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IF I NEEDED SOMEONE (Lennon – Mc Cartney)

IF I NEEDED SOMEONE (Lennon – Mc Cartney)

IF I NEEDED SOMEONE

(Lennon – Mc Cartney)

Lennon: cori,, chitarra ritmica
Mc Cartney: cori, basso
Harrison: voce, chitarra solista
Starr: batteria, tamburino tamburino
Registrazione: 16 e 18 ottobre 1965

Produttore: George Martin • Fonico: Norman Smith
30 dicembre 1965 (LP Rubber Soul)

In uno dei pochi giorni di riposo durante il tour americano del 1965 – fra il 23 e il 27 agosto – i Beatles presero parte a una seduta di registrazione dei Byrds, probabilmente su invito di Derek Taylor, il loro ex addetto stampa che in quel periodo lavorava per il gruppo di David Crosby. I Byrds avevano da poco pubblicato l’album Mr Tambourine Man (uscito negli Stati Uniti il 21 giugno 1965), che fra le altre canzoni includeva un rifacimento di The Bells Of Rhymney, adattamento in musica realizzato da Pete Seeger di una poesia del gallese Idris Davies – cantore dei minatori del Galles meridionale – ed erano appena rientrati in patria dopo un tour in Gran Bretagna iniziato l’8 agosto e conclusosi il 22 o il 23 agosto.

Fu probabilmente questo incontro a ispirare a George Harrison la composizione di If I Needed Someone, che si può quindi datare fra agosto e ottobre del 1965; quel che invece è sicuro è che l’introduzione di chitarra del brano è direttamente ispirata a quella di The Bells Of Rhymney e che Harrison non mancò di riconoscerlo.
Roger (Jim) McGuinn dei Byrds: “George ci mandò un acetato della canzone, con il messaggio ‘questo è per Jim’ per via di quella frase di chitarra”. E lo stesso Harrison lo confermò al New Musical Express poco dopo la pubblicazione di Rubber Soul.

Per inciso, If I Needed Someone fu pubblicata a 45 giri nel dicembre del 1965 dagli Hollies di Graham Nash; ma l’autore della canzone non fu per nulla soddisfatto del risultato. Harrison: “L’hanno incisa come loro nuovo singolo, ma la loro versione non è il mio genere. L’hanno rovinata. Gli Hollies sono bravi musicalmente, ma dal modo in cui fanno i loro dischi si direbbe che sono dei sessionmen che si sono appena incontrati in studio di registrazione senza mai essersi conosciuti prima. Tecnicamente sono a posto, ma niente di più”.
La replica non si fece attendere. Graham Nash: “Questo commento ci lascia delusi e addolorati. E comunque siamo stufi del fatto che ogni cosa che fanno o dicono i Beatles diventi legge. Quel che ci dispiace di più è che George Harrison ci critica come musicisti. E vorrei chiedergli: se della sua canzone abbiamo fatto un pasticcio disgustoso, che ne direbbe di devolvere in beneficenza tutte le sue royalties della nostra versione?”
Il 45 giri degli Hollies rimase nella Top 50 per nove settimane, salendo fino alla ventesima posizione e diventando comunque la prima canzone di George Harrison a entrare nelle classifiche dei singoli.

Nella sua autobiografia I Me Mine, George ha dato una sua descrizione di If I Needed Someone. Harrison: “È come un milione di altre canzoni scritte su un accordo in re. Se muovi un po’ le dita intorno a quell’accordo puoi ottenere parecchie piccole melodie (e qualche volta ne ottieni parecchie piccole malattie). Quella frase di chitarra, o qualche variazione su quella frase, si ritrova in molte canzoni, e mi sorprende che la gente ancora riesca a escogitare nuove permutazioni delle stesse note”.

La canzone di George fu portata ad Abbey Road il 16 ottobre, terzo giorno di registrazioni per l’album Rubber Soul, ma fu affrontata solo alle 23, dopo che il gruppo aveva già speso più di otto ore a realizzare Day Tripper. Ci fu appena il tempo di registrare una take della base ritmica (George alla 12 corde, John alla chitarra ritmica, Paul al basso e Ringo alla batteria). Le sovraincisioni furono effettuate due giorni dopo, il 18 ottobre, e consistettero nella voce solista di George (due volte), nei cori di John e Paul (due volte), in nuovi interventi di chitarra 12 corde di George e nel tamburino di Ringo. Richiesero un’ora e mezza di tempo, poi i Beatles si dedicarono a In My Life.

If I Needed Someone è l’unica composizione di Harrison a essere entrata nelle scalette dei concerti dal vivo dei Beatles. C’era nel breve tour britannico del dicembre 1965 e ci fu – come terza canzone in programma – in tutti i concerti del tour internazionale del 1966; come tale, fu eseguita nell’ultimo concerto dal vivo dei Beatles davanti a un pubblico pagante al Candlestick Park di San Francisco il 29 agosto 1966.

George Harrison, per parte sua, non la eseguì nel suo tour americano di novembre-dicembre 1974 ma la ripescò nel tour giapponese con Eric Clapton (dicembre 1991), documentandola anche in Live In Japan, l’ultimo album da lui pubblicato in vita (1992).

Nel tributo live “Concert for George” (Londra, Royal Albert Hall, 29 novembre 2002) If I Needed Someone è stata cantata da Eric Clapton.

 

 

Estratto da “Il libro bianco dei Beatles” di F. Zanetti – Ed. Giunti

Autore del Post

Ernesto Macchioni

Il mare in tempesta fu improvvisamente colpito ai fianchi da un milione di tonnellate di olio. Fu così che venne alla luce Ernesto Macchioni in un'inaspettata giornata d'estate in pieno novembre 1961. La finestra fu finalmente aperta, Ernesto si affacciò e venne invaso da un fiume di luce e salmastro. L'infanzia la passò a cercare di capire se era meglio saper giocare a pallone o ascoltare la musica. Scelse la seconda ipotesi, senza rendersi conto di quanto si sarebbe complicato la vita. Il mare lo guardava perplesso. Faceva le scuole medie quando imparò a suonare la chitarra. Divenne amico intimo di Francesco Guccini, Francesco De Gregori, Lucio Battisti, cercando di scacciare l'inopportuna presenza di Claudio Baglioni. Erano amici fidati, a loro non importava se non sapevi giocare a calcio. Il mare scuoteva la testa. Alle superiori si illuse che il mondo era facile e cambiò religione diventando comunista. Bussarono alla porta di casa gli Inti-illimani e li fece entrare. (Battisti lo nascose nell'armadio). Claudio Lolli chiese "permesso" e lo fece accomodare. Pink Floyd e Genesis erano degli abitué ormai da tempo. La casa era piena di gente. Sua madre offriva da bere a tutti (ma non riuscì mai a capire cosa ci faceva quel ragazzo riccioluto rintanato fra i vestiti). Il mare aspettava. Venne l'ora provvisoria del buon senso e del "mettisufamiglia". La chitarra si era nel frattempo trasformata in un pianoforte. La casa era grande adesso e, oltre ai figli, poteva contenere anche vecchi giganti come Chet Baker e Miles Davis, lo zio Keith Jarrett e il nipotino Pat Metheny. La moglie offriva da bere a tutti, compreso Lucio Battisti che si era da tempo tolto la polvere dell'armadio di dosso. Qualcuno aveva infranto i sogni e il muro di Berlino, scoprendo che era fatto di carta come loro. Il mare si fece invadente e, stanco di aspettare, entrava anche in casa nei momenti più inopportuni. Era una folla. Quando Ernesto decise di far entrare anche Giacomo Puccini, Giuseppe Verdi e Gabriel Fauré la situazione cominciò a farsi insostenibile. Soprattutto quando il nostro protagonista scoprì che tutti, ma proprio tutti, compreso Francesco Guccini, sapevano giocare a pallone. Era un caos indefinibile vederli giocare fra le stanze, scoprire che De Gregori poteva benissimo entrare in sintonia con Giacomo Puccini e servirgli un assist da campionato del mondo preciso sulla testa. E tutto sotto lo sferzante vento di libeccio che infuriava in tutta la casa. Il mare si godeva le partite con un braccio sulla spalla di Ernesto, in totale stato confusionale. Quando in casa entrò Wolfang Amadeus Mozart la casa scoppiò. Ernesto lo trovarono sorridente fra le macerie. Lo videro togliersi i calcinacci dalle spalle, prendere un pallone e cominciare a palleggiare (un po' impacciato a dire il vero). Qualcuno giura di aver visto Lucio Battisti, con indosso una giacca di Ernesto, allontanarsi allegramente a braccetto con Giuseppe Verdi. Il mare, un po' invecchiato, respirava adagio sulla battigia.

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