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Oggi parliamo genericamente di Pierluigi Bersani

Oggi parliamo genericamente di Pierluigi Bersani

Allora a Maurizio Crozza innanzitutto rimproveriamo i tempi comici sbagliati, la massa di figuranti insopportabili che si porta dietro e quell’afflato sanculotto e pauperista che in qualunque Paese del blocco sovietico lo avrebbe reso un formidabile macellaio di regime. Inoltre sopra ogni cosa gli invidiamo la moglie Carla Signoris straordinaria attrice e conturbante testimonial di mammografie. Poi a Crozza sembra che non gli puoi criticare un personaggio, eppure ce ne sarebbe da dire, soprattutto per Pierluigi Bersani, l’ultimo presidente del consiglio realmente eletto, di cui il comico genovese ha fatto una parodia famosa in tutto il mondo basata sul vizio del meccanico e politico emiliano di infarcire i suoi discorsi di proverbi e detti popolari generalmente pescati dall’immaginario di Ermanno Olmi. Vacche, campi, trebbiatura, raccolto, sacrificare il maiale, gli sposi, il trattore. “Uè ragassi…” e via con il modo di dire campagnolo e tutti contenti. Contento anche Bersani stesso, tant’è che un giorno mio padre, operaio all’Italsider di Boston, mi porta a un comizio del partito e c’è Pierluigi che si mette a fare l’imitazione di Crozza che lo imita di fronte ai 300mila di Piazza Cusani., e nel farlo se la ride felice come quando suo zio è morto e gli ha lasciato la pompa di benzina. Crozza va avanti per decenni con la scenetta di Bersani sempre uguale a sé stessa, mai una variazione, un guizzo, niente, eppure funziona, piace anche ai miei che pure non sono gli ultimi coglioni della terra a parte mia mamma. Quando l’ex premier ha un ictus e viene operato, sulla testa calva e lucida gli rimane una piccola depressione, una sorta di mini cava di basalto. Dentro di potrebbe stare un omino dei Lego seduto. Spero in cuor mio che Crozza abbia uno scatto di dignità e sfrutti la situazione, magari prevedendo che il suo Bersani scrolli l’immancabile sigaro in quel perfetto posacenere anatomico. Niente di niente, anzi non si fa nemmeno scolpire l’ammaccatura dai truccatori, eppure è una cosa evidentissima e tutte le persone normali almeno una volta hanno desiderato di infilarci un dito dentro. Nessuna speranza per una cosa del genere, figuriamoci, chessò, immaginare l’ex ministro che finalmente si fa mettere internet nel casolare del Piacentino dove vive e un po’ alla volta scopre la bellezza dei siti vietati, appassionandosi alle categorie, alle varie pratiche, ai performers, facendone una passione assoluta che esplode in ogni occasione pubblica. “Ué ragassi, siam mica a fare il Threesome in due”. “Dai Floris, non raccontiamoci che il Bukkake son arti marziali giapponesi”. “Dottoressa Berlinguer… siam mica a fare le creampie con su le mutande!”. Potrei andare avanti a oltranza ma devo fermarmi perché fra cinque minuti qui a Open abbiamo riunione di redazione.

Autore del Post

Niccolò Re

Niccolò Re nasce a Sarzana (Sp), dove attualmente vive, il 21 maggio 1986. Maturità scientifica, Laurea in Cinema, nel 2012, un po' per caso, intraprende il mestiere di giornalista, che svolge tutt'ora presso la testata online Città della Spezia. Tra i suoi hobby il calcio, la musica, la storia, l'antropologia. Ama gli animali e ha un bellissimo e simpatico cane di nome Camillo. Dal 2016 convive con l'economista Irene Tinagli.

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