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Internet Festival 2019: a Pisa si scrivono #leregoledelgioco del futuro

Internet Festival 2019: a Pisa si scrivono #leregoledelgioco del futuro

Internet Festival 2019: a Pisa si scrivono #leregoledelgioco del futuro

Dal 10 al 13 ottobre Pisa proietterà la sua realtà cittadina, ricca di Storia e di storie, di passi persi nei vagheggiamenti del pensiero o distratti dalle faccende quotidiane, di sguardi più o meno attenti a ciò che succede intorno – insomma, pezzi di vita vera, vissuta – nella virtualità di un mondo digitale che di virtuale ha sempre meno. Si parla dell’Internet Festival – Forme di Futuro, manifestazione giunta quest’anno alla nona edizione, che costituisce il maggior evento in Italia in tema di innovazione digitale, con un particolare focus sul futuro della Rete. Quest’anno essa assume ancora maggior rilievo perché ricorrono i 50 anni dalla fondazione a Pisa della prima facoltà universitaria italiana di Informatica. Tanti e diffusi i luoghi coinvolti: dal Centro Congressi Le Benedettine, che accoglierà gli eventi e le attività formative principali, alla Cittadella Galileiana (che ospita, tra l’altro, il Museo degli Strumenti per il Calcolo), alle Logge dei Banchi, info point del festival e sede di varie installazioni, passando per la Scuola Normale Superiore, la Scuola Superiore Sant’Anna e la Gipsoteca di Arte Antica.

#leregoledelgioco

Questa la stringa di parole chiave del festival. Viene quindi ribadita la centralità del gioco come componente fondamentale nella formazione della personalità dell’essere umano e come motore del progresso. Oltre alla dimensione ludica fine a se stessa, infatti, se ci fermiamo un po’ a riflettere, emerge in controluce un rapporto preferenziale tra gioco e temporalità: il senso del gioco, almeno in quelli dove vige un certo procedere strategico, non è altro che anticipare il futuro, saper leggere in filigrana, prima dell’avversario, il futuro nello stato di cose presente. Il gioco accende quindi l’inventiva, la creatività, perché è solo immaginando possibili scenari futuri che posso muovermi meglio nel presente, e conquistare la vittoria. Il gioco insegna anche l’anticonformismo e il pensiero obliquo, e questo grazie alle regole di cui, per definizione, si dota: solo avendo bene in mente delle regole, posso agire fuori dagli schemi, infrangerne e definirne di nuove, guadagnando così gradi di libertà.

I temi

12 le aree tematiche che scandiscono i vari eventi; queste le principali: Gamebox, in cui si esplora lo statuto ontologico del gioco, mettendone alla prova i canoni e divertendosi a ridefinirne le regole, Book(E)Book, serie di incontri con autrici e autori contemporanei organizzati in collaborazione con alcune librerie e circoli letterari pisani, Digital Fair Play, dove si parla di diritti e libertà individuali nell’epoca della digital society e dei rapporti tra tecnologia e sport, Economia e Impresa: la posta in gioco, in cui si discute su innovazione digitale come vettore verso un’economia di tipo circolare.

Arte come ponte tra reale e virtuale

L’arte urbana come viatico per connettere le persone: questo è lo spirito che animerà l’installazione alle Logge dei Banchi dell’artista italiano No Curves. L’artista, specializzato nella Tape Art, particolare declinazione di street art che prevede la creazione di opere d’arte mediante l’uso di nastri adesivi, proporrà al pubblico i ritratti di 3 personalità di spicco legate al tema della manifestazione, e cioè Steve Jobs, Samantha Cristoforetti e Adriano Olivetti. Interessante sarà anche la possibilità di assistere al processo creativo, che avrà luogo dal 5 al 9 ottobre alla Cittadella Galileiana, all’interno della Palazzina A1. Processo creativo i cui limiti sono solo quelli autoimposti dall’artista, che, già a livello nominale, si oppone a ogni curva e rotondità, e nelle forme geometriche che ne nasceranno, sarà possibile intravedere la continuità tangibile tra esperienza artistica, tecnologia e informatica.

Per maggiori info: https://www.internetfestival.it

Autore del Post

Simone Gasparoni

Classe 1995, studio Filosofia all'Università di Pisa. Allievo ortodosso di Socrate, ho sempre pensato che le parole siano roba troppo seria per abusarne (lo so, lo so, detta così sembra una scusa degna del miglior cerchiobottismo, per dirla in gergo giornalistico). Romantico per vocazione, misantropo per induzione. Attualmente, in via di riconciliazione con il genere umano attraverso la musica, l'arte, la cultura. Per ora, sembrano buone vie. Oltre che all'Unipi, potete trovarmi in giro in qualche locale o teatro a strimpellare la tastiera. O, con più probabilità, a casa mia. P.S. Ecco, l'ho già fatta troppo lunga...

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