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Regali ai regazzini dallo zio Niccolò

Regali ai regazzini dallo zio Niccolò

L’altra sera sono stato a cena con i miei ex compagni della mitica 5b del Liceo Federico Fazzuoli. Ci siamo dati appuntamento tutti e sei (purtroppo a inizio anno aveva colpito forte la tubercolosi) al ristorante di Renato Curcio al Tuscolano, così diamo anche una mano a ripartire al bel René. Sapendo che diversi miei compagni avevano messo su famiglia, ho deciso di prendere dei regali per i loro bimbi, anche perché essendo una persona chiusa quello che non riesco a dare come conversazione cerco di compensarlo con dei doni bellissimi, che in chi li riceve suscitino come minimo imbarazzo (come massimo: paura e devozione). Ebbene mi sono recato alla libreria Giunti dell’Ipercoop di Sarzana (Sp) per cercare i menzionati regali, trovandomi subito in difficoltà. Cosa prendo? Cosa non prendo? Ad esempio c’erano dei libricini interessanti sulla storia dei dinosauri, ma mi sono chiesto: sapranno leggere? Io ho imparato a dodici anni, ma saranno tutti bimbi precoci come me? Allora ho pensato di prendere dei pupazzi, ma subito mi è venuto il rimorso perché ci fai la figura di quello che regala cose simpatiche che però non insegnano niente, insomma la classica italianata. Così ho virato sui libri di scienza per bambini, ma parlavano tutti di Big Ben, brodo prenatale e addirittura Dna (libro di Telmo Pievani) e insomma ho deciso che inculcare sin da subito nei nostri piccoli il pensiero unico non fosse questa grande trovata. Altre ipotesi carine erano un libro game su Corrado Mantoni, le avventure del Duce a fumetti e un libro intervista su Papa Francesco in cui il Santo Padre, conversando con Michele Cocuzza, parla di futuro e speranza e non fa mai mistero della sua forte fede cattolica. Alla fine però non ero convinto di niente così me ne sono andato a mani vuote e in polemica col partito. Il pomeriggio prima della cena ero molto triste per questo problema dei regali ma mi sono fatto coraggio perché bisogna saper campare e avere la forza di andare avanti. Così ho cominciato a prepararmi a dovere per la serata – maglietta da calcio, jeans Carrera, scarpe da trekking, braccia pelose – tutto con il solo obbiettivo di costringere i miei amici, una volta in auto sulla via di casa, a guadarsi tra loro e a dire di me: “L’ho trovato giù”. È una cosa a cui tengo tantissimo perché noi pazienti cardiologici amiamo farci compatire. Un attimo prima di partire per il ristorante mi è capitato sott’occhio il ritratto di mio padre, servitore dello Stato, magistrato ucciso dalla mafia per errore (lui era uno a posto), e ho avuto l’illuminazione per i regali. Tant’è che alla fine della cena con gli amici, ho chiamato i loro bimbi al mio cospetto: “Venite piccoli, venite dallo zio Niccolò, ho qualcosa per voi”. I genitori, sapendo quel piccolo problema che ho avuto da ragazzo, non li hanno fatti avvicinare, ma mi hanno comunque consentito di porgere loro il più dolce, giusto e importante dei doni: una copia ciascuno della nostra splendida Costituzione, la Costituzione italiana. E per strafare, ai genitori ho regalato la mia raccolta di poesie ‘Playlist del dolore’. Insomma con la giocata del dono istituzionale sono uscito grande vincitore dalla rimpatriata. Certo rimane il fatto che i miei compagni di classe a 33 anni hanno hanno dei bimbi piccoli, io invece passo le giornate a giocare a Age of Empires 2 avendo messo incinta Daniela in seconda Ragioneria ed essendo quindi i nostri ragazzi già maggiorenni e indipendenti cosa che mi lascia molto tempo per gli war games strategici in tempo reale.

Autore del Post

Niccolò Re

Niccolò Re nasce a Sarzana (Sp), dove attualmente vive, il 21 maggio 1986. Maturità scientifica, Laurea in Cinema, nel 2012, un po' per caso, intraprende il mestiere di giornalista, che svolge tutt'ora presso la testata online Città della Spezia. Tra i suoi hobby il calcio, la musica, la storia, l'antropologia. Ama gli animali e ha un bellissimo e simpatico cane di nome Camillo. Dal 2016 convive con l'economista Irene Tinagli.

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