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DIZZY MISS LIZZY (Larry Williams)

DIZZY MISS LIZZY (Larry Williams)

McCartney: basso
Lennon: voce, chitarra ritmica, organo Hammond
Harrison: chitarra solista
Starr: batteria, campanaccio

Registrazione: 10 maggio 1965
Produttore: George Martin • Fonico: Norman Smith
28 settembre 1965 (LP Help!)

Mentre le riprese di Help! si avviavano alla conclusione (l’ultimo giorno fu l’11 maggio), i Beatles furono costretti a inventarsi una serata in studio di registrazione per accontentare le pressanti richieste della Capitol americana.

MacDonald: “Rimescolando le pubblicazioni inglesi dei Beatles e rifilando al pubblico americano degli LP contenenti un numero minore di canzoni, i distributori statunitensi della EMI erano riusciti a diluire quattro album in sei. In realtà, l’ufficio artistico della Capitol aveva manipolato tanto sapientemente la sua dotazione di canzoni dei Beatles che aveva già in mano nove canzoni non ancora utilizzate: quasi sufficienti per un settimo album. Con una durata complessiva inferiore ai venticinque minuti, tuttavia, questo
fu ritenuto insufficiente persino per l’insaziabile mercato americano; da qui la necessità di organizzare in tutta fretta questo turno di registrazione. Non avendo nuove canzoni pronte, il gruppo – ligio al dovere – snocciolò due brani di Larry Williams, Dizzy Miss Lizzy e Bad Boy”.

Dizzy Miss Lizzy trovò subito spazio come riempitivo in Help!, anche per chiudere l’album su una nota vivace e brillante dopo la riflessiva e malinconica Yesterday.
Dopo una giornata di riprese del film a Maidenhead, nel Berkshire, i Beatles arrivarono ad Abbey Road verso le 20 e in poco più di tre ore portarono a casa le due registrazioni.Bastarono un paio di takes suonate e cantate dal vivo di Dizzy Miss Lizzy per ottenerne una buona – la seconda –per le sovraincisioni. I Beatles si occuparono poi di Bad Boy, e dopo averla completata erano pronti a dedicarsi alle sovraincisioni per Dizzy Miss Lizzy. Ma George Martin non era soddisfatto.

McCartney: “Ogni tanto con George avevamo anche delle discussioni. Recentemente ho ascoltato una outtake di Dizzy Miss Lizzy alla fine della quale John chiede: ‘Che c’era di sbagliato in questa?’ e George risponde: ‘Ehm, non era abbastanza emozionante, John’. E John borbotta: ‘All’inferno, non era abbastanza emozionante, eh? Allora vieni qui a cantarla tu, allora!’. Eravamo sotto pressione. Quando lavori duro per molto tempo, cominci proprio ad aver bisogno di una pausa”.

Negli Stati Uniti Dizzy Miss Lizzy piacque molto, tanto che i Beatles decisero di inserirla nella scaletta del tour americano del 1965, e anche in questa prospettiva la suonarono una volta dal vivo per la BBC, il 26 maggio 1965; la registrazione, poi trasmessa il 6 o il 7 giugno 1965 nel programma “The Beatles (Invite You To Take A Ticket To Ride)”, è inclusa in Live At The BBC.

 

Estratto da “Il libro bianco dei Beatles” di F. Zanetti – Ed. Giunti

Autore del Post

Ernesto Macchioni

Il mare in tempesta fu improvvisamente colpito ai fianchi da un milione di tonnellate di olio. Fu così che venne alla luce Ernesto Macchioni in un'inaspettata giornata d'estate in pieno novembre 1961. La finestra fu finalmente aperta, Ernesto si affacciò e venne invaso da un fiume di luce e salmastro. L'infanzia la passò a cercare di capire se era meglio saper giocare a pallone o ascoltare la musica. Scelse la seconda ipotesi, senza rendersi conto di quanto si sarebbe complicato la vita. Il mare lo guardava perplesso. Faceva le scuole medie quando imparò a suonare la chitarra. Divenne amico intimo di Francesco Guccini, Francesco De Gregori, Lucio Battisti, cercando di scacciare l'inopportuna presenza di Claudio Baglioni. Erano amici fidati, a loro non importava se non sapevi giocare a calcio. Il mare scuoteva la testa. Alle superiori si illuse che il mondo era facile e cambiò religione diventando comunista. Bussarono alla porta di casa gli Inti-illimani e li fece entrare. (Battisti lo nascose nell'armadio). Claudio Lolli chiese "permesso" e lo fece accomodare. Pink Floyd e Genesis erano degli abitué ormai da tempo. La casa era piena di gente. Sua madre offriva da bere a tutti (ma non riuscì mai a capire cosa ci faceva quel ragazzo riccioluto rintanato fra i vestiti). Il mare aspettava. Venne l'ora provvisoria del buon senso e del "mettisufamiglia". La chitarra si era nel frattempo trasformata in un pianoforte. La casa era grande adesso e, oltre ai figli, poteva contenere anche vecchi giganti come Chet Baker e Miles Davis, lo zio Keith Jarrett e il nipotino Pat Metheny. La moglie offriva da bere a tutti, compreso Lucio Battisti che si era da tempo tolto la polvere dell'armadio di dosso. Qualcuno aveva infranto i sogni e il muro di Berlino, scoprendo che era fatto di carta come loro. Il mare si fece invadente e, stanco di aspettare, entrava anche in casa nei momenti più inopportuni. Era una folla. Quando Ernesto decise di far entrare anche Giacomo Puccini, Giuseppe Verdi e Gabriel Fauré la situazione cominciò a farsi insostenibile. Soprattutto quando il nostro protagonista scoprì che tutti, ma proprio tutti, compreso Francesco Guccini, sapevano giocare a pallone. Era un caos indefinibile vederli giocare fra le stanze, scoprire che De Gregori poteva benissimo entrare in sintonia con Giacomo Puccini e servirgli un assist da campionato del mondo preciso sulla testa. E tutto sotto lo sferzante vento di libeccio che infuriava in tutta la casa. Il mare si godeva le partite con un braccio sulla spalla di Ernesto, in totale stato confusionale. Quando in casa entrò Wolfang Amadeus Mozart la casa scoppiò. Ernesto lo trovarono sorridente fra le macerie. Lo videro togliersi i calcinacci dalle spalle, prendere un pallone e cominciare a palleggiare (un po' impacciato a dire il vero). Qualcuno giura di aver visto Lucio Battisti, con indosso una giacca di Ernesto, allontanarsi allegramente a braccetto con Giuseppe Verdi. Il mare, un po' invecchiato, respirava adagio sulla battigia.

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