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DOVE FIORISCONO I LIMONI

DOVE FIORISCONO I LIMONI

DOVE FIORISCONO I LIMONI.

Conosci tu il paese dove fioriscono i limoni?”, è un verso celebre di Goethe e riassume in un’immagine quello che i tedeschi colti del Settecento vedevano nell’Italia . Un paese bellissimo, ma abitato da “amabili briganti”, una società dispersa, priva di regole, pronta a vendersi al primo offerente. Cose del Settecento, diranno tutti, oggi Goethe, più prosaicamente, avrebbe usato come immagine la solita pizza tricolore, la cui immagine piace tanto al turismo di massa. L’immagine, invece, mi è tornata in mente leggendo in questi giorni una rivista di Monaco di Baviera , attenta ai problemi e alla lingua italiana , che riporta in copertina il titolo “Che cosa è italiano?”, una grafica essenziale e come illustrazione un semplice disegno di un ramo con i limoni appesi, verde e oro, giallo – verde, allusione al defunto governo italiano, o più giustamente omaggio all’eterna immagine di Goethe ?

Domanda impegnativa, proprio nei giorni in cui il paese sta attraversando una crisi di sistema che più che ad una tragedia somiglia ad una farsa nella migliore tradizione della commedia dell’arte, un paese disorientato, confuso, alla ricerca di una strada che ha perduto. Con una politica mediocre e priva di cultura che non sia tattica della convenienza del momento. Con uno degli interpreti, il Capitan Fracassa- ministro dell’interno, che dettava i suoi proclami dal Papeete Beach , dove si improvvisava dj fra tette-culi e pance da generosi bevitori di birre ghiacciate. Il paese in cui, dopo una rovinosa crisi di governo scatenata dal ministro Capitan Fracassa, un presidente del consiglio , distratto per mesi, diventava all’improvviso uno statista, un nuovo Cavour (anche per un disorientato elettorato di sinistra) per uno scontato discorso in Parlamento in cui diceva che quello che fino a poche settimane prima definiva un governo “bellissimo” in realtà non lo era affatto. E che il ministro dell’interno (il Capitan Fracassa) ,del quale aveva accettato tutto e del quale due settimane prima aveva firmato un controverso decreto sicurezza, era in realtà un tipo autoritario, inaffidabile, un quasi fascista. Con il sospetto fondato che se questo ministro non lo avesse sfiduciato , per il suddetto premier sarebbe rimasto il migliore dei ministri possibile nel migliore dei governi possibili, anzi nel governo bellissimo. Dopo di che si è aperto un teatrino politico di “nani e ballerine” , di segretari politici dimezzati ed ex presidenti del consiglio opportunisti e rottamatori, in un turbinio di conservazione del proprio seggio e della propria riserva di voti. Una politica fatta di tattica in cui non si sente una parola su quello ce sta succedendo nel più vasto mondo,ad iniziare da uno sviluppo sostenibile, dalla centralità del lavoro come dignità, dalla giustizia sociale in un mondo sempre più diseguale con una miopia politica che non vede oltre un mese.

Il giornale tedesco parlava delle qualità o difetti italiani : intuizione, furbizia, religiosità. Sui primi due ci sarebbe molto da discutere, nel bene e nel male, per non scadere nei soliti stereotipi. Sulla religiosità ci sarebbe molto da dire, perché gli italiani sono stati sempre miscredenti devoti, pronti a baciare il rosario per opportunismo e invocare la Madonna piangente per viltà.

Da ultimo il giornale mi chiedeva quanto sono italiano , ma come diceva Gaber “per fortuna purtroppo lo sono” , anche se qualche volta, come in questi giorni preferirei essere un cittadino di Andorra o de Liechtenstein , anche a costo di annoiarmi molto.

Autore del Post

Tiziano Arrigoni

Massetano - follonichese - piombinese - solvayno, insomma della Toscana costiera, con qualche incursione fiorentina, Tiziano Arrigoni è un personaggio dalle varie attività: scrittore di storia e di storie, pendolare di trenitalia, ideatore di musei, uomo di montagna sudtirolese ed esperto di Corsica, amante di politica - politica e non dei surrogati, maremmano d'origine e solvayno d'adozione, ecc. ecc... ma soprattutto uno che, come dice lui, fa uno dei mestieri più belli del mondo, l'insegnante (al Liceo Scientifico "E.Mattei" di Solvay) e, parlando e insegnando cose nuove, trova ispirazione e anche "incazzature", ma più la prima, dai suoi ragazzi di ieri e di oggi.

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