WiP Radio

Oggi parliamo genericamente di Pierluigi Bersani

Oggi parliamo genericamente di Pierluigi Bersani

Allora a Maurizio Crozza innanzitutto rimproveriamo i tempi comici sbagliati, la massa di figuranti insopportabili che si porta dietro e quel gusto sanculotto e pauperista che in qualunque Paese del blocco sovietico lo avrebbe reso un formidabile e zelante macellaio di regime. Inoltre sopra ogni cosa gli invidiamo la moglie Carla Signoris che ora che è testimonial delle mammografie ci conturba ancor di più a me e a mio padre. Poi a Crozza non gli puoi criticare un personaggio, eppure ce ne sarebbe da dire, come ho recentemente scritto nella tesi su media e comunicazione che ho discusso all’Alpha IED di Milano relatore professor Francesco Alberoni. Su tutti il caso di Pierluigi Bersani, l’ultimo presidente del consiglio realmente eletto, di cui Crozza ha fatto una parodia famosa in tutto il mondo basata sul vizio del meccanico e politico emiliano di infarcire i suoi discorsi di proverbi e detti popolari generalmente pescati dall’immaginario di Ermanno Olmi. Vacche, campi, trebbiatura, raccolto, sacrificare il maiale, gli sposi, il trattore. “Uè ragassi…” e via con il modo di dire campagnolo e tutti contenti. Contento anche Bersani, tant’è che un giorno mio padre, operaio all’Italsider di Boston, mi porta a un comizio del partito e c’è Pierluigi che si mette a fare l’imitazione di Crozza che lo imita di fronte ai 300mila di Piazza Sergio Cusani. E se la ride, felice come quando suo zio è morto e gli ha lasciato la pompa di benzina, in un gioco di sovrapposizioni di senso che giocoforza sfugge all’infantile elettorato della sinistra. Crozza va avanti per decenni con la scenetta di Bersani, sempre uguale a sé stessa, mai una variazione, un guizzo, niente, eppure funziona, piace anche ai miei che pure non sono gli ultimi coglioni della terra a parte mia mamma. Quando l’ex premier ha un ictus e viene operato, sulla testa calva e lucida gli rimane una piccola depressione, una sorta di mini cava cranica, ci potrebbe stare seduto un omino dei Lego. Spero in cuor mio che Crozza abbia uno scatto di dignità e sfrutti la situazione, magari prevedendo che il ‘suo’ Bersani scrolli l’immancabile sigaro in quel perfetto posacenere anatomico. Niente di niente, anzi non si fa nemmeno scolpire l’ammaccatura dai truccatori, eppure è una cosa evidentissima e tutte le persone normali almeno una volta hanno desiderato di infilarci un dito dentro. Quindi, ricapitolando, nessuna speranza, nemmeno, chessò, di immaginare l’ex ministro che finalmente si fa mettere internet nel casolare del Piacentino dove vive e un po’ alla volta scopre la bellezza dei siti pornografici, appassionandosi alle categorie, alle varie pratiche, ai performers, facendone una passione assoluta che esplode in ogni occasione pubblica. “Ué ragassi, siam mica a fare il Threesome in due”, dice alla Gruber che lo intervista a Otto e Mezzo. La settimana dopo va a DiMartedì: “Dai Floris… non raccontiamoci che il Bukkake son arti marziali giapponesi”. E ancora, il giorno dopo, mi pare dalla Berlinguer: “Dottoressa… siam mica a fare delle creampie con su le mutande!”. Potrei andare avanti a oltranza ma devo fermarmi perché fra cinque minuti qui al Fatto Quotidiano abbiamo riunione di redazione.

Autore del Post

Niccolò Re

Niccolò Re nasce a Sarzana (Sp), dove attualmente vive, il 21 maggio 1986. Maturità scientifica, Laurea in Cinema, nel 2012, un po' per caso, intraprende il mestiere di giornalista, che svolge tutt'ora presso la testata online Città della Spezia. Tra i suoi hobby il calcio, la musica, la storia, l'antropologia. Ama gli animali e ha un bellissimo e simpatico cane di nome Camillo. Dal 2016 convive con l'economista Irene Tinagli.

Commenti