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Tutti i rebus del calcio estivo, spiegati male

22 Giugno 2019 BLOG, Shootout
Tutti i rebus del calcio estivo, spiegati male

Mancano ancora più di due mesi alla fine del calciomercato – e non so voi – ma se si continua di questo passo facciamo una brutta fine. Una cosa però è stata finalmente risolta: il rebus delle panchine. O meglio: il rebus di una panchina, quella della Juve. Alla fine è toccata al buon Maurizio Sarri, che per come la vedo io non solo vincerà, ma non ci farà vedere nemmeno più la palla. Segnatevi queste parole.

La panchina del Milan, a dire la verità, non è mai stato un grosso rebus. Giampaolo doveva essere e Giampaolo è stato. Per noi tifosi rossoneri non è un “acquisto” da strapparsi i capelli, ma gli addetti ai lavori hanno solo parole di elogio per l’ex tecnico della Sampdoria. Per noi tifosi rossoneri è molto più affascinante il nuovo corso societario: Gazids e i suoi colonnelli: Paolo e Zvone. Dobbiamo dargli il tempo di mettere le cose in ordine, sarà una strada ancora lunga, ma il Milan sembra tornato a rivedere la luce in fondo al tunnel.

Anche la panchina dell’Inter non è mai stato un rebus. Conte doveva essere e Conte è stato. La società gli metterà a disposizione giocatori forti pagati a peso d’oro e l’Inter non potrà più nascondersi per la lotta allo Scudetto. Il rebus che l’Inter non ha ancora risolto, e che dovrà risolvere (se mai ci riuscirà) al più presto, si chiama Mauro Icardi. Negli ultimi giorni se ne sta parlando meno, ma questo non significa che i problemi siano stati risolti. Icardi, attaccante formidabile e invidiato da mezza Europa, è il problema più grande dell’Inter degli ultimi quindici anni. Incredibile.

E mentre a Firenze si vive il “sogno americano” con il possibile ritorno di Batistuta in società e Borja Valero in campo, senza dimenticare la ferma volontà da parte di Rocco (Commisso) di trattenere il giocatore italiano più forte in prospettiva (Chiesa), a Roma volano i “fuck you”.

Sto parlando, ovviamente, del caso Totti. O meglio: del caso Pallotta-Totti e della “deromanizzazione” della Roma in corso. Per i romani e romanisti più che un rebus è uno psicodramma. Io, che sono aretino, posso solo dire che dopo la conferenza stampa ho pensato: “cazzo, Francesco, non so mica se con tutta questa storia hai fatto proprio il bene della Roma”. Insomma, io sto dalla parte di Totti a prescindere, perché mi è sempre piaciuto, ma quella conferenza potrebbe essere stata un boomerang, per lui e per la gloriosa società giallorossa. Vedremo.

Poi ci sono i grandi tornei estivi: Mondiale femminile ed Europeo Under 21. Le ragazze giocano martedì contro la Cina in uno storico ottavo di finale da non perdere. I giovanotti giocano stasera contro il Belgio, ma per passare e qualificarsi alle semifinali e alle Olimpiadi di Tokyo 2020 servono troppi incastri. Sarà durissima.

Shootout invece è un rebus facile da risolvere, e torna, come sempre, tra un paio di settimane.
Voi nel frattempo immaginatevi Sarri e Ronaldo in un resort in Grecia a parlare di tattica: quante sigarette potrebbe fumare il mister? Rebus risolvibilissimo.

Saluti e baci.

Autore del Post

Nicola Brandini

Aspirante giornalista con la passione per il calcio. È su WiP Radio perché ama raccontarlo.

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