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L’uccello che vola più in alto di tutti

L’uccello che vola più in alto di tutti

Frequento la seconda elementare a El Paso, Stato del Texas. L’altro giorno arrivo a scuola e nel corridoio scorgo il solito gruppetto dei più svegli della classe che parlotta e se la ride. Mi vedono, mi chiamano: “Ehi Kupinski, vieni qua un attimo”. Vado. “Lo sai qual è l’uccello che vola più in alto?”, mi chiedono divertiti. Io lo so e rispondo senza problemi: “Quello dell’astronauta”. Loro si fanno perplessi per la prontezza della risposta. Poi dopo qualche secondo di gelo ripetono: “Quello dell’astronauta, sì! Ahahahah!”, e mi tirano uno spintone ridendosela di gusto. Io non capisco ma me ne vado al banco senza fare tanti discorsi. Nel pomeriggio, dopo i compiti, mi ronza in testa quel breve scambio con i miei compagni e proprio non comprendo le ragioni della loro smodata ilarità. Inoltre, mi dico, è davvero un bel pezzo che non vado a trovare l’astronauta di cui mi hanno domandato, il simpatico signor McGeady, che mi ha sempre spiegato di essere in possesso di un condor che vola a trecentomila piedi di altezza. Siamo amici da un pezzo, vive da solo in un capanno a un paio di isolati da casa mia. Ora ha una sessantina d’anni e col cosmo ha chiuso, ma da giovane mi ha raccontato di essere stato parecchie volte su Plutone con l’Apollo 12. Prendo su lo zainetto, mi vesto bene e mi avvio verso casa sua senza prima fare merenda, sicuro che come sempre mi darà un bel bicchierone di latte e dei Grisby alla nocciola. E infatti mezz’ora dopo sono lì nel suo salotto che sgranocchio i miei biscotti preferiti sorseggiando Granarolo.

“E allora, come mai qui fragolino?”, mi domanda il vecchio Steve.

“Me lo chiedi come se non venissi mai o come se lo facessi controvoglia”, gli rispondo fingendo di essermela presa. Lui alza gli occhi al cielo reggendo il gioco. “No comunque a parte tutto stamani mi hanno chiesto se so qual è l’uccello che vola più in alto e gli ho detto che ovviamente è il tuo”.

“Certo che sì, il mio adorato condor Geko! Seicentomila piedi d’altezza come niente”, mi fa.

“Ma non erano trecentomila?”

“Di più, di più…”

“Fantastico. Però in tutti questi anni ancora non me l’hai fatto vedere!”

“Vero, ma sai che…”

“Mi sembra ieri che ci siamo incontrati per la prima volta a quella pompa di benzina e già mi parlavi del tuo mitico condor Geko”

“Sì ma come ti ho sempre detto… cani in terra, pesci in acqua e…”

“Uccelli in cielo… ok ok. La Bibbia”

“La Bibbia ragazzo mio, esattamente. Vecchio Testamento, terzo libro di Socrate. Questo ovviamente non vuol dire che Geko non verrà mai, ma nemmeno che debba scendere quando piace a noi”.

“Ok”

“Hai finito con i biscotti?”

“Sì grazie”

“Se ti va andiamo un po’ di sopra. Magari per cominciare ti racconto di nuovo della prima volta su Sirio. Sette luglio 1977. Sette sette settantasette…”

“Vediamo”

“Alè”.

E così come ogni volta si ripete la trama del nostro date. Niente di cattivo, niente di sporco. Solo una gran voglia di volersi bene, di vivere, di sentirci la Zanzara da letto. Mi sveglio e non capisco che ore siano, non si sa se la notte è appena andata o se sta per arrivare. Il vecchio McGeady riposa sul fianco. Sento fresco. Noto che la finestra è aperta. Non ho alcuna voglia di alzarmi per chiuderla, ma così rischiamo una bella bronchitina. Mi faccio forza, mi siedo sul letto e con i piedini trovo le ciabatte. Prima che mi alzi mi sorprende un rumore che viene da fuori. Guardo verso la finestra. Due zampe artigliate poggiano sul davanzale. Poi uno spiegarsi d’ali, e un nuovo volo verso i cieli più lontani. E siamo al top.

Autore del Post

Niccolò Re

Niccolò Re nasce a Sarzana (Sp), dove attualmente vive, il 21 maggio 1986. Maturità scientifica, Laurea in Cinema, nel 2012, un po' per caso, intraprende il mestiere di giornalista, che svolge tutt'ora presso la testata online Città della Spezia. Tra i suoi hobby il calcio, la musica, la storia, l'antropologia. Ama gli animali e ha un bellissimo e simpatico cane di nome Camillo. Dal 2016 convive con l'economista Irene Tinagli.

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