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Stress. Parte II

Stress. Parte II

Nello scorso articolo avevamo parlato di stress e delle sue delle conseguenze sullo stato psicofisico dei nostri cani.

 

In questo, oltre che l’atteggiamento aggressivo o la poca comprensione del proprietario, proveremo a vederne altre, come riconoscere uno stato di stress e come migliorare le diverse situazioni.

 

Minacce dirette, da parte nostra o di cospecifici

Violenza, collera, aggressioni nel suo ambiente

Pretese eccessive nel training e nella vita quotidiana

Troppo o troppo poco esercizio: ogni cane ha un fabbisogno l’attività che varia secondo razza, età, attitudini e carattere; quando non viene soddisfatto o gli se ne fa fare troppo, gli causiamo stress.

Fame, sete, troppo freddo o troppo caldo

Impossibilità di rilassarsi per troppo rumore o disturbi continui

Dolori o malattie

Solitudine ed isolamento.

I sintomi dello stress possono essere molti, alcuni anche opposti. Possono manifestarsi da soli, oppure più d’uno contemporaneamente. Tenendo presente che aggressività e allergie sono i più macroscopici, vediamo qualche altro campanello d’allarme che potrebbe aiutarci:

È irrequieto e fa fatica a calmarsi

Reagisce eccessivamente a stimoli neutri come ad esempio il suono di un citofono.

Usa segnali calmanti

Si gratta, si morde o si lecca fino a provocarsi lesioni

Cattivi odori dalla bocca e dalla pelle

Pelo secco ed arruffato o con forfora

Perdita di appetito

Scarsa concentrazione

Si fissa a guardare cose come bagliori, mosche, ombre.

Rosicchia e mastica tutto quello che trova

  1. Su come eliminare lo stress dall’esistenza di un cane sono stati scritti libri e trattati, richiede molto lavoro e molta pazienza. Di certo non sarà leggendo questo articolo che risolverete il problema, ma posso darvi qualche idea o spunto di riflessione.

    Cambiare ambiente ed abitudini aiuta senz’altro: ad un cane particolarmente stressato dai rumori gioverà che la sua cuccia sia trasferita in un luogo più silenzioso, non di passaggio, dove potersi sentire tranquillo e rilassarsi.

    Smettete di essere aggressivi, impositivi, duri o violenti nel training, nella gestione e nella vita in generale; imparate a riconoscere qualche segnale calmante e rispondete al vostro peloso. La sensazione di essere capito lo farà sentire meglio.

    Fatelo partecipe della vita familiare, passate tempo con lui e abituatelo gradualmente al distacco; non lasciatelo in condizioni di caldo o freddo estremi facendogli magari patire anche la fame e la sete.

    Trovate il giusto equilibrio fra esercizio ed inattività, entrambi sono importanti per il suo benessere psicofisico: troppo o troppo poco dell’uno o dell’altro sono fonte di stress.

    Nei cuccioli la vicinanza, le carezze ed i massaggi rilasciano la tensione accumulata e li tranquillizza: stare sdraiati assieme al vostro cane senza trattenerlo o forzarlo potrebbe dargli sollievo ed aiutarlo a recuperare più velocemente.

    Purtroppo anche se spesso cambi di abitudini ed approccio migliorino sensibilmente le cose, non fanno miracoli ed a volte si richiede l’intervento di un esperto per risolvere le ansie più radicate. Veterinari comportamentalisti ed istruttori cinofili sono figure indispensabili per aiutarvi ad affrontare le situazioni più gravi; di certo non sono sostituibili da questo articoletto cor dummies, che forse può solo aiutarvi ad accendere una lampadina e riconoscere il problema.

    Dicono che sia il primo passo verso la soluzione, no?

Autore del Post

Elena Caccavale

Nata a Pisa nel 1980, cresciuta male fra Pisa e Cascina, migra periodicamente da un posto all'altro. Addetta alla sicurezza in aeroporto per scelta (d'altri) e cinofila a caso e per caso.

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