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GARY BURTON, FINESTRA SUL FUTURO DEL JAZZ

GARY BURTON, FINESTRA SUL FUTURO DEL JAZZ

GARY BURTON, FINESTRA SUL FUTURO DEL JAZZ

 

 

 

 

 

GARY BURTON Vibrafono

 

 

 

 

 

Gary Burton è un vibrafonista statunitense che nasce ad Anderson nella contea di Madison dell’Indiana il 23 gennaio del 1943.

Irruppe sullo scenario jazz giovanissimo, all’età di diciassette anni nel 1960, accendendo su di lui ed il suo strumento i riflettori che mai si sarebbero più potuti spegnere.

Burton, autodidatta e fuoriclasse sperimentò e creò un nuovo modo di suonare il vibrafono, con quattro bacchette invece che con due e con un approccio allo strumento del tutto pianistico tanto da permettergli di sviluppare un’abilità sorprendente nel fare soli originali e virtuosismi fuori dagli schemi dei suoi predecessori.

Quella che tutt’oggi prende il nome di Burton Grip è la tecnica che ha permesso di sperimentare nuove possibilità armoniche e di permettere a Burton sequenze geniali intrecciate a pattern di accordi rapidi e fugaci da inserire nell’idioma jazzistico fino a renderlo un riferimento.

Consapevole del fatto che per un vibrafonista l’unica soluzione fosse quella di rappresentare un leader, Burton non si tirò certo indietro e intrise del suo spirito innovativo e talentuoso i suoi gruppi.

Collaborazioni con personaggi leggendari del jazz come il percussionista Roy Haynes, Larry Coryell e Steve Swallow che servirono al jazz quello di cui nutrirsi.

Mescolarono free-jazz e swing al rock e country western come nel caso dell’album DUSTER del 1967 così difficile da reperire quanto prezioso e geniale.

Quello che è sicuramente uno dei più grandi jazzisti viventi, capace di leggere a vista qualsiasi genere e capace di fare improvvisazioni in qualsiasi contesto: free, modale, tonale, tempi dispari, etc.;

grande didatta per trent’anni, che attualmente copre il ruolo di vicedirettore della Berklee di Boston, il più importante istituto universitario privato al mondo dedicato alla musica contemporanea, al jazz e alla musica moderna americana, si è ritirato dalla scena musicale il 19 giugno del 2017 in seguito ad un infarto.

Uomo di una dialettica formidabile e riconosciuto anche per questa qualità, famoso anche per essere stato uno dei pochi nel panorama jazz ad aver dichiarato liberamente la sua omosessualità, ha concluso in bellezza la sua carriera da musicista con il suo ultimo tour ”Farewell Tour” (Tour d’addio), documentato dal cortometraggio Retires the Mallets.

GARY BURTON , FINESTRA SUL FUTURO DEL JAZZ.

 

Martina Salsedo

Martina Salsedo

Musicista e cantautrice, da oltre vent'anni nel mondo e nella musica Blues Rock con i suoi Black Tunes. Martina è stata direttrice di Livorno TV e adesso di Officina di Arte e Musica e Livorno Porto Musicale, dove si occupa di dare spazio a chi ha talento ma non possibilità di espressione e crescita nel propio paese.

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