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Intervista a Quentin Tarantino: “Il prossimo sarà un film su Pascoli”

Intervista a Quentin Tarantino: “Il prossimo sarà un film su Pascoli”

Sono le nove meno dieci di giovedì 10 ottobre e sono nella hall dell’Hotel Ritz di Parigi intento a sgranocchiare gli omonimi salatini. Ho appuntamento per una breve intervista con il mio idolo Quentin Tarantino, di passaggio nella capitale francese per dei seminari alla Sorbona, o Sorcona, come la chiamo io, visto quante belle ragazze la frequentano: trecentosettanta. Immagino che il maestro, che attendo per le nove, un po’ si farà attendere, come tutti i grandi. Così sguaino drum e cartine e mi metto a confezionare un ‘pipino’. Ma come alzo lo sguardo dopo la leccatina d’ordinanza ecco che già vedo entrare nella hall il genio di Pulp Fiction, Kill Bill e Bastardi Senza Gloria Gaynor. Sono le nove meno tre minuti. Faccio per buttare il drumino nel portaombrelli lì vicino, ma è Quentin stesso a bloccarmi con il suo generoso italiano: “No no trankillo… fumi puri con calma meeenchia”. Mi dà la più unta delle strette di mano e si sprofonda nel divanetto mentre i malavitosi che gli guardano le spalle mi perquisiscono. “Uè allora amichi cosa parliamo?!”, mi domanda entusiasta sorseggiando le sue amate lasagne. E così, cari amici della rivista Airone, l’intervista comincia…

“Quentin, “C’era una volta a Hollywod” ha deluso parte del pubblico, che lo ha trovato privo del piglio dei film passati. Come commenta?”

Guardi io l’ho trovato bellissimo, ma ogni scarrafone è bello a mamma soglia. E poi voi cervelloni i film vi vanno bene solo se finiscono male perché siete nemici della speranza. Vi dà proprio fastidio… e allo stesso tempo non accettate che il male esista, che esistano i cattivi. Niente da fare, uno non può essere stronzo e basta. È stronzo perché è povero, è stronzo perché lo hanno maltrattato da piccolo e altre storie. Io dico: provate a pensare non che sia stronzo perché è stato violato e umiliato a sei anni, ma che è stato deturpato e massacrato proprio per la persona orrenda che era già a quell’età.

“Immagino che faccia questo discorso anche in riferimento al personaggio del Joker, uno dei più iconici del suo ultimo film…”

Preciso. È chiaro che ha avuto trascorsi difficili, ma se la vostra logica fosse corretta tutti i disgraziati di questa Terra reagirebbero alla sfortuna sparando, ammazzando e rubando bestiame, cosa che fortunatamente non è. ‘Eddai’, come dice il mio amico Mughini.

“Senta, se “C’era una volta ad Hollywood” per certi versi rompe con altri suoi film, un sicuro elemento di continuità è dato dall’appassionato omaggio al cinema italiano di genere….”

Oh God! Io impazzisco per quel cinema. Giulio Base, Riccardo Donna, Nanni Moretti… per me dei maestri. Supercazzola denaturata con apertura a sinistra… il dottor Tomas non è in sé! Dilly deng Dilly dong! Amazing!

(rideno)

“In ‘C’era una volta ad Hollywood’, come accaduto anche in ‘Basterds’, lei piega la Storia per renderla migliore, salvando vite ed eliminando sofferenze. Crede che porterà avanti questo filone?”

Sicuramente. Voglio continuare a ‘raddrizzare’ la Storia. Nella vita c’è già tanta sofferenza… guerre, incidenti, atti vandalici: perché stare male anche al cinema? Molti miei fan non apprezzano e forse continueranno a non apprezzare, pazienza. Sarà che sono diventato papà, non lo so, ma fatto sta che non voglio tornare indietro. E ho diversi progetti…

“Può accennarne qualcheduno per piacere?”

Beh senz’altro il prossimo film sarà sul mio poeta preferito, Giovanni Pascoli. Il suo caro e amato papà lo faccio tornare a casa solo ferito, magari da restare anche paralizzato, toh, ma vivo, che è quel che conta. E Sacchini, Cacciaguerra, Petri e cazzi vari tutti condannati anche in Cassazione. Poi non so altra cosa che magari potrei fare è un film sul Circeo dove tutto finisce bene, senza tanto clamore, con le ragazzotte ingoiate dal buio e il signor Angelo Izzo che diventa un farmacista di successo come aveva sempre sognato. E sa cos’altro?”

“Dica maestro”

Lei ha sempre vissuto a Parigi?

“Beh no ma… perché?”

Ecco, lo sa che film vorrei proprio fare, di questi che mettono le cose apposto?

“Che film, maestro?”

Un film che a voi altri compagni vi estradano in Italia così vi processano per tutto il male che avete fatto.

Autore del Post

Niccolò Re

Niccolò Re nasce a Sarzana (Sp), dove attualmente vive, il 21 maggio 1986. Maturità scientifica, Laurea in Cinema, nel 2012, un po' per caso, intraprende il mestiere di giornalista, che svolge tutt'ora presso la testata online Città della Spezia. Tra i suoi hobby il calcio, la musica, la storia, l'antropologia. Ama gli animali e ha un bellissimo e simpatico cane di nome Camillo. Dal 2016 convive con l'economista Irene Tinagli.

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