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Il mestiere dell’autore: Emanuele Dabbono e il suo Valore Assoluto

Il mestiere dell’autore: Emanuele Dabbono e il suo Valore Assoluto

Il mestiere dell’autore: Emanuele Dabbono e il suo Valore Assoluto

Alcuni mesi fa ho letto, con gusto e piacere, il secondo romanzo del regista Paolo Sorrentino, intitolato “Gli aspetti irrilevanti“, e sono rimasta così affascinata dal titolo che esso ha fatto da spunto per la nascita di questa rubrica. Abituati come siamo alla logica dell’apparire, in particolar modo quando ci affacciamo al mondo musicale e dello spettacolo, abbiamo perso di vista, o forse non l’abbiamo mai avuto, l’interesse per coloro che restano dietro le quinte, in secondo piano, svolgendo egregiamente un mestiere creativo, complesso e stimolante, senza necessariamente salire sul palco.

Mi piacerebbe, dunque, dare spazio a tutte quelle figure che sono altresì fondamentali ed importanti affinchè la grande macchina musicale resti ben oliata e senza le quali, anzi, un progetto  artistico perderebbe la sua corposità ed essenza. Incontreremo autori di canzoni, ingegneri e tecnici del suono, turnisti e musicisti, produttori, registi: figure, insomma, apparentemente di contorno ed invece essenziali a chi ci mette la faccia ed interloquisce direttamente con il grande pubblico.

Il primo ospite di questo spazio è un giovane autore di (belle) canzoni, che porta con sè un bagaglio di esperienza ed emozioni tradottosi negli anni in circa 1500 composizioni, cinque album e due libri. Credo che il vecchio detto di scrivere finchè si ha qualcosa da dire con lui calzi davvero a pennello perchè le storie a cui regala spazio sono piccole perle della nostra quotidianità, raccontate con grazia da un uomo che di cose da dire ne ha davvero tante.

Lui è Emanuele Dabbono, classe 1977, dal 2014 autore in esclusiva per Tiziano Ferro, insieme al quale ha collezionato, sino ad oggi, svariati dischi di platino oltre alla soddisfazione più grande: quella di potersi raccontare attraverso la musica e la voce di uno degli interpreti più carismatici degli ultimi anni, con grande libertà e dedizione.

Emanuele Dabbono

Ho fatto quattro chiacchiere con Emanuele per scoprire come ci si sente ad aver scritto canzoni che si sono consolidate nei cuori del pubblico e per rubare qualche piccola anticipazione sul suo nuovo album da solista.

Ecco che cosa ci ha raccontato.

Ciao Emanuele e benvenuto su WiP Radio. È un grande piacere poter scambiare due parole con te, che stai vivendo un periodo estremamente gratificante ed intenso come autore: anche Valore Assoluto, il prossimo singolo estratto dal nuovo lavoro di Tiziano Ferro, porta la tua firma e va a completare un quadro molto positivo di questi ultimi due anni. La prima cosa che vorrei chiederti è come ci si sente ad aver finalmente raggiunto un traguardo importante con le proprie composizioni, dopo tanta gavetta, duro lavoro e impegno, anche se attraverso un altro interprete (e che interprete, aggiungerei: mica pizza e fichi). Ci si sente amati. Io in particolar modo mi sento fortunato perché nonostante sappia quanto abbia faticato per raggiungere un risultato (si parla di 17 anni) mi ripeto sempre che poteva non succedere mai. Così questa improvvisa pioggia di dischi di platino grazie a Tiziano mi rende grato alla vita, alla determinazione, al fascino che ancora oggi esercita su di me il vivere l’arte in una maniera genuina, priva di calcoli da commercialista.

Recentemente sei stato ospite all’Imperia Unplugged Festival, condividendo il palco con Ermal Meta, un altro giovane autore che ha scelto, però, ultimamente, di intraprendere la strada solista, forse tenendosi per sè le composizioni migliori. Colgo l’occasione per affrontare un aspetto che, da cantautrice, mi ha sempre affascinata e lasciato mille dubbi al riguardo: come si concilia l’impulso di tenersi le canzoni a cui si è maggiormente legati per il proprio progetto musicale con quello di donarle ad altri artisti? Sarò molto franco, io i brani migliori, quando sento di aver scritto qualcosa di potente, li mando tutti a Tiziano. E non perchè sia il mio editore. Perché merita, perché sa trasformarli in qualcosa di ancor più epico, perché sento che insieme escono pezzi di magia. Per me tengo quelle canzoni che sono troppo personali, piccole, intime, che raccontano la mia vita con totale libertà tra il palco e le mie figlie.

Franco Zanetti da tempo si “batte” per una campagna di sensibilizzazione del pubblico nei confronti del ruolo dell’autore: giustamente, fa notare come quasi mai vengano citati gli autori degli inediti interpretati dai cantanti partecipanti all’interno di numerosi contesti, soprattutto televisivi. Nonostante ciò, mi pare che negli ultimi anni la figura dell’autore sia tornata al centro dell’attenzione dei media. Come vedi cambiato il mestiere dell’autore in questi ultimi anni? C’è ancora spazio per chi vuole proporsi in questa maniera e fare della musica un lavoro a tutti gli effetti? Franco fa benissimo. I successi vanno condivisi. Dal canto mio sono un privilegiato, nel senso che Tiziano fa spesso il mio nome e questo rende la nostra collaborazione per quella che è: vera, autentica, di lunga data perché dettata non solo da sensibilità affini ma da stima reciproca e da un valore fondante: l’amicizia. C’è spazio per altri autori eccome, basta sapersi distinguere, avere una inconfondibile cifra stilistica. In poche parole se hai lavorato tanti anni su di te, sbaragli la concorrenza a suon di domande che ti sei posto a te stesso. Le risposte che ti dai si chiamano canzoni.

Confrontandomi con altri cantautori, spesso mi sento dire, con non poco snobismo, che molti di loro non vorrebbero mai sentire cantata una propria canzone da interpreti usciti da un talent. Personalmente, credo invece che un buon interprete continui ad avere bisogno di buoni contenuti e non di canzoni usa e getta, al fine di poter costruire la propria carriera sulle canzoni e non solo sull’immagine e sul personaggio nato dentro uno studio televisivo e che un cantautore non possa che dare un valore aggiunto ad un progetto non suo. Mi piacerebbe avere un tuo parere al riguardo. Il mio primo passo da autore è stato proprio nel 2014 per l’allora vincitore di X Factor Michele Bravi. Io e Tiziano firmammo per il suo album “Non aver paura mai“. Entrambi ci credevamo moltissimo. Non fu nemmeno estratto come singolo. Ci dispiacque perché quello era un brano secondo noi importante. Ma ancora oggi la penso come te: contano i contenuti. Mi basta sapere di aver fatto del mio meglio per tirare fuori una canzone vera. Poi chi la canta è secondario. Ovvio che se però senti di aver scritto qualcosa di diverso dal solito, ti auguri finisca nella voce di qualcuno che possa render il messaggio ancora più potente.

Una domanda, anzi due, da un milione di dollari: come si affrontano il blocco dello scrittore e la paura del foglio bianco? Ti è mai capitato di vivere momenti di totale vuoto durante la scrittura di una canzone? Mai, perché scrivo tutti i giorni dovunque, sempre. Non credo all’ispirazione ma al rimanere in contatto con lo stupore bambino che è nascosto in ognuno di noi e che è la parte alla quale cerco di attingere il più possibile. Amare quello che si fa per vivere è la prima condizione per farlo con successo.

Da papà di due splendide bimbe, immagino che tu abbia passato molto tempo a ninnare le tue piccole con la tua musica e la tua voce (io con il mio bimbo lo faccio tutti i giorni!). Hai mai pensato di scrivere canzoni per bambini? L’ho anche fatto, ma c’è in giro chi lo sa fare decisamente meglio! Le addormento spesso cantandogli The sound of silence di Simon & Garfunkel.

So che stai lavorando al tuo nuovo album e che sarà caratterizzato principalmente da sonorità acustiche. Puoi regalarci qualche anticipazione su questo disco, dall’emblematico titolo Totem? Ci siamo quasi. Io in questo disco vi sto per regalare il mio cuore. Credo sia un posto ospitale, con tanta tenerezza, ma non è fatto per chissà quale risultato. Solo la foto autentica in musica di un uomo libero. Per me può bastare.

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Autore del Post

Chiara Ragnini

Cantautrice, nerd e smanettona, appassionata di arte contemporanea ed entomologia. Dopo il classico, la laurea in Informatica. Un amalgama particolare, fra cuore e razionalità, per fare da sfondo alle emozioni fra parole e musica.

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