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Io e Andrea (rammaricandoci per la bellezza della sposa)

Io e Andrea (rammaricandoci per la bellezza della sposa)

Io e Andrea (rammaricandoci per la bellezza della sposa)

La mia amicizia con Andrea nasce su presupposti quantomeno fragili. Diciamo che mi faceva simpatia perché nitriva come l’architetto Rambaldo Melandri e perché in campeggio a Pesaro gli piaceva una abruzzese ma purtroppo gliela rubò un ragazzo siciliano con delle braccia cortissime. La prima volta che sono andato a casa sua si è seduto sul letto della cameretta e mi ha detto: “Questo è il lettino su cui mi masturbo”. I suoi nonni di là hanno sentito. Un’estate ad Andrea piaceva tanto una ragazza abbastanza brutta conosciuta al mare. A lei invece piacevo io perché ero più famoso. A me questa ragazza faceva impressione. Di solito uno rinuncia a una ragazza, anche se molto bella, se questa piace tanto a un amico, io invece al contrario mi sono fatto coraggio e ci sono andato apposta, per dispetto. La cosa nel complesso secondo me Andrea l’ha anche formato. Un altr’anno è morto mio padre allora i ragazzi grandi del paese per tirarmi su sono venuti a dirmi che potevo andare a giocare con loro alla Uno Bianca, il gioco che andava tanto allora. Non ci ho pensato su due volte e ho mollato lì Andrea, che era venuto a casa a consolarmi portando dei kinder. Poi però mi hanno fatto fare la parte di Eva Mikula perché dicevano che avevo dei bei lineamenti. D’altronde agli inizi non puoi mica pretendere. Per conquistare i ragazzi grandi facevo la battuta “Fratelli Savi Fratelli Savi… pensa un po’ cosa combinavano se invece che ‘savi’ erano matti!” ma loro non la capivano perché il temine ‘savi’ è difficile specie per i giovani dei caseggiati popolari. Quando tornai a casa verso le sei ero molto umiliato ma per fortuna c’era ancora Andrea tutto solo e guardandolo in quegli occhi sconfitti di amico abbandonato capii che mi faceva stare bene perché, come avevo sentito dire al Tg2, “c’è sempre qualcuno più a Sud di noi” (con la probabile eccezione Antartide). Il mese scorso si è sposato Renato, nostro conoscente di professione imprenditore, e io e Andrea all’uscita dalla chiesa sorridevamo e gridavamo come tutti, ci commuovevamo, lanciavamo il riso, sì, ma ci siamo accorti che lo lanciavamo forte, in linea retta, mirando agli occhi dei bellissimi Renato e Loredana, come per scalfirli un po’. “La felicità degli altri ci rende tristi” ci siamo confessati dopo, al ristorante (‘L’antico govone’). Recriminando, bestemmiando, rammaricandoci per la bellezza della sposa.

Autore del Post

Niccolò Re

Niccolò Re nasce a Sarzana (Sp), dove attualmente vive, il 21 maggio 1986. Maturità scientifica, Laurea in Cinema, nel 2012, un po' per caso, intraprende il mestiere di giornalista, che svolge tutt'ora presso la testata online Città della Spezia. Tra i suoi hobby il calcio, la musica, la storia, l'antropologia. Ama gli animali e ha un bellissimo e simpatico cane di nome Camillo. Dal 2016 convive con l'economista Irene Tinagli.

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