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Monica

L’altra sera ho invitato Monica a bere una cosa, precisamente una cassettiera e poi ci siamo concessi un cinemino rilevandolo da Cecchi Gori per 15 milioni di care vecchie lire. Dopo siamo andati a casa mia visto che lei abita ancora con i suoi invece io sto coi miei. A papà e mamma Monica ha fatto subito una bellissima impressione a sbalzo con contromatrice in resina ma la persona che da subito le si è affezionata di più, complice forse la vicinanza d’età, è stata mia nonna Italia. 81 anni, simpaticissima, braccio destro di Randolfo Pacciardi , l’anziana era ormai arrivata alle ultime battute della sua lunga vita e serbava in cuore un solo grande desiderio: vedermi sistemato con una brava ragazza, proprio come Monica. Io lo sapevo e mi sentivo un nipote fantastico nel rendere felice la nonna indirizzandola rapidissimamente verso una morte delle più serene e gloriose. Purtroppo però dopo tre giorni di fidanzamento io e Monica ci siamo lasciati perché rispetto ai primi tempi eravamo diventati ormai come fratello e sorella e la sorella purtroppo ero io. Nonna Italia ci è stata malissimo e per lo choc ha rilasciato dichiarazioni al vetriolo contro l’ente Provincia. Accorgendomi che in quella situazione sarebbe vissuta almeno altri cinquant’anni, stritolata dall’angoscia del non vedermi accasato, ho convinto Monica a far finta di tornare insieme per fare contenta la nonna a instradarla nuovamente verso il sollievo di un rapido e sornione decesso tra le braccia degli dei. La mia ex, in cambio di una raccomandazione in Rai (sono amico di Masi), ha cominciato a tornare a trovarci una volta a settimana e a fare tutte le moine alla vecchietta che così ha ripreso lesta il suo gioioso itinerario verso il gran finale. Tant’è che in capo a due settimane la nonnina se n’è andata con stampato in faccia il più rilassato dei sorrisi e all’obitorio del civico nosocomio i parenti degli altri defunti venivano a vederla e a vegliarla tralasciando i loro cari, alcuni dei quali già molto grigi e gonfi, diversamente dalla mia consanguinea morta di buon’umore. Monica, capendo quanta bontà e altruismo avevo messo nell’orchestrazione del nostro finto rifidanzamento, si è nuovamente innamorata di me e mi ha chiesto di rimetterci insieme per davvero nonché di diventare mia moglie e tenere la nostra casa come uno scrigno. Dopo due mesi ci siamo sposati in chiesa, uniti in matrimonio da un pimpante prete anti Camorra, e il giorno successivo Monica mi ha rivelato di essere incinta di otto mesi. Una notizia bellissima, la classica cerasella sulla torta di quella sorpresa chiamata vita. Purtroppo però un paio di settimane prima del parto l’otorino ci ha spiegato che era meglio abortire il piccolo perché aveva qualche problema e non sarebbe certo stato sveglio e carino come gli altri bimbi benestanti. Noi non ci abbiamo pensato minimamente e anzi ci siamo rivolti al centro aiuto alla vita ‘Don Mario Licaoni’, un prete fantastico che per primo ha portato la messa in latino tra gli africani falciati dal’Aids. La creatura è nata regolarmente e in questi cinque anni mai ci siamo pentiti della nostra scelta, anzi amiamo alla follia il nostro Ricky e ogni domenica andiamo a trovarlo al circo a cui lo abbiamo donato nel marzo 2016.

Autore del Post

Niccolò Re

Niccolò Re nasce a Sarzana (Sp), dove attualmente vive, il 21 maggio 1986. Maturità scientifica, Laurea in Cinema, nel 2012, un po' per caso, intraprende il mestiere di giornalista, che svolge tutt'ora presso la testata online Città della Spezia. Tra i suoi hobby il calcio, la musica, la storia, l'antropologia. Ama gli animali e ha un bellissimo e simpatico cane di nome Camillo. Dal 2016 convive con l'economista Irene Tinagli.

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