ON AIR


Preparativi di viaggio: quell’insana passione per “la lista”

Recensione “La vita che resta” , Marialuisa Favazzi

Recensione “La vita che resta” , Marialuisa Favazzi

La sola persona che sei destinata a diventare è la sola persona che decidi di essere.

Ralph Waldo Emerson

LA VITA CHE RESTA

di Marialuisa Favazzi

Editore: Koi Press

Pagine: 110

Prezzo Copertina: 12.00 €

Prezzo Ebook: 0.99 €

“Olivia è una eterea, giovane cameriera parigina che passa il tempo libero tra vecchie librerie o in sella alla sua bicicletta per scoprire angoli nascosti della sua città. Casualmente incontra Jèrèmy, una dolce ventata di ossigeno dopo il suo burrascoso rapporto con Phil, un artista tormentato che l’aveva condotta agli inferi, in una spirale di violenza fisica e psicologica. Tutto sembra andare per il meglio per Olivia, fin quando il terrore globale non stravolge completamente la sua esistenza, obbligandola ancora una volta a delle scelte fondamentali. Con una scrittura leggera e semplice l’autrice ci racconta le paure dell’Occidente e le incertezze quotidiane di una ragazza dei giorni nostri. Un romanzo di formazione attuale, veloce e limpido, come un’improvvisazione jazz.”

Olivia, una cameriera uscita da una relazione sentimentale con Gilbert, il ragazzo secolare che l’ha tradita, non vuole più saperne di uscire con qualcuno. Blanche, la sua migliore amica però decide di organizzare un’uscita a quattro per fargli scordare quella delusione: in questa occasione conosce Phil, un’artista misterioso e interessante che sembra che di lei non gli interessi niente. E in realtà è proprio così. Dopo la prima sera insieme, dove Phil non pensa a voler conoscere Olivia ma solo ad arrivare al suo soddisfacimento sessuale, la ragazza pensa che non seguirà un secondo incontro ma che questo resterà solo un triste ricordo.

Magari fosse così, aggiungerei.

Invece gli incontri vanno avanti, ma invece di essere una storia di amore e di rispetto, si trasforma in una storia di abusi e sofferenza, dalla quale non riesce ad uscire.

Non so per quanto tempo rimango a terra con le ginocchia strette tra le braccia. Fisso una crepa del parquet nell’angolo dell’ingresso. Mi sento rotta come quel pezzo di legno, Phil è la crepa che ha spezzato l’equilibrio perfetto che disegnano le venature del legno. È ancora in casa. Lo sento di sopra probabilmente sotto la doccia. […] Un brivido mi percorre la schiena e ricomincio a piangere e a tremare. Un secondo dopo mi rendo conto che non sono riuscita a trattenere la pipi, che sgorga calda sotto di me. Mi prende in braccio, ignorando la pipi e le lacrime. Mi fa entrare nella vasca da bagno che aveva preparato con acqua calda e sapone profumato, si inginocchia sul pavimento e mi lava delicatamente, senza dire una parola. Tengo i pugni serrati e i nervi tesi, l’ultima cosa che voglio in questo momento è sentire le sue mani sul mio corpo, ma sono inerme, senza forza per reagire.

Sembra che Olivia non abbia scelta, ma in realtà, gli avvenimenti che succedono la portano ad uscire da questo incubo e a conoscere un altro uomo, Jèrèmy. Con lui riuscirà a capire che cosa è l’amore ma ci sarà un nuovo avvenimento a stravolgere la sua vita e che la porterà a rivalutare la sua vita.

Il libro è davvero scritto bene, la parte di Phil è delle violenze è emozionante e cruda, proprio come deve essere. Il personaggio di Olivia è molto introspettivo, completo, vero. Consiglierei questo libro a chi vuole una lettura leggera, ma non troppo (perché il tema è quello che è e non è una passeggiata).

Valutazione: 4/5

Buona Lettura a tutti!

Rachele

Rachele Bini

Rachele, 29 anni. Una, Nessuna, centomila. Aspirante Giornalista, scrive per "Il Tirreno". Studentessa lavoratrice con l’hobby di leggere, dalle scritte sui muri ai grandi classici della letteratura.

Articoli Correlati

Commenti