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Migranti eventualmente di destra

Migranti eventualmente di destra

Noi della Ong ‘Il sogno di Kirikù’ non ci facciamo intimorire e continuiamo a darci dentro con la solidarietà in barba al ministro della paura Enzo Moavero Milanesi. Giusto l’altra settimana abbiamo tirato su duecento naufraghi africani. C’erano uomini, donne, bambini, ragazze incinta e pure un sacco di gente di colore. Abbiamo sistemato queste persone – sì, persone! – a bordo del nostro peschereccio e siamo partiti a tutta birra verso il porto di Stromboli. Dopo cinque-sei minuti di viaggio impostiamo il pilota automatico e cominciamo a fare due chiacchiere per ingannare il tempo. Tra i temi che preferiamo parlare c’è l’omosessualità. Siamo lì che tra attivisti esprimiamo valutazioni a favore delle adozioni per le famiglie arcobaleno quando un giovane migrante esce dal suo torpore e sussurra: “I think not normal, no problem with homosexual but give them children is too much in my humble opinion”. “What?”, gli facciamo noi. “No problem with gay people, but the adoption…. mmm”, continua, e precisa: “Another problem is ostentation. A good homosexual for example is Franco Zeffirelli, he never ostentated, despite some scenography…”. A quel punto io e Mirco solleviamo di peso questo fascistoide e lo lanciamo in mare con tutto il suo k-way catarifrangente. Pazzesco avere ancora certe idee nel 2018! Ma dove siamo, nel Rinascimento?!

Si va avanti con la chiacchiera relax mentre procediamo verso le Eolie con il nostro bastimento carico di speranza alla facciazza del governo fascioleghista di Berlusconi. Costeggiando la Sicilia, inevitabilmente, il pensiero va al maestro Andrea Camilleri, scomparso solo poche ore prima. I nostri encomi si sprecano: “Il più grande dopo Corrado, Mai una bestemmia fuori posto, Dopo lui e Fanfani il vuoto”. Mentre tra un drumino e l’altro ricordiamo le pagine più belle del Maestro, un migrante mauritano si inoltra nella conversazione: “Escusami signori but according to me Camillero è a good writer but isn’t correct to say that he is a crime writer because his stories are poco verosimili”. Noi alziamo la voce e gli spieghiamo che Montalbano non è bello per la trama gialla ma per le ambientazioni, la pasta al forno e il poliziotto ritardato Pinuccio Tatarella. A quel punto si alza una feroce polemica collettiva e per riportare la calma ci troviamo costretti a stordire i migranti a colpi di taser, ma, non avendo logicamente confidenza con certi strumenti fascioleghisti, a volte diamo troppa corrente e qualche giovanotto resta senza vita sul ponte. Che per carità dispiace, però è anche vero che li abbiamo salvati noi dal naufragio e come Ong possiamo disporre liberamente delle loro vite. Consumata la carneficina proseguiamo la nostra chiacchierata tra rastaman sperando che i ragazzi a bordo ci lascino un po’ tranquilli. E invece no, continuano a mettere bocca su tutto. Un gruppetto di pigmei parla bene della conversione di Giovanni Lindo Ferretti, un masai ce l’ha con Erri De Luca per il discorso della Tav e così via. A quel non ci resta altro da fare che usare le maniere forti e spedirne qualcun altro a fare un bel bagnetto, e quando finalmente arriviamo al porto di Stromboli abbiamo a bordo una ventina di migranti. Metà hanno ferite gravissime, gli altri stanno relativamente bene ma i loro occhi sono voragini di infinito terrore. Ecco caro Matteo Salvini il prodotto infame del tuo direttorio dell’odio, della menzogna e della paura.

Autore del Post

Niccolò Re

Niccolò Re nasce a Sarzana (Sp), dove attualmente vive, il 21 maggio 1986. Maturità scientifica, Laurea in Cinema, nel 2012, un po' per caso, intraprende il mestiere di giornalista, che svolge tutt'ora presso la testata online Città della Spezia. Tra i suoi hobby il calcio, la musica, la storia, l'antropologia. Ama gli animali e ha un bellissimo e simpatico cane di nome Camillo. Dal 2016 convive con l'economista Irene Tinagli.

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