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Preparativi di viaggio: quell’insana passione per “la lista”

Mio papà Edgardo Sogno

Mio papà Edgardo Sogno

Non amo farmi pubblicità, ma devo proprio concedermi una piccola eccezione: la settimana prossima finalmente esce il mio nuovo libro: “Edgardo Sogno, mio padre”. Una biografia ‘sentimentale’ dedicata al mio ‘drago’, purtroppo oggi molto anziano: a marzo saranno 73 anni, a settembre addirittura 74 e così via. In questo libro, edito da Chiarelettere con una di quelle copertine di merda, racconto papà ambasciatore, agente segreto, diplomatico, vincitore di due Roland Garros quando giocava nel Milan, attivista monarchico e soprattutto partigiano, aspetto quest’ultimo del quale si sa troppo poco perché per anni la Resistenza è stata letta – ma dai! – a sole tinte comuniste. E già, perché mentre nelle retrovie i partigiani delle Brigate Garibaldi si davano da fare per finire sui libri di Gianpaolo Pansa sterminando innocenti quali bambini, suore, contadini e miliziani Rsi, gente come mio padre Edgardo se la vedeva con i nazisti, con i mostri veri. Del resto quando papà giocava a Age of Empires 2 mai una volta l’ho visto distruggere le case o le fattorie: sempre dritto contro obbiettivi grossi (come popolazione prendeva i vichinghi perché gli piaceva il Berserk). Il mio augusto genitore era anche molto odiato dai partigiani comunisti perché questi non accettavano che avesse di natura un nome così bello – ‘Sogno’, partigiano ‘Sogno’ – mentre loro si davano i nomignoli come i brasiliani, ma per quanto si sforzassero, non avendo studiato, gli venivano delle cose molli come ‘Tuono’, ‘Mannaggia’, ‘Pluto’. Tra le grandi imprese compiute da papà ricordiamo la liberazione dei fratelli Rosselli (precisamente i fratelli Nello e Demo Morselli) e dei fratelli Parri cioè Ferruccio Parri perché i fratelli Parri erano uno solo.

Niccolò Re

Niccolò Re è nato a Sarzana nel 1986.

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