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Amy & Blake

Amy & Blake

Prima di incontrare Blake, Amy aveva avuto alcuni ragazzi: a partire dal giornalista
Chris Taylor, per cui aveva scritto le canzoni per il suo album di debutto Frank.

Poi, a scuola di recitazione aveva incontrato Tyler James, di cui
rimase sempre amica. Fu Tyler a inviare la prima demo tape di Amy  e
quello fu l’inizio della sua stellare carriera musicale, dato che le procurò un contratto discografico con la Island Records. Amy ebbe una liaison anche con Peter
“Pete” Doherty, frontman dei Libertines e membro della band indie Baby
Shambles, che nel 2012 dichiarò al quotidiano Daily Mail: «è difficile per me
ammetterlo. Ma sì, è vero. Amy e io eravamo amanti. L’amavo allora e, beh, l’amo ancora oggi. Ma verso la fine, come spesso succede, lei è diventata piuttosto
crudele con me». Pete Doherty ha scrisse anche una canzone lenta e melodica per Amy dal titolo “Flags From The Old Regime”. Ma Blake Fielder-Civil è universalmente considerato il suo grande amore e, nello stesso tempo, colui che ha dato il via al tracollo di Amy, che l’ha portata sull’orlo del precipizio. Come Courtney per Kurt, quanto più gli altri
detestavano Blake, tanto più lei lo amava. Era così invaghita di quel ragazzo
senza arte né parte che avrebbe fatto qualsiasi cosa per lui. Che quell’amore
tossico sarebbe finito male era evidente, restava soltanto da capire quale dei due
ci avrebbe rimesso le penne per primo.


“Love Is a Losing Game”
For you I was the flame,
Love is a losing game
Five story fire as you came,
Love is a losing game
One I wish I never played,
Oh, what a mess we made
And now the final frame,
Love is a losing game
Played out by the band,
Love is a losing hand
More than I could stand,
Love is a losing hand
Self professed and profound
Tilter tips were down
Know you’re a gambling man
Love is a losing hand
Tho‘ I battled blind,
Love is a fate resigned
Memories mar my mind,
Love is a fate resigned
Over futile odds,
And laughed at by the Gods
And now the final frame,
Love is a losing game.

“L’amore è un gioco a perdere”: Per te io ero una fiamma / l’amore è un gioco a perdere / un
incendio di cinque piani / l’amore è un gioco in cui si perde / Al quale non vorrei mai aver giocato
/ oh, che disastro abbiamo combinato / e ora la scena finale / l’amore è un gioco a perdere /
consumato a furia di suonarlo / l’amore è una mano perdente / più di quanto potessi sopportare /
l’amore è una mano perdente / autoproclamato, profondo / Fino alla resa dei conti / so che sei un
giocatore d’azzardo / anche se combatto alla cieca / l’amore è un destino rassegnato / i ricordi mi
distruggono la mente / L’amore è un destino rassegnato / Oltre le futili opportunità / E derisi dagli
dei / E ora l’ultima inquadratura / L’amore è un gioco in cui si perde”.

Quando i due si erano conosciuti, nel 2005, una sera in un pub di Camden,
Blake era uno spiantato. Neanche tanto attraente, uno come tanti, coi capelli castani
corti sempre coperti da un berretto scuro. Ma quel tipo poco raccomandabile
la stregò al punto che, due anni dopo, Amy fece saltare un’intervista
con Rolling Stone per sposarlo. Lui gliel’aveva chiesto qualche mese prima, al
termine di una delle loro serate alcoliche in giro per Camden. Erano volati
negli Stati Uniti, lontani da tutti, e si erano sposati a Miami, da soli, senza clamore. Poi però durante un concerto l’aveva urlato al mondo intero: «Volevo
informarvi che ho sposato l’uomo migliore del mondo!». Fu lì che iniziò il
vero gioco al massacro. “Back To Black” aveva riempito lei di soldi che i due
convertivano in droga, qualsiasi droga: erba, coca, crack, eroina, ogni sostanza
illecita in quantità industriali. Non si lavavano, non si cambiavano, neanche
la musica c’era più. La priorità, l’ossessione, l’unico pensiero e urgenza, l’unica
occupazione della loro esistenza era farsi insieme, oltrepassare ogni limite. A
lui piaceva anche tagliarsi e lei l’aveva seguito anche in quello. Entrambi adoravano
i tatuaggi. Amy portava il nome del suo amato sopra il cuore, lui quello di lei l’aveva tatuato dietro l’orecchio. Solo tre lettere che davano un nuovo senso alla
sua misera vita: Amy. Si amavano di un amore tossico e devastante, non potevano
resistere all’impulso di farsi del male, a se stessi e all’altro. Non soltanto
tagliandosi ma anche tradendosi. Amy non si tirava indietro, «era come un
maschio» diceva Blake, ma anche lui prima di scegliere lei aveva frequentato a
lungo un’altra, tale Chloe. La hit da decine di milioni di copie che la consacrerà
star mondiale nacque dalla disillusione seguita all’ennesimo abbandono: in
definitiva lo stesso senso di solitudine, lo stesso blues, lo stesso vuoto cantato
mille volte da Janis Joplin.

“Back to black”
He left no time to regret
Kept his dick wet
With his same old safe bet
Me and my head high
And my tears dry
Get on without my guy
You went back to what you knew
So far removed from all that we went through
And I tread a troubled track
My odds are stacked
I’ll go back to black
We only said good-bye with words
I died a hundred times
You go back to her
And I go back to…
I go back to us
I love you much
It’s not enough
You love blow and I love puff.

“Torno in lutto”: Non ha lasciato tempo ai rimpianti / si è tenuto il cazzo bagnato / con la sua
solita vecchia scommessa sicura / io e la mia testa alta, e le mie lacrime prosciugate / vado avanti
senza il mio uomo / tu sei tornato indietro da quello che conoscevi / sei stato così lontano da tutto
quello che abbiamo passato / ed io ho camminato su un terreno dissestato / le circostanze mi sono
sfavorevoli / tornerò in lutto / ci siamo detti addio solo a parole / io sono morta un centinaio di
volte / tu torni da lei e io ritorno da… / io ritorno da noi / ti amo tanto, ma non è abbastanza / tu
ami la cocaina e io amo il fumo”.

Back To Black è incentrato sulla sua tumultuosa relazione con Blake, da “You
Know I’m No Good” alla stessa “Back To Black”. Durante un’intervista a Rolling
Stone del 2007 Amy disse:
“Tutte le canzoni [dell’album, NdA] riguardano lo stato della mia relazione al
momento con Blake. Nella mia vita non ho mai provato per nessuno quello che
provo per lui. È stato molto catartico, perché mi sentivo terribilmente in colpa
per come ci siamo trattati. Pensavo che non ci saremmo più rivisti. Lui ora ci ride
sopra. Come a dire: «Cosa intendi quando dici che pensavi che non ci saremmo
mai più rivisti? Ci amiamo. Ci siamo sempre amati». Ma io non lo trovo divertente, anzi: volevo morire”.

C’è stato un periodo in cui Amy e Blake insieme non facevano altro che bere e drogarsi. Le scenate erano all’ordine del giorno e lei non di rado lo prendeva a
schiaffi e pugni. Talvolta si spengevano le cicche addosso, oppure lui si tagliava sulle guance o sulle braccia davanti a lei che poco dopo lo emulava. Amavano
farsi del male. Si aggiravano nottetempo come spettri per le strade di Londra,
prede sin troppo facili per i paparazzi che li immortalavano fatti, sporchi, persi,
alterati, imbruttiti, insanguinati.
Quell’unione suicida ebbe vita breve: nel 2009 Amy e Blake, messi sotto
pressione da entrambe le famiglie perché si lasciassero, divorziarono. Eppure
non smisero mai di desiderarsi e si rividero spesso. La mamma di Blake, Georgette
Civil, dichiarò al Sun: «Ho fatto pressione su Blake perché divorziasse da
Amy, ma a posteriori credo che avrebbero dovuto restare insieme. Se guardi le
foto di quando erano sposati, e dopo il divorzio, noterai che la scintilla è sparita
da entrambi i loro sguardi».

Tratto da: Love (& Music) Stories, le storie d’amore più belle della musica, Odoya ed.

Elisa Giobbi

Elisa Giobbi

Fiorentina, coltiva musica e scrittura fin dall'adolescenza. Ex editrice, è autrice di "Firenze suona", "Rock'n'roll noir", "La rete", "Eterni", "Love (& Music) Stories, "La sposa occidentale", "La morte mi fa ridere, la vita no". Presidente dell'ass. cult. "Firenze suona", organizza e dirige rassegne e contest musicali.

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