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Docenti del mondo della sinistra

Docenti del mondo della sinistra

Partiamo dal presupposto che non è giusto fare classifiche tra i totalitarismi e che il comunismo è il peggiore di tutti, seguito dal nazismo e molto distanziato dal fascismo. Tuttavia come sostenuto dall’onorevole Massimo Dalema (Ulivo) in una recente intervista rilasciata all’Huffington Post il comunismo laddove come in Italia non è mai andato al governo – fortunatamente – è riuscito a esercitare un effetto positivo sulla società stimolando riforme interessanti quali la liberalizzazione delle licenze dei taxi e altro. Il presidente e vinificatore pugliese dimentica però un altro settore in cui la piaga del socialismo reale ha portato effetti ahinoi positivi, cioè la pubblica istruzione. Infatti a cavallo tra lo scorso e il presente millennio la massiccia presenza di docenti di estrema sinistra nelle scuole superiori ha consentito a noi studenti svogliati vicini all’ex ministro Marzano di prendere molti voti bellissimi senza studiare. Questo perché in caso di insegnante di lettere progressista (95% circa) quando c’era il tema non serviva studiare in quanto era sufficiente parlare male del dottor Silvio Berlusconi, presidente del centrodestra, di Fininvest e del Quirinale, la carica più alta disponibile ovviamente dopo il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Vicini. Ad esempio c’era la traccia su Pascoli e per prendere un bel 10+++ bastava scrivere: “Fanciullino fanciullino… intanto quel Berlusconi fa di quelle figure in Europa! E lo dice il Sole24Ore, che non è certo la Pravda!”. Oppure quando c’era il tema sul Tasso era una buona idea scrivere: “Gerusalemme liberata a differenza del nostro Paese (maiuscolo perchè si intende Italia, non un tipico paesino dell’Umbria, ndr) che speriamo si liberi presto dal nano di Arcore!”. Il nano di Arcore ovviamente era Berlusconi in quanto alto 177 centimetri, non così pochi ma niente a confronto del suo rivale Romano Prodi, alto oltre due metri e infatti morto giovane come capita ai cani di grossa taglia. Ad ogni modo questo meccanismo scolastico per diversi anni ha spinto gli studenti a non studiare le materie umanistiche: niente Dante, Carducci e D’Annunzio, niente Epica, niente Geminello Alvi, insomma deserto assoluto. E chi glielo faceva fare! Tanto conveniva prepararsi qualche calunnia verso l’infaticabile presidente Berlusconi e il successo era garantito. Questo ha favorito lo sviluppo di una generazione di studenti molto ignoranti che non sanno niente di libri, teatro, poesia e altre cazzate. E ciò, ironia della sorca, è accaduto proprio a causa di quei professori statalisti che sono fissati con la cultura e che impazziscono di dolore e rabbia se per sbaglio dal Ministero tolgono mezzo milione alle biblioteche per darlo alla cura dei bimbi del Gaslini, insomma la classica legge del contrappasso di coso lì Iacopone da Todi.

Autore del Post

Niccolò Re

Niccolò Re nasce a Sarzana (Sp), dove attualmente vive, il 21 maggio 1986. Maturità scientifica, Laurea in Cinema, nel 2012, un po' per caso, intraprende il mestiere di giornalista, che svolge tutt'ora presso la testata online Città della Spezia. Tra i suoi hobby il calcio, la musica, la storia, l'antropologia. Ama gli animali e ha un bellissimo e simpatico cane di nome Camillo. Dal 2016 convive con l'economista Irene Tinagli.

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