamente.

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