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PLASTICA VS CERAMICA

11 Settembre 2019 Archendipity
PLASTICA VS CERAMICA

Si parla e straparla di plastica, ormai il demone del nostro secolo: io stessa lo sto facendo impugnando la mia bic in plastica e scrivendo su una tastiera di plastica, sorseggio una bevanda dalla sua bottiglietta di plastica, uso un pc la cui scocca è in plastica… mentre scrivo mi soffio il naso con un fazzoletto preso dalla sua confezione in plastica, chiudo la zip in plastica dell’astuccio, mi tolgo gli occhiali… con lenti in plastica.
Mi distraggo un attimo mettendo a posto i giochi di mio figlio… un mucchio di mattoncini in PLASTICA.

Sigla:  Radiohead – Fake Plastic Trees

 

Sono circondata, non posso fare niente senza che io tocchi qualcosa di plastica. È matematicamente impossibile!

Ma guardo la mia bic e penso che l’avvento della plastica ha dato una grande svolta al design e all’ergonomia. A 130 anni dall’invenzione della celluloide, a quasi 70 dalla comparsa delle prime calze in nylon, la plastica, nelle sue sconfinate declinazioni, è diventata protagonista della nostra epoca. E’ entrata a far parte della vita quotidiana e ci ha garantito l’igiene e alte prestazioni in ogni campo.

Oggi, mentre è sotto accusa nel mondo intero nella sua versione di imballaggio o monouso per una chiara questione di difficoltà di un corretto riciclaggio (e soprattutto per la grande nostra inciviltà che ne rende esponenziali i danni fino  a soffocarci), gli ambientalisti accusano i produttori e la politica per non incentivare abbastanza le buone pratiche e non ridurre adeguatamente le quantità. Nel frattempo Federchimica ne esalta le proprietà e i Consorzi dei produttori di stoviglie monouso e imballaggi accusano a loro volta gli ambientalisti di non apprezzare il valore del riciclo e poi la politica di non promuovere il riutilizzo della materia riciclata mettendosi a confronto con le bioplastiche.

Un bel circolo vizioso da cui non so se usciremo mai… allora vogliamo provare a seguire ancora una volta la “bellezza”?

MORE CLAY, LESS PLASTIC
Un tempo gli utensili da cucina erano fatti in argilla, un materiale che non produceva danni alla salute e all’ambiente circostante. Con il tempo questo materiale è stato sostituito dalla plastica usa e getta, che è entrata a pieno titolo nelle abitudini quotidiane di intere famiglie
L’idea di capovolgere questo “rituale” con un ritorno al passato, arriva da una ceramista friulana Lauren Moreira, che con il progetto tutto italiano ‘More Clay, Less Plastic’ sta promuovendo ormai da qualche anno, una campagna per incitare la gente a ripensare alle proprie abitudini.
More Clay, Less Plastic : più argilla, meno plastica.

La campagna ha come simbolo proprio il colino, l’utensile per eccellenza e indispensabile in tutte le cucine. La scelta del colino mette in risalto l’importanza di intervenire proprio nel luogo in cui parte il nostro sostentamento vitale: la cucina e l’alimentazione. Un progetto rivolto anche ai bambini, i primi a dover essere educati a mangiare in materiali non nocivi e al rispetto per l’ambiente. Un progetto nato per incontrare le persone, sensibilizzarle alla riduzione dell’uso della plastica, attraverso incontri, mostre e workshop. More Clay, Less Plastic crede nei mestieri artigiani, che riportano il lavoro a una dimensione più umana e quindi aiuta anche i piccoli artigiani locali e le imprese italiane a non affondare sotto i colpi delle multinazionali.

Ogni manufatto non è solo una “cosa”, perchè portano con sé storie e antiche conoscenze. Ognuno di noi può far parte di questo progetto e far continuare la rivoluzione, basta sostituire un utensile di plastica con uno di argilla.
Del resto la ceramica è un materiale che si presta a infinite tecniche e interpretazioni, dall’arcaico al moderno, dal grezzo al colore, ma che sempre richiede un atto creativo che parte dalla conoscenza profonda del materiale.

Torniamo alla natura, torniamo alla manualità, torniamo alla poesia.

Autore del Post

Gaia Vivaldi

Classe ’76, Gaia è uno di quegli architetti a cui piace usare le mani per smontare, costruire, colorare… sperimentando l’effetto della concretezza sull’emotività. In instabile equilibrio sull’orlo del caos, alla perenne ricerca di sintomi di bellezza e benessere ovunque essi si incontrino (o scontrino).

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