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Con le donne l’importante è fare statistica

Con le donne l’importante è fare statistica

Lo hanno capito tutti nell’ambiente di questa radio che sono quello che col sesso ha maggiore dimestichezza, tant’è che anche quando sono sceso a Piombino per fare le foto di redazione più di una speaker toccava. In generale con le donne me la sono sempre chiavata ops cavata. Questo non tanto perché mi piacciano in maniera particolare, benché mi prema sottolineare che non sono omosessuale visto che questo blog lo leggono anche i miei cugini di fuori. Quello che in realtà mi è sempre interessato è fare numero e incasellare le mie varie prede in griglie, tabelle e annuali di statistica sostenuti da partner del calibro di Cassa depositi e prestiti. Questa fase compilativa ha il suo momento fondante nel corso della doccia che quasi sempre mi concedo nelle case delle mie amichette dopo che abbiamo avuto un rapporto completo di natura ahinoi sessuale. È successo anche settimana scorsa… Nudo come uno schiavo egizio, esco dalla camera con la mia figura muscolosa e unta, attraverso la zona giorno, spavento il gatto o, se c’è, spunto nell’acquario, zampetto in cucina sgocciolando sangue e finalmente guadagno il bagno. Chiudo la porta a chiave con quattro mandate per sentirmi al sicuro. Padrone della situazione, esattamente in quest’ordine mi pulisco sommariamente il prepuzio con le tende, scarico le mie famose feci liquide nel portagioie e mi lavo i denti con lo spazzolino della squinzia e poi spavaldo lo lancio nel cortile dove sta giocando il suo fratellino Desmond Morris, antropologo di successo. Nel vedermi nudo il bambino resta sconvolto, allora io per confortarlo scavalco la finestra e gli faccio dono del mio ultimo libro di poesie autoprodotto ‘Playlist del dolore’. Una volta tornato in bagno mi caccio nella doccia e finalmente accendo quel “magico computer che è il mio cervello”, come direbbe mia mamma. Prima di tutto i dati di base: nome della ragazza Vincenza Cacace, età apparentemente tra i 30 e i 40 anni, professione attrice di fiction dirette da Giulio Base, stato civile ok, causa del decesso troppo amore, zona operativa Val d’Ossola, piatto preferito Richard Ginori quello col bordino blu. Poi si passa alla statistica e, mentre l’acqua scorre sui miei bei riccioli pasoliniani, come di consueto si materializzano al mio fianco, nudi e insaponati pure loro, gli ologrammi di Giorgio Tosatti e Jacopo Volpi, i veri fenomeni della Domenica sportiva quando era bella. Enciclopedici maghi di dati e numeri, i ragazzi cominciano subito a darmi una mano: “Allora – mi fanno -, a quanto siamo come over 30? E cosa avete fatto? Cabrio? Se è cabrio è la quinta da inizio anno, finisse ora la stagione pareggeresti il record del 2009. Ma siamo solo a luglio ragazzo mio…”. Scartabelliamo e tiriamo giù tutto quel che serve divertendoci di brutto, siamo amici da tempo. Ma a un certo punto avvertiamo la più terribile e professorale delle vocine: “Sarebbe da riflettere un attimo sul calcio come strumento di redenzione per i detenuti”. Come purtroppo a volte capita, ecco che si palesa il Mauro Berruto, coach filosofo dell’Italvolley e volto di punta della nuova Domenica sportiva. “Senti Mauro facci finire…”, ma niente, lui vuole per forza aprire una finestra sui carcerati, sull’esempio da dare ai giovani, sulle scuole calcio di Scampia che strappano i ragazzi alla Camorra rendendoli scrittori di sinistra. Tosatti giustamente afferra il telefono della doccia per colpire il coach ma un istante prima dell’impatto mortale compare d’improvviso l’ologramma tremendo del figlio di Facchetti, che blocca l’impeto del giornalista genovese e sentenzia: “La violenza è il rifugio degli incapaci”. Originale, ci fa anche gli spettacoli su queste cose. “E adesso per piacere parliamo un po’ del mio nuovo monologo sul calcio che porta gioia nei reparti degli ospedali”, ci dice con quella faccia da cagnolino triste disoccupato. Jacopo Volpi da di matto, Tosatti orina in doccia per il nervoso, intanto Berruto e Facchettino si parlano addosso, rivolgono un pensiero a chi soffre e dicono continuamente ‘Resilienza’. A portare un po’ d’ordine ci pensa l’ologramma del bravo conduttore Alessandro Antinelli, che compare pure lui in costume adamitico sotto il getto bollente F.lli Frattini. Poi non so dire se alla fine abbiamo fatto le statistiche o no perché scusate tanto ma quando mi trovo vicino un pezzo di ragazzo così divento scema.

Autore del Post

Niccolò Re

Niccolò Re nasce a Sarzana (Sp), dove attualmente vive, il 21 maggio 1986. Maturità scientifica, Laurea in Cinema, nel 2012, un po' per caso, intraprende il mestiere di giornalista, che svolge tutt'ora presso la testata online Città della Spezia. Tra i suoi hobby il calcio, la musica, la storia, l'antropologia. Ama gli animali e ha un bellissimo e simpatico cane di nome Camillo. Dal 2016 convive con l'economista Irene Tinagli.

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