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Fresche insalatone estive con gli amici Maya

Fresche insalatone estive con gli amici Maya

Il problema è che i Maya disponevano di una serie di colture, del tutto assenti in Europa, molto adatte a fare delle magnifiche insalatone estive. Oggi se ne vedono tante soprattutto nella nostra bella Italia ma allora non erano diffuse tranne che appunto in ambiente guatemalteco. I prodotti in questione sono soprattutto pomodori, fagioli e mais, un gustoso mix per un pasto fresco e gratificante magari da consumare in famiglia sotto l’ombrellone tutti dallo stesso recipiente come delle cazzo di belve. Quando i conquistadores guidati da Cristoforo Colombo sbarcarono nel Mesoamerica già si innervosirono perché capirono che quella non era la vera India di Gandhi, Sandokan e Madre Maria Teresa. La situazione peggiorò quando si fermarono in un ristorante locale (“La vecchia Trani”) per uno spuntino. Loro, uomini d’arme abituati a pasti sostanziosi come carbonara, pandori e pizza con l’impasto alto, sul rudimentale menù precolombiano (uguale ai nostri menù però fatto di carta plastificata) trovarono solo insalatone di fagioli, mais e pomodori e l’unica differenza tra le varie tipologie stava nell’ordine in cui erano scritti i vari ingredienti, tra l’altro nemmeno in proporzioni diverse, come confermato dal cameriere, un ragazzo indio tutto nudo di nome Corrado. Ulteriore elemento di tensione era dato dal fatto che questa proposta poco nutriente e monocorde era corredata da nomi fiammeggianti e non giustificati come “Insalatona napoletana”, “Piatto ricco alla sorrentina”, “Lasagna salad”, “Cavacchione dell’operaio edile” e tante altre cose che a confronto la Confcommercio sembrano gente normale. I conquistadores ordinano controvoglia le pietanze e una volta che se le trovano davanti, per tirarsi su il morale, cominciano a fare la più classica delle battute: “Non sarà il massimo, ma almeno stiamo leggeri!”. Addirittura uno tira fuori una foto del militare e dice: “Questo sono io… trenta chili fa!”. Il momento ilare però si interrompe in quanto i camerieri incaici, secondo un’usanza purtroppo ancora oggi in voga in tutto il pianeta e in Versilia (Caffè Godot Margherita ti amo tifiamo tutti per te), portano in tavola cestini con chili e chili di pane, grissini, focacce e seadas per accompagnare la degustazione delle insalatone. A quel punto i commensali si alterano totalmente, dai comandanti al più mogio e buonista dei missionari (signor Loyola), perché è chiaro che quel modo lì è il più semplice per ingrassare senza accorgersene e in modo beffardo, visto che il piatto principale finisci per accompagnarlo con una scofanata imperiale di prodotti da forno vecchi di due giorni. La situazione ormai è compromessa ed è lì che i condottieri sbottano e sterminano gli infedeli fino all’ultimo mapuche. Pensare che all’inizio tutto era cominciato all’insegna della concordia e dell’amicizia e forse non tutti sapranno che gli indios inizialmente pensavano che Colombo fosse un Dio. E in un certo senso ci avevano preso visto che come tutti i liguri era un Dio, sì… un Dio del sesso! (scherzo)

Autore del Post

Niccolò Re

Niccolò Re nasce a Sarzana (Sp), dove attualmente vive, il 21 maggio 1986. Maturità scientifica, Laurea in Cinema, nel 2012, un po' per caso, intraprende il mestiere di giornalista, che svolge tutt'ora presso la testata online Città della Spezia. Tra i suoi hobby il calcio, la musica, la storia, l'antropologia. Ama gli animali e ha un bellissimo e simpatico cane di nome Camillo. Dal 2016 convive con l'economista Irene Tinagli.

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